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biografica, discografica e fotografica: Linksanremo.it
già al Festival di
Sanremo nel 1985 e 1999
grazie a Ilaria Boccardi (Parole
& Dintorni)
Di Eugenio Finardi sappiamo tutto o
quasi. Nasce a Milano il 16 Luglio 1952
in una famiglia “musicale” (la madre cantante lirica
americana, il padre tecnico del suono). Fin da bambino
mostra uno spiccato talento per la musica tanto che a
nove anni incide il suo primo disco: una canzone per
bambini intitolata “Palloncino rosso fuoco”. Due anni
più tardi partecipa all’incisione di due raccolte: una
di canzoni natalizie e una di canzoni tradizionali
americane.
A fine anni Sessanta inizia a
muoversi con personaggi come Alberto Camerini, e Walter
Calloni. Con loro forma un gruppo Rock/Blues chiamato IL
PACCO e si esibisce spesso nel nord Italia.
Nei primi anni Settanta Finardi
entra in contatto con gli Stormy Six e collabora con
loro e con altri come session man (suona tra l’altro
l’armonica nel primo disco dei Fratelli La Bionda),
produce i “Biglietto Per L’Inferno! tentando
contemporaneamente di farsi notare come cantante.
Nel 1972 firma il
suo primo contratto discografico con La N.1 di Lucio
Battisti dove incontra Demetrio Stratos che seguirà
nell’avventura della leggendaria etichetta Cramps. Nel
1975 esce il suo primo album, NON
GETTARE ALCUN OGGETTO DAI FINESTRINI nel quale suona
sotto pseudonimo Franco Battiato e esordiscono altri
musicisti fondamentali della nuova musica italiana, fra
cui, curiosamente, il compositore classico Luca
Francesconi. Con l’uscita del disco iniziano anche le
tournée: la prima, assieme a Lucio Fabbri, a supporto di
Fabrizio De Andrè, che per la prima volta si impegna in
un lungo tour italiano, la seconda come supporto alla
PFM.
Nel 1976 arriva il
successo con la pubblicazione di SUGO, che contiene le
hit MUSICA RIBELLE, LA RADIO, e altre pietre miliari. E’
l’anno del Parco Lambro, il più grande Pop Festival
italiano, dove Finardi e AREA sono i nomi di punta.
Scritto nell’infinito tour che seguì nel 1977
esce DIESEL, un vero capolavoro di rock forte e
impegnato che fotografa una realtà tutta italiana in
canzoni semplici e dirette, appassionate e vivaci e
nella quale si fa più forte la collaborazione con gli
AREA i cui elementi suonano in molti brani, mentre
Demetrio gioca con la band di Eugenio in ROCK
EXHIBITION.
Il 1978 è un anno
di cambiamenti, il più importante dei quali è la
collaborazione con il gruppo Crisalide, (Cerri, Spina,
Vitolo, Ninzatti) che contribuiscono in maniera
determinante alla realizzazione dell’album BLITZ che
contiene l’indimenticabile “Extraterrestre” e del
seguente ROCCANDO ROLLANDO, del 1979.
Nel 1981, dopo una
permanenza a Londra, Finardi torna a Carimate con nuove
idee e il progetto di un disco in inglese. SECRET STREES
che però esce prima tradotto in italiano col semplice
nome FINARDI e alcune canzoni nuove tra cui PATRIZIA.
Nel 1982 diventa
padre e questo avvenimento, influenza le canzoni
dell’album DAL BLU, del 1983, che
contiene ballate intime come “Le ragazze di Osaka” e
“Amore diverso”. Seguiranno il suo primo “Live” STRADE e
COLPI DI FULMINE che contiene I MISS
YOU TONIGHT scritta con Franco Battiato con la quale
partecipa per la prima volta a SANREMO.
Usciranno poi DOLCE ITALIA, IL VENTO
DI ELORA, LA FORZA DELL’AMORE, il suo più grande
successo commerciale e nel 1991
MILLENNIO, seguono ACUSTICA, OCCHI, dopo un anno di
intensa attività compositiva l'incisione dell'energetico
ACCADUEO’ che vede alla batteria il grande Vinnie
Colaiuta e la partecipazione, in un brano, di Lucio
Dalla al sax soprano. Uscito nell'autunno del
'98, ACCADUEO’ viene ristampato nella primavera
'99 con l'aggiunta di "AMAMI
LARA" presentata con successo al FESTIVAL DI
SANREMO.
Nel 2001, in
chiusura di contratto, la Wea pubblica la compilation LA
FORZA DELL’AMORE 2, e Eugenio Finardi entra
nell'etichetta indipendente EDEL con la quale pubblica
O’FADO uno struggente omaggio alla musica tradizionale
portoghese. Nell’inverno 2001/02
Eugenio si reca a Roma, dove Vittorio Cosma ha
assemblato una squadra di giovani talenti, per
registrare CINQUANTANNI, dove reinterpreta le sue
canzoni più impegnate e sociali.
Con l’avvento del nuovo millennio,
Finardi si appassiona sempre di più all’interpretazione
pura. Accetta quindi con entusiasmo la proposta di Cosma
e Porciello di creare uno spettacolo di musica sacra per
la rassegna “La Musica dei Cieli”, ritrovando, ai fiati,
Giancarlo Parisi di cui aveva prodotto il primo album
“L’Otre di Eolo”. Nasce così IL SILENZIO & LO SPIRITO.
In ottobre riunisce il team a Roncegno dove,
nell’ovattata atmosfera di un centro Antroposofico,
registra su cd e dvd il documento di questo spettacolo.
Con questi dischi inizia a imporsi di documentare i suoi
progetti live su CD o DVD e perfino l’intramontabile
vinile.
Nel 2005 consuma
finalmente il suo giovanile amore per il Blues, sua
passione segreta, con ANIMA BLUES, un album di inediti
puro e avvolgente che porta a più di 100 concerti “extra
Finardi” e riceve consensi perfino da prestigiose
riviste di settore americane mentre nel 2007
arriva UN UOMO, box di 4 CD, la prima retrospettiva
completa sulla sua più che trentennale carriera. Il
2008 vede il cantautore impegnato su
due fronti: lo spettacolo di teatro canzone SUONO e il
progetto dedicato a Vladimir Vysotsky dal titolo IL
CANTANTE AL MICROFONO, registrato con l’ensemble
classico SENTIERI SELVAGGI e con il quale vince i PREMIO
TENCO per la miglior interpretazione. Inizia la
collaborazione con l’ensemble e i compositori
contemporanei Carlo Boccadoro e Filippo Del Corno che
porta, Finardi nel Gennaio 2010, sul
palco del Teatro alla Scala con l’ensemble ENTR’ACT per
riprendere con successo la tradizione delle “Domeniche
alla Scala” e a essere richiamato un anno esatto dopo
con un’opera di Carlo Boccadoro.
Nel Dicembre 2011
viene conferito a Eugenio Finardi il prestigioso
AMBROGINO D’ORO, medaglia d’oro della Città di Milano,
che riceve dalle mani del sindaco Pisapia.
Il 15 gennaio 2012
viene annunciata la sua partecipazione al Festival di
Sanremo, dove sarà in gara nei Big con "E tu lo chiami
dio", duettando su "Surrender" ("Torna a Surriento") con
Noa nella serata del giovedì.

EUGENIO FINARDI sarà in gara alla
62^ edizione del Festival di Sanremo
con il brano “E tu lo chiami Dio” e
torna a calcare il palco dell’Ariston dopo le
partecipazioni del 1985 e del 1999.
Il brano è uno dei 5 inediti
contenuti in “Sessanta”, il triplo cd,
in uscita il 15 febbraio (produzione esecutiva EFsounds
per edel Italia su etichetta Cramps), che raccoglie i
brani più rappresentativi della carriera del cantautore
“ribelle”.
Alla realizzazione di “Sessanta”
hanno collaborato firme prestigiose del mondo musicale,
tra cui Max Casacci dei Subsonica (che ha rielaborato a
modo suo il brano “Nuovo Umanesimo”) e i maestri Carlo
Boccadoro e Filippo Del Corno.
Questa la tracklist: CD1
“Nuovo Umanesimo (il seme)” (INEDITO); “Mayday”; “F104”;
“Valeria Come Stai?”; “Le Ragazze Di Osaka”; “Giai Phong”;
“Trappole”; “Saluteremo il Sig. Padrone”; “Se Solo
Avessi”; “Quasar”; “Mojo Philtre” - CD2
“Maya” (INEDITO); “Oggi Ho Imparato A Volare”; “La
Canzone Dell'Acqua”; “Non Diventare Grande Mai”;
“Patrizia”; “Uno Di Noi”; “Dolce Italia”; “Laura Degli
Specchi”; “Estrellita”; “Why?” (INEDITO); “Passerà”
(INEDITO - radio edit) - CD3 “E Tu Lo
Chiami Dio”(INEDITO); “La Forza Dell'Amore”; “Non è Nel
Cuore”; “Un Uomo”; “Soweto”; “La Radio”;
“Extraterrestre”; “Musica Ribelle”; “Amore Diverso”;
“Nuovo Umanesimo” (versione Casacci); “Passerà”
(versione estesa).
Al Festival di Sanremo Finardi si
esibirà, durante la serata del giovedì dedicata alle
canzoni italiane che si sono affermate nel mondo, con la
cantante israeliana NOA e i
SOLIS STRING QUARTET, rendendo omaggio alla
grande tradizione napoletana (alla quale hanno dedicato
il progetto Noapolis) con il brano “Torna a Sorrento –
Surrender” (portata al successo in lingua inglese da
Elvis Presley).
Eugenio Finardi torna al Festival di
Sanremo dopo anni intensi e pieni di nuove esperienze
musicali: dal Fado al Blues, dalla Musica Sacra al
Teatro di prosa fino al progetto di Classica
Contemporanea “Il Cantante Al Microfono”, vincitore del
Premio Tenco nel 2008, realizzato con
il prestigioso ensemble Sentieri selvaggi. Nel 2010 ha
debuttato al Teatro alla Scala di Milano insieme
all'ensemble Entr'acte che lo invita ad interpretare la
voce narrante ne “La Storia del Piccolo Sarto” di Tibor
Harsany (serata di grande successo replicata l’anno
successivo). Nel gennaio 2011 è uscito “SPOSTARE
L’ORIZZONTE. Come sopravvivere a quarant’anni di vita
rock”, il primo libro del cantautore (edito da Rizzoli),
scritto con Antonio G. D’Errico. Viene poi invitato ad
aprire il Concertone del 1°Maggio sulle note, versione
Rock, dell’Inno di Mameli. Il 7 dicembre 2011
la città di Milano conferisce a Finardi l’AMBROGINO
D’ORO, una prestigiosa onorificenza per il cantautore
meneghino di origini italo-americane che giunge a
conferma di una carriera che ha messo la musica e l'arte
al centro della propria vita senza mai dimenticare
l'impegno civile nel sociale e nella solidarietà.
Finardi approda sul prestigioso palco dell’Ariston in
veste, oltre che di cantante, di editore e produttore in
partnership con la Cramps e la Edel, etichette
indipendenti che lo hanno già accompagnato in passato
nelle sue ricerche musicali..
Presentazione - “sessanta”
Eugenio Finardi
«Un
insegnante d’arte diceva che un buon lavoro è quello
che, ben radicato nel passato, affronta il presente e
proietta al lavoro futuro.
sessanta è nato in questo spirito. Sono
gli anni che compirò a Luglio e gli anni che mi hanno
formato.
L’età in cui i cerchi cominciano a chiudersi…
Quarant’anni fa esatti firmavo il mio primo contratto
con la N.1 di Battisti, dove conobbi
Demetrio Stratos che mi fece incontrare
Gianni Sassi, che stava fondando la
Cramps records.
Inventammo un nuovo modo di fare musica e quei dischi
sono diventati dei classici, quelle sonorità un punto di
riferimento per la generazione di musicisti che ora
suona con me e con i quali mi è tornata la voglia di
registrare quei brani filologicamente, ma con la voce
che ho oggi.
Quando sento le vecchie incisioni non mi riconosco quasi
e così ogni ventennio circa sento l’esigenza di
riappropriarmi del mio repertorio. Non immaginavo che
riproducendo quei suoni mi sarei sentito rinascere
dentro le emozioni di allora e la voglia di tornare a
scrivere di quei valori e quelle passioni.
Avevo un pezzo incompleto, Nuovo Umanesimo, e con la
band, una sera esausti dopo aver inciso per 10 ore di
fila, abbiamo buttato giù un appunto dell’idea. Come fu
per la Musica Ribelle, quella prima
take ha una magia che non ho più voluto toccare.
Ho chiamato Max Casacci, di cui ammiro
il lavoro, per proporgli di prendere questo seme e di
coltivarlo alla sua maniera. E’ diventato il manifesto
di questo progetto e le due versioni aprono e chiudono i
tre CD.
Dopo tutto questo tempo sarei morto di noia se non
avessi ampliato i miei orizzonti cominciando dieci anni
fa, alla EDEL, con un album di Fado
portoghese, che portò poi alla mia ricerca sulla
sacralità della musica, Il Silenzio e lo Spirito, e poi
al sogno di una vita: Anima Blues.
E’ quello che mi piace definire “Cantautorato
Estremo”, la ricerca di nuove sfide come quella
di jammare in una sola sera, in cinque luoghi diversi di
Lugano, con cinque blues band ticinesi.
Così ho conosciuto Joe Colombo e la sua Dobro
elettoacustica e sono nate Why?, un
classico bluesaccio, e Maya, un brano
molto seventies nel cui testo ho continuato la
promettente collaborazione con Max Casacci».
MAX CASACCI racconta il
“suo” FINARDI
(di ieri e di oggi)
«Il mio primo "live", doveva essere
il 1976, fu proprio Eugenio Finardi al Palazzetto dello
Sport di Torino.
Avevo 13 anni e ci finii per caso, insieme a ragazzi più
grandi che vedendomi armeggiare dalla mattina alla sera
con la chitarra decisero che era il caso di farmi
provare l'emozione di un concerto vero.
All'epoca nel mio quartiere avevo due sole possibilità
di sfiorare con le dita l'oggetto del mio più assoluto
desiderio: la chitarra elettrica. Una era la
frequentazione della sala musica dell'oratorio, l'altra
, molto più vicina a casa: la cantina umida e fumosa del
circolo di Lotta Continua.
Non ricordo cosa raccontai a mia madre quella sera
tornando a casa, mi ricordo solo che seguendo i grandi
del circolo non pagai il biglietto perché, come capii
qualche anno più tardi, erano i famigerati auto-
riduttori. Il concerto mi piacque moltissimo, così come
l'atmosfera, le ragazze dai capelli e dalle gonne
lunghe, i girotondi mano nella mano. Ma le canzoni di
Finardi le avrei scoperte qualche anno più tardi,
insieme ai dischi dei Led Zeppelin, dei Pink Floyd e
alla musica prog.
Finardi fu tra i pochi italiani che riuscii ad ascoltare
con la stessa passione riservata agli stranieri. Un po'
perché la sua musica era ricca di spazi strumentali (e
di musicisti spettacolari), che gli altri cantautori
tendevano a trascurare. Un po' perché con le sue parole
forti e semplici, mi sembrava una specie di fratello
maggiore, capace di parlare con sincerità delle sue
esperienze -per me tutte ancora da vivere- attraverso le
canzoni.
Venendo ad oggi, la telefonata di Eugenio che mi propone
di collaborare ad un brano inedito del suo imminente
album, mi ha fatto subito voglia di telefonare agli
amici delle prime band, quelli con cui passavo intere
serate ascoltando "Sugo", "Diesel" e "Blitz", per tirare
giù accordi e parti strumentali da suonare nei primi
concerti.
E' stato bello conoscere un artista e scoprirlo
piacevolmente come lo immagini. Eugenio è proprio quello
delle sue canzoni, quel robusto fratello maggiore che
canta dell'umanità, che non tollera ingiustizie e che ha
vissuto in "presa diretta" le vere stagioni del rock, Ed
è' stato interessante elaborare "Nuovo Umanesimo"
partendo dalla collaborazione al testo per poi arrivare
a completarne gli arrangiamenti su una base pre
esistente, e infine a mixare il tutto.
Non un remix, né una produzione in senso canonico. Un
adattamento? Una versione? Non c'è definizione adatta.
E' stata una esperienza insolita, che non avevo mai
fatto, e che con Eugenio si è svolta in modo semplice e
lineare, lasciandomi la voglia di provare qualcosa di
nuovo in futuro.
Dalla versione iniziale, ho cercato di restituire alla
mia idea di Finardi, un po' di contesto storico: gli
anni'70, ma senza mettere piede nella trappola del
"modernariato".
Ho modificato le armonie partendo dal basso, lasciato
più respiro ritmico alle strofe per poi fare esplodere i
ritornelli con il supporto di un vecchio sintetizzatore
Prophet.
Scherzando, al telefono, dopo i primi esperimenti gli ho
detto: "guarda Eugenio che ti sto riportando sul palco
del Parco Lambro"». Max Casacci
Max Casacci è chitarrista, produttore artistico e autore
della maggior parte dei testi dei Subsonica. Nella sua,
ormai ventennale, attività in studio, come tecnico e
produttore ha collaborato quasi tutti i più storici
artisti indie italiani. Di recente ha anche firmato
singoli per Mina "Solo se sai rispondere)e Petra Magoni
("Rimando")
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