|
RASSEGNA STAMPA ANNUNCIO NUOVA GENERAZIONE
13 Gennaio 2010
LA STAMPA
Sanremo, ecco i
giovani prescelti: otto e non sei, ma i loro brani deludono
di Marco Molendini
ROMA (13 gennaio) - C’è poco da stare allegri
se queste sono le nuove generazioni a cui Sanremo affida le sue
sorti. Sballottato dai tanti talent show che ne consumano
l’antico primato, confinato a fare da passerella a principi e a
creature di quei reality musicali con il condimento di qualche
vecchia gloria, ieri il Festivalone ha messo in campo le truppe
giovani, otto, anziché sei candidati da aggiungere ai due già
selezionati da Sanremo Lab. Una scelta che ha confinato il gusto
musicale nella melassa della melodia banale e stereotipata,
nella convenzionalità più abusata dei testi (si può scegliere
fra mille pretendenti un pezzo che incede con versi monumentali
come «A gennaio il primo bacio, a febbraio un altro bacio»?) e
che, addirittura, si vanta di aver dovuto allargare i cordoni
della borsa mettendo nel paniere due nomi in più rispetto a
quelli previsti.
Insomma, il glorioso Festival della Rai si avvia a un’edizione
che ha abdicato del tutto alla ricerca di una qualsiasi parvenza
di originalità e di freschezza. E la prova, stavolta, è
immediata, visto che quest’anno i giovani (ribattezzati Nuova
generazione) hanno già in onda le loro canzoni sul web (sul sito
della Rai www.sanremo.rai.it) anche se è interdetta ogni
apparizione tv.
Tant’è. E proprio dal web ieri pomeriggio l’oracolo della
Commissione battezzata pomposamente Sanremo Academy (presieduta
dal direttore artistico del Festival Giammarco Mazzi) ha offerto
il suo responso, dopo la cernita sui 988 candidati. L’elenco
degli ammessi, che si uniscono ai due già selezionati (il romano
Jacopo Ratini e Romeus), sono il bolognese Nicolas Bonazzi con
un pezzo pop melodico che si intitola Dirsi che è normale
(prodotto da Celso Valli), la quindicenne toscana Jessica Brando
(già passata da Chiambretti night ,già scoperta da Paolo Bonolis
per il suo “Il senso della vita”) con Dove non ci sono ore («Lo
so come sei e anche come ti inganni» è il fenomenale incipit),
il duo di ragazzi romani che si ispirano ai Jonas Brothers,
Broken Heart College con Mesi (sono loro quelli del bacio a
gennaio e dell’altro bacio a febbraio), il toscano Mattia De
Luca (fa il cameriere) dal piglio cantautoriale con Non parlare
più, la band barese La fame di Camilla guidata da un ragazzo
albanese con Buio e luce, il neomelodico di Castellammare Tony
(prodotto da Mara Maionchi e, infatti, viene da X Factor) con Il
linguaggio della resa («L’orologio non gira/lo stereo non suona/
nella sua stanza vuota» è l’avvio del pezzo che già dice tutto),
il varesino Luca Marino con Non mi dai pace, e Nina Zilli con un
pezzo nientepopodimeno che ispirato da Truffaut e dal suo L’uomo
che amava le donne, al quale ha preso in prestito anche il
titolo.
Alla fine appaiono decisamente di rango superiore i due pur non
eccelsi prodotti del Sanremo lab. Ma è evidente che la
commissione ha seguito una linea che ha tagliato ogni velleità
di uscire dal seminato del luogo comune. In questo senso, il
grido di dolore lanciato prima dell’ufficializzazione del
verdetto dagli Analisilogica segnalava un’indubbia tendenza
nelle scelte. Anche perché nel lotto dei candidati ce ne erano
di proposte che uscivano dalla melassa da servire accanto ai big
coi vari Toto Cutugno, Nino D’Angelo, Povia con licenza di
parlare del caso Englaro, e i reduci di Amici (Valerio Spanu) e
X Factor (Marco Mengoni), più il principe Emanuele Filiberto e
il suo scudiero Pupo.
Se questo è il menù musicale, quanto al condimento spettacolare,
ieri è toccato a Gianni Morandi tirarsi indietro. Detto che è da
escludersi ogni partecipazione di Fiorello, anche con
collegamenti dal suo show (venerdì 19 e sabato 20 febbraio
Rosario è in scena al Palalottomatica a Roma), i sicuri per ora
sono Paolo Bonolis (che con Luca Laurenti affiancherà la Clerici
per l’avvio del Festival dei 60 anni il 16 febbraio), Christian
De Sica e Maurizio Costanzo. Pippo Baudo non ha ancora ricevuto
alcun invito, anche se il suo nome continua ovviamente a
circolare. Mentre si parla, quale possibile invitato per la
seconda serata, di Valentino Rossi. L’altro Rossi, Vasco invece
è assai probabile che se ne stia a casa sua. Per il gala della
memoria del giovedì ci dovrebbero essere Bocelli, Giorgia,
Ligabue, Elisa, Baglioni, forse Eros Ramazzotti, Gianna Nannini
e Laura Pausini. Fra gli ospiti stranieri, i due nomi su cui
puntare senza incertezze sono invece Susan Boyle e Lady Gaga a
cui potrebbe aggiungersi la show girl del burlesque Dita Von
Teese, ex di Marilyn Manson.
IL TEMPO
Sanremo,
giovani e raccomandati
Festival, ecco i finalisti. Tutti belli e di
talento e con sponsor alle spalle. Dieci nomi tra cui i
discografici cercheranno l'eventuale prossima gallina dalle uova
d'oro
Non è più il tempo dei Nicola Di Bari o dei Peppino Gagliardi.
Il restyling sanremese prevede per le aspiranti star non solo
una buona tenuta vocale, ma sopratutto bella presenza, come
negli annunci matrimoniali. Un look spendibile nei video, sulle
copertine dei giornaletti adolescenziali: insomma una faccia
televisiva, che induca i ragazzini a farsi venire la sindrome
carpale a furia di mandare sms per il televoto.
Perché, inutile nasconderlo, i discografici cercheranno
l'eventuale prossima gallina dalle uova d'oro tra i magnifici
dieci usciti dalla libera selezione su internet di 998
partecipanti: canzoni già tutte pubblicate sul sito, caduto il
frusto tabù dell'inedito fino al giorno dell'esecuzione al
Festival. Dieci nomi, dunque, due in più dei previsti. Segno che
per trovare i finalisti di Sanremo Nuova Generazione, che
saliranno sul palco insieme ai cosidetti "Artisti" (i
"campioni", insomma), il team degli esperti dell'Academy ha
dovuto fare una fatica da Sisifo.
C'erano da valutare i "contatti" e il "gradimento" degli
ascoltatori su ogni singolo brano, e naturalmente il peso
"politico" dei padrini e degli sponsor. Alla vigilia, si temeva
un'infornata di raccomandati: poi è finita trombata la figlia di
Al Bano, Cristel, e quello di Pierangelo Bertoli, Alberto.
Esclusi anche l'autore di Giusy Ferreri, Roberto Casalino, e un
pattuglione di fuoriusciti dai talent show tv: Vittoria Hyde,
Viola Selise, Daniele Magro, Silvia Olari, Corinne Marchini,
Manola Moslehi. Fuori anche nomi già noti come Riccardo Maffoni,
Andrea Febo, Ariel, il talentuoso Piji e quella Momo che al
dopofestival chiambrettiano di tre anni fa aveva sbancato con la
stralunata "Fondanela".
Adesso che aveva pronta una bella canzone, l'hanno bocciata. Poi
le eliminazioni dei pezzi scomodi: niente da fare per Stefano
Scandaletti e la sua "Ballerina" che si concede per far carriera
al produttore; addirittura esclusi per regolamento gli
Analisilogica: in "Ma c'era il sole" raccontavano la storia di
un bambino mutilato in una guerra provocata da "uomini bianchi".
L'organizzazione si è appellata al divieto di discriminazioni
razziali nei testi, e la band ha gridato alla censura politica.
Lorenzo Zappa aveva presentato un pezzo sulla morte assistita,
via anche lui. E forse non è un male: con quel cattivo maestro
di Povia si rischia di fare del Festival una gara di
opportunismo sul dolore.
Però i prescelti non sono malaccio: due erano emersi da Sanremo
Lab: Romeus (canzone scritta con Tricarico) e il geniale romano
Jacopo Ratini , una via di mezzo tra Rino Gaetano e Daniele
Silvestri. Gli altri sono: Tony Maiello (faccia da schiaffi,
reduce da X Factor 1, inevitabilmente prodotto da Maria Maionchi);
la prorompente R&B singer Nina Zilli (dietro di lei Giuliano
Palma e il regista Ozpetek); il languido Nicolas Bonazzi (per
lui la mano musicale del Maestro Celso Valli); la quindicenne
portentosa Jessica Brando, voce soul e rock già ascoltata in tv
da Bonolis e Chiambretti; i Broken Heart College (confezionati
per essere i prossimi idoli delle teenager, sulla falsariga dei
Sonohra); Mattia De Luca, un piccolo Bublè con esperienze
americane; i rocker leggeri La fame di Camilla, guidati da un
cantante albanese, e Luca Marino, già pronto per l'avventura
discografica.
Quanto ai partner della Clerici, dopo Bonolis-Laurenti, De Sica
e Costanzo, si preme per il solito Greggio o Valentino Rossi.
Fiorello, in odore di ritorno in Rai, potrebbe concedersi per un
collegamento dal Palalottomatica, ma nulla di più. Ospiti? La
serata-leggenda con gli italiani è in alto mare, e le trattative
sembrano appena meno complicate di quelle sul Medio Oriente.
Siccome il sogno proibito resta Vasco, gli altri se la tirano
per non fare la figura dei comprimari. Stranieri: quasi fatta
per la regina del sexy-pop Lady GaGa, l'imperatrice del
burlesque Dita Von Teese e la bruttina stagionata Susan Boyle.
Ce n'è per tutti i gusti, letteralmente.
IL CORRIERE DELLA SERA
Sanremo, fuori
la figlia di Al Bano
BRINDISI - Sono stati selezionati i dieci
«baby» di Sanremo ma tra loro non c'è Cristel, la venticinquenne
figlia di Al Bano e Romina, molto somigliante alla madre,
contesa a suo tempo tra i due per l'affidamento e, malgrado il
nome, bocciata nella selezione per la Nuova generazione. Una
bocciatura anche per il padre? «Assolutamente no», spiega Al
Bano a Repubblica, «a dirla tutta io l'avevo fortemente
sconsigliata, è brava ma la vedo molto intima, non ha la
vocalità da festival. Però è maggiorenne e ha deciso da sola, ma
ho apprezzato che abbia scelto semplicemente il nome Cristel,
senza usare né Carrisi né Power. Diciamo che l'ho vaccinata, io
del festival conosco vita morte e miracoli».
Nota anche per le sue apparizione televisive (ha partecipato fra
l'altro alla seconda edizione del reality «La Fattoria»),
Cristel aveva scritto un brano con sonorità decisamente alte. E
anche il testo della canzone volava piuttosto alto, alla ricerca
del senso di una vita di cui siamo appunto soltanto «Custodi»,
titolo della canzona proposta. Il brano in gara per Sanremo
Nuova Generazione si può ascoltare sul sito internet della Rai,
come del resto tutti gli altri in gara per questa categoria del
festival. In passato Cristel aveva scritto anche canzoni in
inglese, come nel caso di «I promise», il cui video è reperibile
su YouTube.
IL RESTO DEL CARLINO
Sanremo, la
nuova generazione
di MARCO MANGIAROTTI
Sanremo, 13 gennaio 2010 - Saranno la Nuova
Generazione del Festival numero 60, quello di Antonella Clerici
e Gianmarco Mazzi, che ha scelto con Andrea Lo Vecchio, Massimo
Cotto, Mariolina Simone e Gigio D’Ambrosio gli otto, due in più,
finalisti del cast. Lavoro ancora migliore ha fatto SanremoLab
con Paolo Giordano, perché Jacopo Ratini ha la canzone più
emotiva, adulta e interessante di questa sezione di Sanremo. E
Romeus non sfigura.
Nomi non particolarmente noti, a parte Tony ('X Factor'), e i
rumors su Jessica Brando. Prodotti su cui sta lavorando la
discografia, da Universal a Sugar. Anche con progetti
internazionali: Mattia De Luca, diplomato a Berkeley e prodotto
da Phil Palmer; Romeus, registrato fra Oakland e New York.
Trasversali come Nina Zilli, esperienze globali e un brano nella
colonna sonora del nuovo film di Ferzan Ozpetek che sarà
presentato a Berlino (in contemporanea a Sanremo).
Niente per cui tagliarsi le vene ma cose inutili o brutte
neppure. Qualche brano è esilino, lessicalmente o musicalmente
banalino. Non stupidino. Sito Rai intasato e piccola classifica
di gradimento con Jessica, Mattia, La fame di Camilla, Jacopo,
Romeus e Toni. Nicola Bonazzi, bolognese, 27 anni, è un cuoco
laureato prodotto da Celso Valli. Titolo azzeccato, 'Dirsi che è
normale', è un indipendente intelligente. Jessica Brando, 15
anni, formazione soul jazz, ricorda in 'Dove non ci sono ore'
una giovane Nada. Addomesticata. Teen sono i Broken Heart
College con 'Mesi'. Luca Marino, 28 anni, di Varese, con 'Non mi
dai pace' ha chitarre e ambizioni antiche (giacche usate).
Delude Tony, nonostante abbia la Maionchi e Salerno alle sue
spalle. 'Il linguaggio della resa' non ci sorpende. Mai.
Impegnati. Mattia De Luca tira fuori il suo lato femminile e
virile, acustico e rock, in 'Non parlare più' ma per ora non è
Nutini. Cult è la band barese La Fame di Camilla con il cantante
albanese Ermal Meta. In 'Buio e luce' è uno Shell Shapiro
selvatico e nudo (già segnalati dal Premio Videoclip Italiano).
Hanno collaborato con John Davis (R.E.M., U2) e si sente. Jacopo
Ratini, romano, 27 anni, laureato in Psicologia del Lavoro,
scrittore minimalista e poeta. Vincitore di Musicultura e
SanremoLab, canta una filastrocca appassionata contro un mondo
video degli orrori. Propone: 'Noi non guardiamo e giochiamo a
biglie'. 'Su questa panchina' cerca oggetti e valori perduti.
Romeus, 22 anni, leccese, firma 'Come l’autunno' con Tricarico,
ha suonato da migrante, lo manda Rustici (Corrado). Vitale.
Anche Nina Zilli ha molto viaggiato e cantato (con Giuliano
Palma “50mila”). Vibrato fastidioso alla Giusy Ferreri. E una
citazione cinefila mancata in 'L’uomo che amava le donne'.
AFFARI ITALIANI
"Sanremo Nuova
Generazione": giallo nel web
Gli internauti si scatenano su uno dei 10
cantanti che hanno vinto "Sanremo Nuova Generazione". "Dirsi che
è normale", la canzone che Nicolas Bonazzi porterà all'Ariston,
non sarebbe nuova. LEGGI TUTTI I PARTICOLARI SUL CASO CHE
'SPACCA' I FAN NEI BLOG
Finalmente si conoscono i 10 nomi che saliranno sul palco del
prossimo Sanremo, nella categoria "Nuova Generazione". A fronte
dell’arrivo di 988 proposte, gli organizzatori hanno deciso di
portare da 6 a 8 gli artisti che, insieme ai 2 vincitori di
SanremoLab, Romeus con "Come l'autunno" e Jacopo Ratini con "Su
questa panchina", comporranno il cast. Ed ecco l’elenco completo
degli artisti vincitori, pubblicato come previsto alle 16 sul
sito ufficiale del Festival:
-Nicolas Bonazzi - "Dirsi che è normale", Jessica Brando - "Dove
non ci sono ore", Broken Heart College - "Mesi", Mattia De Luca
- "Non parlare più", La fame di Camilla - "Buio e luce", Luca
Marino - "Non mi dai pace", Jacopo Ratini - "Su questa
panchina", Romeus - "Come l'autunno", Tony - "Il linguaggio
della resa" e Nina Zilli - "L'uomo che amava le donne".
Gli artisti sono stati selezionati dalla commissione Sanremo
Academy, presieduta dal direttore artistico Gianmarco Mazzi e
composta dagli esperti di musica Andrea Lo Vecchio, Massimo
Cotto, Mariolina Simone e Gigio D’Ambrosio.
Ma c'è un giallo: sul blog http://festival.blogosfere.it si
mette in dubbio la partecipazione alla gara di uno dei '10',
Nicolas Bonazzi, con "Dirsi che è normale". Si cita infatti
un'intervista rilasciata dal cantante a TgCom il 7 novembre
2008, nella quale si legge: "Su MySpace (Bonazzi, ndr) ha un
solo brano, 'Dirsi che è normale', che colpisce subito per
timbro, testo e soprattutto arrangiamento...". Visitando lo
spazio MySpace di Bonazzi, però, si scopre che la canzone non
c'è più. Ma sempre nel blog sopra citato, c'è chi giura di aver
ascoltato nel 2008 il brano in questione più volte sul MySpace
di Nicolas (ad esempio, Screativo scrive: "Ragazzi ne sono
certo: era sul suo space e l'ho sentito a palla per due
settimane nel 2008! Il pezzo di Bonazzi è edito! Bel pezzo e lui
è bravo ma è edito!"). Della vicenda parla anche il blog Dove
c'è musica
Ma qual è il problema? Le canzoni di "Nuova Generazione" per il
regolamento ufficiale devono essere "nuove". Il punto b) del
regolamento recita a questo proposito: "è considerata 'nuova' la
canzone che, nell’insieme della sua composizione o nella sola
parte musicale o nel solo testo letterario, fatte salve per
quest’ ultimo eventuali iniziative editoriali debitamente
autorizzate, non sia già stata pubblicata e/o fruita, anche se a
scopo gratuito, da un pubblico presente o lontano o che comunque
non abbia già avuto un impiego in una qualsiasi attività o
iniziativa direttamente o indirettamente commerciale o abbia
generato introiti derivanti da un eventuale sfruttamento,
riscontrabili e verificabili presso gli enti preposti alla
riscossione di diritti d’autore e/o editoriali. A titolo
esemplificativo e non esaustivo, sussiste la caratteristica di
“canzone nuova” nell’eventualità che l’insieme o la parte
musicale o il testo letterario della canzone: · siano stati
eseguiti soltanto all’interno della cerchia privata degli autori
o dell’artista o tra gli “addetti ai lavori” della
casa/etichetta discografica o editrice o tra altri operatori del
settore; · siano stati trascritti su stampati o altri supporti
simili oppure registrati su dischi e nastri fonografici o
analoghi mezzi anche audiovisivi mai posti in circolazione
all’esterno degli ambiti suddetti".
Il brano è "nuovo" o no? In attesa del Festival lasciamo che gli
internauti continuino a scervellarsi nella soluzione di questo
giallo in cui, però, mancano 'tecnicamente' le basi per
accertare la sua stessa esistenza.
IL MATTINO
Talent Tony va
a Sanremo: «Metto il pop nel mio r‛n‛b»
di Federico Vacalebre
NAPOLI (13 gennaio) - Come previsto, sono 10
e non 8 i giovani di Sanremo Nuova Generazione che, con i pezzi
già on line a sfatare il tabù dell’inedito, completano il cast
in gara del sessantesimo Festival della canzone italiana, al via
il 16 febbraio. Tony (Maiello), ventenne di Castellammare di
Stabia , è l’unico reduce di un talent show («X Factor» edizione
2008) sopravvissuto alle selezioni della commissione presieduta
dal direttore artistico Mazzi, che ha lasciato a casa anche la
figlia d’arte Kristel Carrisi, ma non ha placato le polemiche in
rete.
Giovani i cantanti, banalmente giovanilistiche le loro canzoni:
Nicolas Bonazzi, ventisettenne bolognese, ci proverà con «Dirsi
che è normale» prodotta da Celso Valli; la quindicenne toscana
Jessica Brando dice di amare jazz e soul, anche se non c’è
traccia delle sue passioni in «Dove non ci sono ore»; i due
Broken Heart College con la cantilenante «Mesi» si atteggiano a
Jonas Brother italiani; il varesino Luca Marino mette una bella
voce al servizio di versi come «tu per me sei sole cielo e
lacrime».
Volano un po’ più alto Mattia De Luca («Non parlare più», testo
di Tricarico), che ha studiato a Berkeley, lavorato con Phil
Palmer e guarda al mercato internazionale; i baresi La Fame di
Camilla guidati dalla voce dell’albanese Ermal Meta verso il
pop-rock di «Buio e luce»; la cantautrice Nina Zilli («L’uomo
che amava le donne»), presente con un pezzo nella colonna sonora
del nuovo film di Ozpetek.
Non va malaccio nemmeno con i due promossi da Sanremolab, che
pure non replicano l’effetto Arisa: Jacopo Ratini, ventisettenne
romano laureato in psicologia e songwriter nostalgico con «Su
questa panchina», e soprattutto Romeus, 20 anni, che
britpoppeggia, anche lui con l’aiuto di Tricarico, in «Come
l’autunno».
Maiello punta sull’ugola black, e sulla produzione della sua
madrina Mara Maionchi, in «Il linguaggio della resa»: «È la
storia di un silenzio, quello che segue la fine di un amore»,
racconta il ragazzo da Castellammare, dove ha festeggiato con i
genitori la notizia dello sbarco a Sanremo. «Come sempre ero
partito dal mio amato r’n’b, ma poi con Fio Zanotti abbiamo
virato verso il pop». Perché Sanremo è Sanremo.
|