24 Gennaio 2012 - di
Francesco Silvestri con la collaborazione di Jessica
Gaibotti (Ufficio Stampa Emi Music Italy)

1. Complimenti per la
conquista di Sanremo 2012! La prima cosa che hai pensato
appena avuta la grande notizia?
"E’ stato tutto molto confuso:
eravamo nella nostra saletta dove facciamo le prove.
Terminato il pezzo che stavamo studiando ci siamo
accorti che i nostri telefoni squillavano all’unisono e
le chiamate entranti erano di mamma, papà, zia, sorella…
insomma qualcosa era successo. La prima cosa che ho
pensato è stata: vado all’Ariston, ora mi viene un
attacco di panico".
2. Cosa vuol dire per te
partecipare al Festival di Sanremo? Cosa ti aspetti da
questa esperienza straordinaria?
"Partecipare vuol dire tanto lavoro,
tante prove, tanto studio. E’ un percorso a ostacoli,
non un traguardo, ma una partenza. Essere stato
selezionato tra i numerosi artisti che hanno partecipato
alle selezioni non è che una conferma per me e la mia
band, gli STAG. Il nostro lavoro non cambia e a parte
queste stranezze come le interviste e le scadenze da
rispettare, continuerò a fare quello che facevo prima.
Con una piccola differenza però: fino a un mese fa ero
io che mi occupavo dei concerti della band, chiamando i
gestori dei locali per convincerli a farci suonare.
Anche adesso il lavoro continua però la visibilità che
abbiamo avuto grazie al fatto di essere comparsi su
Facebook e sul sito della Rai ci ha risparmiato almeno
cinque anni di gavetta!"
3. Cosa ci puoi raccontare
del brano che presenti sul palco dell'Ariston?
"Guasto è nata in maniera del
tutto casuale e per certi versi sorprendente: mi avevano
invitato a esibirmi a Guasto, un suggestivo borgo vicino
a Isernia. Terminato il sound check mi sono ritrovato
solo, seduto davanti un pianoforte a coda in una cornice
davvero incredibile: un pezzettino del nostro territorio
perso tra campagna e cielo. Ho iniziato a suonare il
motivo che si è sviluppato in modo del tutto naturale.
Ma l’aggettivo 'guasto' indica anche a quei periodi
neri, di sofferenza e distacco che tutti abbiamo
inevitabilmente affrontato per crescere. Guastarsi per
poi ritrovarsi più forti e integri di prima. E questo
non vale solo per le relazioni, ma per ogni aspetto
della realtà che implichi coinvolgimento di passione".
4. Come ti preparerai alla
settimana del Festival?
"Cercherò di viverla così
naturale come è venuta, magari intensificando le prove
con il gruppo".
5. Come ti descriveresti ai
visitatori di Linksanremo.it, sia dal lato musicale che
personale?
"Sono un ventitrenne che ama la
musica e il cinema, soprattutto quello italiano: in sala
rimango fino alla fine dei titoli di coda per leggere i
nomi dei musicisti e i brani utilizzati dal regista. Ho
iniziato da molto piccolo a suonare il pianoforte,
scoprendo più tardi la voce. Ho vissuto parte
dell’adolescenza a Londra e quando ho vinto il bando per
entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia sono
tornato in Italia. Qui ho conosciuto i miei musicisti
con i quali ho intrapreso il progetto STAG: Andrea
Benedetti (chitarra) Stefano Costantini (tromba), Giosuè
Manuri (batteria), Suelo Rinchiusi (Contrabbasso). Adoro
perdermi in città che non conosco e a tavola aspetto il
dolce, meglio se il 'viceversa', una specie di tiramisù
'al contrario' che preparano al 'Ciak si mangia' una
fantastica pizzeria del Pigneto".
6. Quali sono i tuoi
progetti in occasione del Festival? Ci sarà l’uscita di
un album o di un singolo?
"Con gli STAG esordiremo a metà
febbraio con un EP per l’etichetta indipendente SunnyBit:
un progetto al quale stiamo lavorando con il
produttore-ingegnere del suono Steve Lyon (The Cure,
Depeche Mode, Paul McCartney) dallo scorso marzo che
sarà anticipato proprio dal brano che presenterò al
festival che sarà disponibile su iTunes e in rotazione
in radio dal 27 gennaio".
7. Come hanno reagito i tuoi
famigliari e amici alla notizia della "promozione" a
Sanremo?
"Con una 'normale', folle e
contagiosa esultanza. Ho scoperto cugini bresciani, zii
scozzesi e ritrovato vecchie insegnanti delle
elementari".
8. Ci puoi raccontare
un'esperienza o un incontro significativo che hai fatto
nel tuo percorso musicale prima del Festival?
"Credo che l’incontro con Steve Lyon
mi abbia rinfrancato sulla possibilità della musica
italiana di tornare ad avere un respiro internazionale.
Mi piacerebbe partecipare all’Eurofestival, ma una cosa
alla volta".
9. Avevi mai guardato
Sanremo in tv gli anni passati? Cosa pensi del ritorno
di Gianni Morandi?
"Ho sempre guardato Sanremo, da
che ho memoria 'televisiva': in famiglia facevamo gruppi
d’ascolto. Nelle ultime edizioni ci divertivamo a fare
votazioni con tanto di scheda e giudizio su esecuzione,
arrangiamento e outfit del cantante. Proprio per questo
sono in ansia, non sapete le cattiverie che in certi
gruppi di ascolto si possono dire. Morandi è un
campione: l’ho visto per la prima volta
all’audizione-maratona di 9 ore dove ha usato una parola
gentile per ogni partecipante, cercando di metterlo a
proprio agio. Non so dove trovi l’energia, è un segreto
che cercherò di carpire, ma credo sia l’amore e la
professionalità che mette in ogni cosa che fa."
10. E per finire… un
messaggio per tutti i visitatori di Linksanremo.it e per
gli appassionati di musica che aspettano con curiosità
di ascoltarti al Festival?
"Cercherò di mettere tutto me
stesso in quei tre minuti, siate benevoli!"