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biografica, discografica e fotografica: Linksanremo.it
già al Festival di
Sanremo nel
2010
grazie a Emanuela Redaelli
(Ufficio Stampa Universal Music Italy)
“Oggi scrivo quello che canto. E
mi chiamo Nina Zilli”.
Nina Zilli è un tornado, un vulcano,
un’innamorata cotta di musica che ti inchioda con le sue
passioni & fantasie prima ancora che tu abbia il tempo
di ascoltare una sola delle sue canzoni. Nina che viene
da un paesino della Val Trebbia che ha lasciato presto
per l’Irlanda, gli Stati Uniti, dovunque la spingevano i
sogni e le fantasie. Nina che è partita dalla musica
anni 70 “per arrivare piano piano alla mia musica
perfetta: la Motown, l’R&B della Stax, il soul, il pop
rock dei primi 60”, incrociato con amori italiani di
Mina e Celentano giovani e con la Giamaica che le fa
battere forte il cuore. Reggae, rocksteady, ska: quando
parla di Alton Ellis, di Phyllis Dillon, degli
Ska-talites la sua voce cambia intonazione, è tenera e
smaniosa nello stesso tempo.
Come mettere tutto questo in musica?
E’ un po’ che ci prova, da quando ha deciso di
accantonare i sogni dei 15 anni e di impegnarsi sul
serio. Ha studiato da soprano (“ma preferivo di gran
lunga il rock”), ha diviso il tempo fra l’università e
piccoli gruppi live, ha fatto la vee jay, è entrata e
uscita da una porticina laterale della discografia con
un 45 giri che ha rimosso (“non ne ho neanche una copia
d’archivio, giuro che l’ho rotto”). Nel 2001
ha fondato un complesso, Chiara & Gliscuri, con cui è
riuscita a mettere a fuoco qualcosa della sua
personalità: un inno alla musica rocksteady, una lettura
del mondo con quegli occhiali prendendo dai repertorio
più diversi, da Madonna ai Metallica, dalla Giamaica
vera a una di fantasia, partendo magari dall’Australia
degli AC/DC. Da quell’esperienza è nata la
collaborazione con i Franziska, con cui gira l’Europa
cantando reggae in inglese e patois. Ma è solo una parte
del suo mondo. Nina ha tempo e voglie anche per scrivere
canzoni, tanto, di tutto, e per proporsi come solista.
Eccoci a oggi. Dal suo cilindro
sempre zeppo, Nina Zilli ha estratto sei brani, ha
aggiunto una cover storica (You Can’t Hurry Love delle
Supremes, nella versione italiana – “L’amore verrà”)
tutto in un ep uscito lo scorso settembre. Ecco un disco
che non finirà in frantumi: perché Nina si è divertita
un sacco e sente di essersi presentata bene, con
quell’aria fresca di canzoni di una volta, con i fiati e
un sacco di strumenti veri, in una dimensione “vintage”
che illustra come si deve il suo paesaggio immaginario –
una giovane e graffiante Mina a Detroit, reduce da un
viaggio musicale a Kingston. 50mila, il singolo di
lancio, con Giuliano Palma, è la canzone più compiuta e
un bell’esercizio sul tema di amore/dolore, Inferno un
rilassato “sha la la” che fa molto estate Sixties ; e
Penelope, con gli Smoke, il brano che più si avvicina
all’adorato rock steady.
Il singolo “50mila” che così tanto
successo ha avuto la scorsa estate, è stato scelto da
Ferzan Ozpetek per il suo prossimo film -Mine Vaganti-
in uscita il 12 marzo 2010.
Nina Zilli ha partecipato quest’anno
alla 60° edizione del Festival di Sanremo
con il brano “L’Uomo che Amava le Donne” scritto insieme
a Kaballà ed incluso nel nuovo album di studio uscito a
Febbraio, ricevendo il Premio della Critica ‘Mia
Martini’ e ‘Premio della Sala Stampa Radio e Tv’ nella
categoria Nuova Generazione.
Sempre durante il Festival è stata
inoltre premiata da Assomusica per la – Migliore
esibizione live tra gli artisti in gara nella sezione
giovani -, il riconoscimento, sulla base delle
segnalazioni degli associati, le è stato assegnato per
essersi distinta tra gli altri per la sua performance
che ha evidenziato una spiccata vocazione all’esibizione
live, con un ottimo senso del palco, ed una forte
predisposizione al contatto con il pubblico,
caratteristiche indispensabili per trasformare la musica
dal vivo in emozione.
uscito il 19 febbario 2010 entra subito
al 12º posto nella Top Album FIMI, per rimanere nella
Top 20 nelle seguenti settimane e raggiungere il 5º
posto nella quinta settimana d'uscita dell'album
decretandola rivelazione del Festival.
Non solo successo di vendite ma
anche radiofonico: L'uomo che amava le donne si piazza
al 19º posto della classifica airplay, per poi arrivare
al 14º posto ed essere uno dei brani più trasmessi da
tutte le emittenti radiofoniche italiane.
A fine aprile 2010
l'album Sempre lontano viene decretato disco d'oro a
conferma del successo di vendite dell'album e del
singolo sanremese.
Nel 2010 partecipa
all'annuale Concerto del Primo Maggio in piazza San
Giovanni a Roma.
Nel mese di maggia partecipa anche ai Wind Music Awards
all'Arena di Verona e viene premiata come "New Artist".
Il 5 novembre esce il suo nuovo singolo Bacio d'a(d)dio
il primo estratto da Sempre lontano Special Edition, la
nuova release del primo album. La nuova versione del
disco conterrà un DVD con l'intero concerto tenuto al
Blue Note di Milano.
Tutti i concerti di Nina Zilli hanno
registrato il tutto esaurito.
Il 18 febbraio 2011 è ospite al 61°
Festival di Sanremo per duettare con i La Crus nel brano
Io confesso. La mattina partecipa alla conferenza stampa
e il suo disco Sempre lontano viene premiato Disco di
Platino.
Nel febbraio 2011 la cantante riceve
due nomination ai TRL Awards 2011 nelle categorie Best
Look e Italians Do It Better, e proprio lei, insieme a
Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, ha presentato la
cerimonia tenutasi a Firenze il 20 aprile 2011.
Dal 6 maggio fino al 22 luglio 2011
conduce ogni venerdì pomeriggio il programma Stay Soul
su Rai Radio Due.
Il 15 gennaio 2012
viene annunciata la sua partecipazione al 62° edizione
del Festival di Sanremo con il brano Per sempre. Il
15 febbraio 2012 uscirà il suo nuovo
album d’inediti dal titolo L’amore è femmina.
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