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biografica, discografica e fotografica: Linksanremo.it
debutto al Festival di
Sanremo
grazie a Chiara Pagura (Ufficio Stampa
Sony Music Italy)
Voce calda, poesia e armonie
sorprendenti, sono solo una parte di ciò che rende la
sua musica così irresistibile. Il suo è stato davvero un
lungo viaggio, non solo musicale, attraverso l'Oceano
Atlantico. Nata a Roma, Chiara è incoraggiata a suonare
il piano dalla nonna. Scherzando racconta che lo
scordatissimo piano verticale della nonna è stato una
grande scuola per l’affinamento del suo orecchio
musicale. Per un po' ha anche provato con la chitarra
acustica, che ha ripreso a suonare più in là, ma la
prima esperienza con questo strumento termina in modo a
dir poco comico, andando a prendere un gelato. "L'auto
era piccola, con due soli posti: nel sedermi ho rotto il
manico della chitarra. Mia madre ha allora sentenziato:
scordatene una nuova, adesso canti!”. Chiara canta anche
in cori classici, ma è alla ricerca di qualcosa che le
consenta di esprimersi con maggiore libertà.
È un‘amica a suggerirle di studiare
jazz, una musica della quale sa poco o nulla. Si iscrive
allora ad una piccola scuola di musica romana, la Saint
Louis, che frequenta parallelamente al Liceo. É qui che
inizia il suo reale percorso artistico. All'età di
sedici anni, di nascosto da amici e parenti, partecipa
alle audizioni della prestigiosa Berklee School di
Boston, cantando What are you doing the rest of your
life di Michel Legrand e vince una borsa di studio,
ottima ragione per partire per un lungo viaggio
americano, iniziato a Boston nel 1994,
alla ricerca della propria voce. Già dal primo anno
Chiara è una presenza importante sulla scena musicale di
Boston, esibendosi regolarmente nei locali che hanno
ospitato alcuni dei migliori musicisti americani.
Ma il suo viaggio non è destinato a
terminare a Boston, né a limitarsi al jazz. Come molti
suoi predecessori usciti dalla Berklee, il trasferimento
a New York diviene inevitabile. Alla ricerca di qualcosa
di musicalmente più vicino alle sue radici mediterranee,
si immerge nella musica latina, brasiliana in
particolare, e impara lo spagnolo e il portoghese. É il
1998, l’anno in cui compone la sua
prima canzone, Parole Incerte, canzone sulla distanza,
canzone che cambierà il corso della sua vita. Ed è a New
York che Chiara incontra il leggendario produttore Russ
Titelman, gli lascia un demo di Parole Incerte e
Titelman la richiama il giorno seguente insistendo: "sei
una cantautrice, lascia perdere tutto il resto, devi
scrivere". Chiara allora comincia a comporre e scrivere
testi. Conosce le opere di Bob Dylan, Joni Mitchell, Tom
Waits e James Taylor, con il quale incide nel suo album,
October Road.
Titelman fa ascoltare il brano al
presidente della Verve che il giorno successivo offre a
Chiara un contratto discografico, rendendola la prima
italiana nella storia ad incidere per la prestigiosa
casa discografica americana e dandole la possibilità di
entrare in studio poco dopo ad incidere il suo primo
album prodotto dallo stesso Russ Titelman.Il frutto del
lavoro di questi anni sono le dieci canzoni del suo
debutto discografico, Last Quarter Moon (Verve
2005) sette delle quali scritte da lei e tre in
collaborazione con altri artisti, compresa la ballad
Trouble, composta a quattro mani con il leggendario Burt
Bacharach. “Avevo già scritto la maggior parte delle
canzoni quando Russ mi ha chiamata dicendomi che Burt
Bacharach voleva scrivere con me. Trouble nasce da tre
giorni bellissimi trascorsi insieme nella casa di Los
Angeles di Burt, durante i quali ha preso forma una
melodia nei miei pensieri già da qualche giorno“.
Il debutto discografico le assicura
un primo giro del mondo, facendola entrare nelle
classifiche Giapponesi e Italiane. Billboard Magazine
scrive che, “la bellezza, lo charme e il carisma del
debutto discografico della cantautrice Chiara Civello
sono certamente un inizio prommettente e segnalano al
mondo la prima rivelazione del nuovo anno.”
L’International Herald Tribune dichiara “la combinazione
di personalità, profondità e sofisticatezza
…impressionanti.”
É il secondo album “The Space
Between” prodotto da Steve Addabbo per la Emarcy nel
2007 a mostrarci un aspetto molto intimo di Chiara che
ci porta per mano in un viaggio fatto di 13 bellissimi
brani, attraverso i quali sentiamo di poterci veramente
avvicinare a lei.“É un disco sullo spazio tra…le note,
sul silenzio tra le parole, sullo spazio tra me e te,
tra me e il mio passato o il mio futuro, e su tutti gli
spazi ai quali oggi facciamo tanta fatica a pensare…lo
spazio che ti fa percepire meglio la realtà, lo spazio
che ti fa sentire la mancanza di qualcuno, lo spazio che
non ti fa dire tutto subito, ma poco a poco, mentre il
bisogno di dirlo si intensifica. Lo spazio tra quello
che dico e quello che faccio”.Un animo decisamente
itinerante, Chiara: descrive la sua vita dicendo che la
sua casa è il mondo, le basta un pianoforte a
destinazione, e il suo mondo entra in una valigia. A
mano la chitarra e il computer.Nel primo disco ti
cerchi, nel secondo ti raccogli, nel terzo cominci a
trovarti. “ECCOMI” dice Chiara Civello presentando 7752,
il suo terzo lavoro discografico.
7752 è un numero...Una linea d'aria:
la linea d'aria di 7752 kilometri che congiunge le due
città chiave del disco numero tre: Rio e New York. New
York è la città in cui Chiara vive da anni e Rio le ha
cambiato la vita. Andata a Rio a trovare l’amico Daniel
Jobim, a febbraio del 2008, Chiara è
stata trascinata ad una festa in uno studio, la prima di
una lunga serie di riunioni musicali (in portoghese
SARAO) di grandi artisti brasiliani in cui girava la
chitarra e ognuno cantava una canzone. Ha cantato una
canzone, ha ascoltato le canzoni degli altri e da li è
iniziato il suo nuovo momento. Collaborare, scrivere a
quattro, sei, otto, dieci mani, scrivere con gli altri e
per gli altri. Ana Carolina, oggi la star del pop
Brasiliano, è stata la principale collaboratrice in
questo album. Oltre ad essere coautrice di cinque brani
Ana suona la chitarra acustica in tutto il disco. “Ci
siamo conosciute a quella festa, mi ha chiesto una
melodia e il giorno successivo ho cominciato la melodia
di Resta, che abbiamo terminato insieme dopo poco e
registrato in duetto sia nel suo disco in un
arrangiamento con archi che nel mio in una versione
diversa” Il successo già accompagna la collaborazione in
quanto Resta è oggi colonna sonora di una nuova serie
televisiva intitolata “Passione” prodotta da Globo TV
prevista sugli schermi brasiliani dal 17 Maggio
2010. Scritto tra Rio, Trastevere e New York,
7752 comprende 10 momenti musicali di cui 8 prodotti a
NY dall'eclettico Andres Levin, venezuelano, residente a
NY conosciuto sia per lavori sperimentali che mainstream,
canzoni d'autore e latin pop, 4 prodotti a Rio da Chiara
stessa.Il cast è veramente stellare: Ana Carolina alla
chitarra acustica, Mark Ribot alla chitarra elettrica
(leggendario chitarrista di Tom Waits), Jaques
Morelenbaum al violoncello e arrangiamento d'archi
(musicista di Tom Jobim, Caetano Veloso Gilberto Gil,
Ruichi Sakamoto), gli amici di sempre Mauro Refosco alle
percussioni (Thom Yorke, David Byrne), Guilherme
Monteiro alla chitarra, Anat Cohen al sax e clarinetto,
per non parlare della ritmica esaltante di Gene Lake e
Jonathan Maron.Già definito dalla critica un disco
“contagioso”, 7752 ritrae un aspetto nuovo della
musicalità e la voce di Chiara e un lato decisamente
pop, libero, immediato, divertente in una felice
alchimia tra rock 60, melodia italiana, armonia
brasiliana e R&B.
7752 De Luxe Edition, anticipato dal
singolo “Tre” scritto con Rocco Papaleo, è la nuova
versione del fortunato album del 2010
di Chiara Civello. Il brano che apre il cd, “Tre” inonda
lo spazio di riflessi di luce che incontrano la vista e
attraversano il cuore per istanti fugaci ma che hanno la
brillantezza del diamante. Il medley gioiello che Chiara
Civello ci regala in questo album parte da “Il mondo”,
capolavoro di Jimmy Fontana e a seguire “Io che amo solo
te” del mai abbastanza celebrato Sergio Endrigo. In
questo re packaging non poteva allora mancare una
testimonianza “on stage”, il live di “Resta” con Stefano
Bollani ed ancora la canzone scritta con Ana Carolina
rimasta nell’album anche nella versione da studio. Altro
brano capolavoro è “Conchiglie” un piccolo compendio
della Chiara Civello polistrumentista, “Non avevo capito
niente”, musica e parole di Chiara con un gigante che le
eleva alle porte del cielo, Jaques Morelenbaum con il
suo violoncello e gli archi da lui arrangiati e diretti.
Chiara Civello parteciperà, per la
prima volta, al 62° Festival di Sanremo Edizione
2012 nella categoria BIG con il brano scritto
insieme alla musicista Diana Tejera “Al posto del mondo”
e proporrà, durante la serata dedicata ai duetti con gli
Artisti internazionali , il brano “You Don't Have To Say
You Love Me” (“Io che non vivo senza te”), insieme a
Shaggy .
Il 15 febbraio 2012
uscirà, per Sony Music, il suo quinto album di inediti,
che conterrà 10 brani, tra i quali il brano di Sanremo
2012 “Al posto del mondo” .
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