2009/2010
Francesco Silvestri


19 GENNAIO 2010

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AFI PROTESTA: A SANREMO SPAZIO SOLO PER LE GRANDI MAJORS
(Fonte: Over.Comm) - “Per il secondo anno consecutivo le circa 190 aziende discografiche associate ad AFI sono rimaste fuori dalla categoria Giovani del Festival di Sanremo”. Questa la denuncia, dettata da un disappunto molto più che formale, con cui il presidente dell’Associazione Fonografici Italiani, avv. Leopoldo Lombardi, ha scelto di esprimere in una nota di protesta.
I fatti sono noti: nei giorni scorsi sono stati pubblicati i nomi dei giovani artisti scelti per partecipare alla 60° edizione del Festival di Sanremo. Le aspettative dei Produttori Discografici Indipendenti erano elevate visto che ben 22 artisti, legati ad etichette iscritte all’Afi, su 78 erano stati convocati alle audizioni live conclusive. Ma la delusione è stata tanta quando si è appreso che, nella lista dei nominativi degli artisti scelti per partecipare nella categoria Nuova Generazione, nessuno apparteneva alle aziende legate ad Afi, storica associazione che raggruppa la maggior parte delle imprese discografiche nazionali. Molti, invece, i nomi legati ad aziende multinazionali. Nella categoria Big non è andata meglio. Le aziende AFI si sono viste rappresentare con un solo artista sui 16 partecipanti. Va ricordato che qui la scelta dipendeva esclusivamente dal Direttore Artistico.
“Dobbiamo prendere atto della forte discriminazione riservata alle etichette indipendenti nostre associate. Decisioni di questo tipo, che determinano di fatto l’esclusione degli artisti legati alle etichette italiane indipendenti – ha commentato Leopoldo Lombardi – emarginano un intero sistema, già escluso dai talent show televisivi appannaggio esclusivo delle multinazionali e penalizzato dalla pirateria digitale, dall’assenza di aiuti e facilitazioni fiscali, previsti invece in altri paesi”.
Una realtà, quella della mancanza di sostegno, contributi ed incentivi che investe il settore della musica, in particolare le minoranze culturali, le opere prime, dell’arte in generale.
“Le aziende legate alla nostra Associazione, come del resto la gran parte dei produttori indipendenti italiani di musica, svolgono da sempre una continua attività di scouting, con proprie risorse economiche e molta passione” ha sottolineato il presidente AFI. “Il Festival di Sanremo continua a costituire nel nostro mercato discografico un passaggio essenziale per il lancio di nuove carriere artistiche e di nuove canzoni: occorrono scelte più equilibrate che tengano conto e che rispettino il lavoro, gli investimenti e le aspirazioni di un settore penalizzato in termini di fatturato dalla pirateria, ma che costituisce una parte importante della cultura musicale italiana”.
Solo sei anni fa, quando le majors multinazionali per ragioni soggettive decisero di boicottare il Festival, fu proprio AFI a sostenere l’Organizzazione contribuendo alla compilation di quel Sanremo 2004 che, dati alla mano, ha raggiunto il record di vendita degli ultimi vent’anni. Ma questa pare essere ormai veramente storia del passato.

 

AUDIOCOOP, DOPO LE SCELTE DI SANREMO, E' INDEROGABILE UN PROGRAMMA TV E RADIO PER PROMUOVERE LA NUOVA SCENA MUSICALE INDIPENDENTE ITALIANA - SERVONO LE QUOTE IN TV E RADIO A FAVORE DELLA NUOVA MUSICA DEL NOSTRO PAESE
(Fonte: Audiocoop) - Dopo le scelte tutte a favore delle major al prossimo Festival di Sanremo è oramai inderogabile un programma settimanale in Rai, tv e radio, sulla musica indipendente italiana che promuova tutte le nuove produzioni e i nuovi artisti del nostro paese.
AudioCoop, il coordinamento nazionale di discografici indipendenti che rappresenta oltre 120 marchi della nuova scena musicale italiana, si associa alle dichiarazioni dell'AFI, in seguito all'ufficializzazione dei nomi dei 10 artisti che saliranno sul palco del prossimo Sanremo nella categoria "Nuova Generazione". In particolare, si segnala in linea generale, al di là di qualche eccezione, l'assenza tra i selezionati di giovani artisti provenienti da quella che comunemente viene definita "gavetta", ovvero quelle centinaia di cantautori, band e interpreti che ogni sera riempiono con successo la programmazione dei live club italiani, che ancora una volta hanno visto disattesa la fiducia riposta nell'organizzazione del Festival della Canzone Italiana, che enfatizzava la possibilità di iscriversi a Sanremo anche senza una casa discografica alle spalle come una straordinaria opportunità per mettere tutti sullo stesso piano. Senza entrare nel merito dei nomi, quasi nessuno degli artisti selezionati per la categoria "Nuova Generazione" ha alle spalle un percorso concreto e consolidato di esperienza discografica e concerti dal vivo, così come sono andate perse tutte le buone intenzioni, di valorizzare i dialetti e la tradizione popolare italiana nonostante le tantissime produzioni indipendenti di qualità presenti in ogni regione del nostro paese. Al contrario, gli artisti selezionati sono tutti riconducibili, direttamente o indirettamente, alle multinazionali del disco.
Il progetto "Sanremo Nuova Generazione" si è così dimostrato specchio dell'attuale settore discografico italiano, nel quale le potenti multinazionali hanno occupato la totalità degli spazi di visibilità su tutti i media, a discapito dei piccoli autori, compositori ed editori, pilastro fondamentale della Siae, che vengono così emarginati dalla scena italiana, pur rappresentandone la vera linfa vitale, utlizzando così addirittura i fondi pubblici del servizio pubblico per promuovere nuovi artisti, come già accade per i talent show, dove la promozione viene realizzata dalla tv.
E' ormai evidente a tutti gli operatori del settore che esistono due realtà che viaggiano su traiettorie divergenti e questa è la causa reale della crisi che soffoca uno dei settori più rappresentativi del "made in italy".
Si rende quindi ora più che mai necessario un intervento delle istituzioni e degli enti preposti alla tutela del patrimonio creativo italiano, per cercare di salvaguardare anche con leggi e iniziative ad hoc, anche in Rai, con programmi settimanali specifici, e sui media, con le quote in radio e tv a faavore della nuvoa musica italiana, come proposto da piu' parti, per il futuro stesso della musica italiana, che non può certo essere a totale appannaggio di aziende multinazionali che non hanno alcun interesse a tutelare e valorizzare un repertorio artistico considerato "local" e minoritario rispetto ai progetti internazionali. Nell'Anno della Biodiversità - anche culturale e musicale- il Festival di Sanremo ha così dato il primo segnale esattamente opposto con grave danno per la quasi totalità delle produzioni nazionali e regionali. Si segnala inoltre la delusione per l'assenza, al contrario di anni precedenti, tra i big di un alfiere del pop rock indipendente italiano, oramai pilastro della musica del nostro paese da un ventennio, e di alcuni nomi di artisti dialettali di grande rilievo, ai quali non viene garantita la porta di accesso a Sanremo, ma sono capaci di portare la nostra musica all'estero con u ngrande ritorno per il nostro paese.

 

"DOPO JOVANOTTI E PEZZALI ORA SCOMMETTO SU NICOLAS"
(Fonte: Il Giornale - Paolo Giordano) - Massì che questa è bella: quando Nicolas Bonazzi si è presentato a Sanremo Nuova Generazione non ha rivelato che il suo discografico fosse Claudio Cecchetto, ossia il principe dei talent scout del pop italiano. Zero, nulla. «Gliel’ho consigliato io, anzi l’ho obbligato a iscriversi da solo». Ora che Nicolas Bonazzi, con la sua Dirsi che è normale, è stato inserito tra gli esordienti che si giocheranno il Festival di Sanremo, allora sì che Cecchetto esce allo scoperto e la dice tutta: «Finora sono stato zitto ma ci metto la mano sul fuoco, è lui la mia nuova scommessa». Tanto per riassumere, le sue scommesse sono state, negli anni, Jovanotti, Fiorello, Max Pezzali, Fabio Volo e via elencando quello che è un incredibile rosario di talenti. Insomma, esplosivo e inarrestabile, questo veneto dalla parlantina accelerata non usa giri di parole: «Su Nicolas punto a occhi chiusi».
Scusi Cecchetto, come mai tutto questo entusiasmo?

«Mi piacciono le storie che iniziano così, come una favoletta».
Riassuma la favoletta.
«Un giorno mi danno il cd di questo ragazzo. Lui non lo sapeva neanche. Appena ho ascoltato la canzone, mi sono accorto che usa la sua voce come uno strumento musicale. Nella mia carriera non avevo mai prodotto un artista così: Nicolas Bonazzi è uno che canta con uno stile forte e personale».
Chi altri in Italia usa la voce come uno strumento?
«Direi che mi vengono in mente Tiziano Ferro e Carmen Consoli».
Poi?
«Ho chiamato Nicolas e gli ho proposto di lavorare con me. Tutti mi mandano cd, ma io chiamo soltanto quando sento una vibrazione particolare».
Chiamò anche Jovanotti?
«La mia ex moglie mi disse: ho visto in discoteca uno come te, fa lo stesso casino che fai tu. Lo chiamai».
Idem con gli 883 di Max Pezzali?
«Li vidi una sera all’ex Studio 54 di Milano durante lo show 1,2,3 Jovanotti. Ma non erano ancora pronti. Due anni dopo sì. E li chiamai. Poi hanno avuto un successo clamoroso».
Qualcuno pensa che il successo sia soltanto il risultato del can can dei giornali.
«Magari vale per gli artisti cosiddetti normali. Per gli altri ci vuole soprattutto la marcia in più».
Nicolas Bonazzi ce l’ha?
«Son convinto che stupirà tutti, anche gli altri cantanti. Lui esce dagli schemi e credo proprio che in futuro diventerà uno degli artisti più significativi».
Non sta azzardando troppo?
«Sono abituato così. Lo so che si rischia molto con dichiarazioni di questo tipo, però le faccio soltanto quando sono sicuro».
Ma come mai è rimasto nascosto?
«Volevo saggiare la buona fede della commissione sanremese. Facendomi avanti io, rischiavo di condizionarla, in un modo o nell’altro. Devo dire che anche la Sanremo Academy non ha potuto che rimanere colpita da questo brano, che è stato arrangiato dal bravissimo Celso Valli. Soltanto dopo la valutazione finale, è stato lui a fare il mio nome».
Ma il testo com’è?
«Quello di una canzone d’autore».
Insomma Cecchetto, lei sta parlando di un fenomeno.
«E mi stupisco di come non sia stato notato prima».
Infatti ha 29 anni. Lei di solito punta sugli under venti.
«Stavolta vado contro le mie abitudini. E difatti siamo già al lavoro anche sul suo nuovo disco: 8 brani, sei composti da lui e due cover acustiche, solo chitarra e voce. Una è di Tracy Chapman e l’altra è la famosissima Non ti scordar mai di me di Giusy Ferreri, davvero un gran brano».
Forse lei ha aumentato l’età dei suoi talenti per compensare quella dei bambini che giudica a «Io canto», lo show di Canale 5 presentato da Gerry Scotti.

«Sono eccezionali, non c’è altro da dire».
Ma come mai solo adesso spuntano voci così giovani e così strepitose?

«Ci sono sempre state ma non si sapeva. Per fortuna ora c’è Roberto Cenci (il regista e autore - ndr) che ce le fa ascoltare».
Tra loro c’è già qualche prossimo talento di Cecchetto?
«Ma no, è troppo presto per produrli».
Magari cambieranno voce.

«Questo no, i problemi sono altri, i genitori ad esempio. La voce è uno strumento che basta allenare. Una volta Albano mi disse che lui aveva iniziato a 12 anni e cantava sempre, anche quando andava a scuola in bicicletta, perché aveva paura di perdere il suo timbro. Ecco così si fa, per fare della musica la propria vita».

 

SANREMO: BAUDO DICE NO AL FESTIVAL, NON SARA' OSPITE DELLA FINALE
(Fonte: ADNkronos) -  Pippo Baudo conferma il suo no all'ultima serata del festival di Sanremo. "A Sanremo non sarei andato comunque, lo fanno altri e poi non ho ben capito cosa avrei dovuto fare. Tanto di riffa o di raffa ci saro' perche' la domenica faro' Domenica In da Sanremo", ha detto oggi il conduttore a margine del seminario organizzato dalla Commissione di Vigilanza Rai su "Tv, societa' e costume. La Rai come rappresentazione e traino della realta' culturale, civile ed etica del Paese". Quanto alle indiscrezioni che vorrebbero Maurizio Costanzo alla guida di 'Domenica In' in autunno, Baudo replica: "Faccio 'Domenica In' fino a maggio, per l'anno venturo sono in scadenza di contratto. La Rai deve esercitare un'opzione nei miei confronti. Io sono sereno". Ma c'e' chi legge proprio la volonta' di non calcare il palco dell'Ariston insieme a Costanzo (anche lui ospite della Clerici nella serata finale del festival) dietro al rifiuto festivaliero di Baudo.

SANREMO: ARISA, HO DETTO NO A UN FILM E AL FESTIVAL CAMBIO LOOK
(Fonte: ADNkronos) -  Arisa dice no al cinema. La cantante, che dopo il successo tra le Proposte di Sanremo 2009 torna al Festival tra gli Artisti, rivela al settimanale 'Diva e donna', in edicola domani, di aver ricevuto una proposta "per interpretare una governante tipo Mary Poppins in un film. Ma ho rifiutato, altrimenti la gente potrebbe pensare che voglia fare tutto io". Ma il nome del regista proprio non se lo rammenta: "Gli ho parlato una volta su Radio2 e mi disse che recitavo come un cane. Poi, pero', mi ha chiamata. Ho poca memoria per tutto, cosi' la gente dice che sono svampita e me lo devo tenere. Vado per immagini, non faccio molta attenzione alle cose importanti per la societa' di oggi, dove nomi e date contano piu' dei contenuti". Sul palco dell'Ariston Arisa si presentera' con un look "un po' diverso. Pero' sempre fuori dalle righe. Sto facendo la corte a una casa francese, la Lilith, solo che non spiccico una parola di francese e, piu' io telefono allo showroom, piu' mi rispondono in francese stretto e non capisco niente", conclude.

SANREMO: AMBIENTI FESTIVAL, 4 ARTISTI SU 10 NUOVA GENERAZIONE NON SONO DI MAJOR
(Fonte: ADNkronos) -  Non e' vero che tutti gli artisti del festival di Sanremo fanno capo alle major discografiche. E' quanto si fa notare in ambienti vicini all'organizzazione del festival in risposta alle proteste di Afi e Audiocoop, rivolte in particolare alla scelta degli artisti che si esibiranno nella categoria Nuova Generazione. "Ben quattro artisti su dieci di questa categoria non sono prodotti da major: Tony Maiello e' prodotto da Mara Maionchi, Nicolas Bonazzi da Claudio Cecchetto e Romeus e Mattia De Luca sono della Sugar", si sottolinea.

SANREMO: SI AVVICINA ROBBIE WILLIAMS E SI ALLONTANA DITA VON TEESE
(Fonte: ADNkronos) -  A dieci anni di distanza, Robbie Williams potrebbe tornare a Sanremo, dove fu ospite nel 2000 cantando sul palco dell'Ariston "She's The One". Con l'avvicinarsi del festival e della conferenza stampa ufficiale che si terra' a Sanremo mercoledi' 27 gennaio, si infittiscono le voci sui possibili superospiti musicali internazionali della kermesse: se salgono le quotazioni dei Tokyo Hotel e si fa sempre piu' strada l'ipotesi di un approdo all'Aristion di Robbie Williams, che ha appena ricevuto una nomination ai Brit Awards come miglior artista inglese dell'anno. Scendono invece le quotazioni di una presenza dell'icona del burlesque Dita Von Teese, la cui presenza appare ormai sfumata. Restano in stato avanzato le trattative con Lady Gaga e con Susan Boyle.

 


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