2009/2010
Francesco Silvestri

LE ULTIMISSIME SUL 60° FESTIVAL DI SANREMO

RASSEGNA STAMPA ANNUNCIO NUOVA GENERAZIONE

13 Gennaio 2010

 

LA STAMPA

Sanremo, ecco i giovani prescelti: otto e non sei, ma i loro brani deludono
di Marco Molendini

ROMA (13 gennaio) - C’è poco da stare allegri se queste sono le nuove generazioni a cui Sanremo affida le sue sorti. Sballottato dai tanti talent show che ne consumano l’antico primato, confinato a fare da passerella a principi e a creature di quei reality musicali con il condimento di qualche vecchia gloria, ieri il Festivalone ha messo in campo le truppe giovani, otto, anziché sei candidati da aggiungere ai due già selezionati da Sanremo Lab. Una scelta che ha confinato il gusto musicale nella melassa della melodia banale e stereotipata, nella convenzionalità più abusata dei testi (si può scegliere fra mille pretendenti un pezzo che incede con versi monumentali come «A gennaio il primo bacio, a febbraio un altro bacio»?) e che, addirittura, si vanta di aver dovuto allargare i cordoni della borsa mettendo nel paniere due nomi in più rispetto a quelli previsti.
Insomma, il glorioso Festival della Rai si avvia a un’edizione che ha abdicato del tutto alla ricerca di una qualsiasi parvenza di originalità e di freschezza. E la prova, stavolta, è immediata, visto che quest’anno i giovani (ribattezzati Nuova generazione) hanno già in onda le loro canzoni sul web (sul sito della Rai www.sanremo.rai.it) anche se è interdetta ogni apparizione tv.
Tant’è. E proprio dal web ieri pomeriggio l’oracolo della Commissione battezzata pomposamente Sanremo Academy (presieduta dal direttore artistico del Festival Giammarco Mazzi) ha offerto il suo responso, dopo la cernita sui 988 candidati. L’elenco degli ammessi, che si uniscono ai due già selezionati (il romano Jacopo Ratini e Romeus), sono il bolognese Nicolas Bonazzi con un pezzo pop melodico che si intitola Dirsi che è normale (prodotto da Celso Valli), la quindicenne toscana Jessica Brando (già passata da Chiambretti night ,già scoperta da Paolo Bonolis per il suo “Il senso della vita”) con Dove non ci sono ore («Lo so come sei e anche come ti inganni» è il fenomenale incipit), il duo di ragazzi romani che si ispirano ai Jonas Brothers, Broken Heart College con Mesi (sono loro quelli del bacio a gennaio e dell’altro bacio a febbraio), il toscano Mattia De Luca (fa il cameriere) dal piglio cantautoriale con Non parlare più, la band barese La fame di Camilla guidata da un ragazzo albanese con Buio e luce, il neomelodico di Castellammare Tony (prodotto da Mara Maionchi e, infatti, viene da X Factor) con Il linguaggio della resa («L’orologio non gira/lo stereo non suona/ nella sua stanza vuota» è l’avvio del pezzo che già dice tutto), il varesino Luca Marino con Non mi dai pace, e Nina Zilli con un pezzo nientepopodimeno che ispirato da Truffaut e dal suo L’uomo che amava le donne, al quale ha preso in prestito anche il titolo.
Alla fine appaiono decisamente di rango superiore i due pur non eccelsi prodotti del Sanremo lab. Ma è evidente che la commissione ha seguito una linea che ha tagliato ogni velleità di uscire dal seminato del luogo comune. In questo senso, il grido di dolore lanciato prima dell’ufficializzazione del verdetto dagli Analisilogica segnalava un’indubbia tendenza nelle scelte. Anche perché nel lotto dei candidati ce ne erano di proposte che uscivano dalla melassa da servire accanto ai big coi vari Toto Cutugno, Nino D’Angelo, Povia con licenza di parlare del caso Englaro, e i reduci di Amici (Valerio Spanu) e X Factor (Marco Mengoni), più il principe Emanuele Filiberto e il suo scudiero Pupo.
Se questo è il menù musicale, quanto al condimento spettacolare, ieri è toccato a Gianni Morandi tirarsi indietro. Detto che è da escludersi ogni partecipazione di Fiorello, anche con collegamenti dal suo show (venerdì 19 e sabato 20 febbraio Rosario è in scena al Palalottomatica a Roma), i sicuri per ora sono Paolo Bonolis (che con Luca Laurenti affiancherà la Clerici per l’avvio del Festival dei 60 anni il 16 febbraio), Christian De Sica e Maurizio Costanzo. Pippo Baudo non ha ancora ricevuto alcun invito, anche se il suo nome continua ovviamente a circolare. Mentre si parla, quale possibile invitato per la seconda serata, di Valentino Rossi. L’altro Rossi, Vasco invece è assai probabile che se ne stia a casa sua. Per il gala della memoria del giovedì ci dovrebbero essere Bocelli, Giorgia, Ligabue, Elisa, Baglioni, forse Eros Ramazzotti, Gianna Nannini e Laura Pausini. Fra gli ospiti stranieri, i due nomi su cui puntare senza incertezze sono invece Susan Boyle e Lady Gaga a cui potrebbe aggiungersi la show girl del burlesque Dita Von Teese, ex di Marilyn Manson.

 

IL TEMPO

Sanremo, giovani e raccomandati

Festival, ecco i finalisti. Tutti belli e di talento e con sponsor alle spalle. Dieci nomi tra cui i discografici cercheranno l'eventuale prossima gallina dalle uova d'oro
Non è più il tempo dei Nicola Di Bari o dei Peppino Gagliardi. Il restyling sanremese prevede per le aspiranti star non solo una buona tenuta vocale, ma sopratutto bella presenza, come negli annunci matrimoniali. Un look spendibile nei video, sulle copertine dei giornaletti adolescenziali: insomma una faccia televisiva, che induca i ragazzini a farsi venire la sindrome carpale a furia di mandare sms per il televoto.
Perché, inutile nasconderlo, i discografici cercheranno l'eventuale prossima gallina dalle uova d'oro tra i magnifici dieci usciti dalla libera selezione su internet di 998 partecipanti: canzoni già tutte pubblicate sul sito, caduto il frusto tabù dell'inedito fino al giorno dell'esecuzione al Festival. Dieci nomi, dunque, due in più dei previsti. Segno che per trovare i finalisti di Sanremo Nuova Generazione, che saliranno sul palco insieme ai cosidetti "Artisti" (i "campioni", insomma), il team degli esperti dell'Academy ha dovuto fare una fatica da Sisifo.
C'erano da valutare i "contatti" e il "gradimento" degli ascoltatori su ogni singolo brano, e naturalmente il peso "politico" dei padrini e degli sponsor. Alla vigilia, si temeva un'infornata di raccomandati: poi è finita trombata la figlia di Al Bano, Cristel, e quello di Pierangelo Bertoli, Alberto. Esclusi anche l'autore di Giusy Ferreri, Roberto Casalino, e un pattuglione di fuoriusciti dai talent show tv: Vittoria Hyde, Viola Selise, Daniele Magro, Silvia Olari, Corinne Marchini, Manola Moslehi. Fuori anche nomi già noti come Riccardo Maffoni, Andrea Febo, Ariel, il talentuoso Piji e quella Momo che al dopofestival chiambrettiano di tre anni fa aveva sbancato con la stralunata "Fondanela".
Adesso che aveva pronta una bella canzone, l'hanno bocciata. Poi le eliminazioni dei pezzi scomodi: niente da fare per Stefano Scandaletti e la sua "Ballerina" che si concede per far carriera al produttore; addirittura esclusi per regolamento gli Analisilogica: in "Ma c'era il sole" raccontavano la storia di un bambino mutilato in una guerra provocata da "uomini bianchi". L'organizzazione si è appellata al divieto di discriminazioni razziali nei testi, e la band ha gridato alla censura politica. Lorenzo Zappa aveva presentato un pezzo sulla morte assistita, via anche lui. E forse non è un male: con quel cattivo maestro di Povia si rischia di fare del Festival una gara di opportunismo sul dolore.
Però i prescelti non sono malaccio: due erano emersi da Sanremo Lab: Romeus (canzone scritta con Tricarico) e il geniale romano Jacopo Ratini , una via di mezzo tra Rino Gaetano e Daniele Silvestri. Gli altri sono: Tony Maiello (faccia da schiaffi, reduce da X Factor 1, inevitabilmente prodotto da Maria Maionchi); la prorompente R&B singer Nina Zilli (dietro di lei Giuliano Palma e il regista Ozpetek); il languido Nicolas Bonazzi (per lui la mano musicale del Maestro Celso Valli); la quindicenne portentosa Jessica Brando, voce soul e rock già ascoltata in tv da Bonolis e Chiambretti; i Broken Heart College (confezionati per essere i prossimi idoli delle teenager, sulla falsariga dei Sonohra); Mattia De Luca, un piccolo Bublè con esperienze americane; i rocker leggeri La fame di Camilla, guidati da un cantante albanese, e Luca Marino, già pronto per l'avventura discografica.
Quanto ai partner della Clerici, dopo Bonolis-Laurenti, De Sica e Costanzo, si preme per il solito Greggio o Valentino Rossi. Fiorello, in odore di ritorno in Rai, potrebbe concedersi per un collegamento dal Palalottomatica, ma nulla di più. Ospiti? La serata-leggenda con gli italiani è in alto mare, e le trattative sembrano appena meno complicate di quelle sul Medio Oriente. Siccome il sogno proibito resta Vasco, gli altri se la tirano per non fare la figura dei comprimari. Stranieri: quasi fatta per la regina del sexy-pop Lady GaGa, l'imperatrice del burlesque Dita Von Teese e la bruttina stagionata Susan Boyle. Ce n'è per tutti i gusti, letteralmente.

 

IL CORRIERE DELLA SERA

Sanremo, fuori la figlia di Al Bano

BRINDISI - Sono stati selezionati i dieci «baby» di Sanremo ma tra loro non c'è Cristel, la venticinquenne figlia di Al Bano e Romina, molto somigliante alla madre, contesa a suo tempo tra i due per l'affidamento e, malgrado il nome, bocciata nella selezione per la Nuova generazione. Una bocciatura anche per il padre? «Assolutamente no», spiega Al Bano a Repubblica, «a dirla tutta io l'avevo fortemente sconsigliata, è brava ma la vedo molto intima, non ha la vocalità da festival. Però è maggiorenne e ha deciso da sola, ma ho apprezzato che abbia scelto semplicemente il nome Cristel, senza usare né Carrisi né Power. Diciamo che l'ho vaccinata, io del festival conosco vita morte e miracoli».
Nota anche per le sue apparizione televisive (ha partecipato fra l'altro alla seconda edizione del reality «La Fattoria»), Cristel aveva scritto un brano con sonorità decisamente alte. E anche il testo della canzone volava piuttosto alto, alla ricerca del senso di una vita di cui siamo appunto soltanto «Custodi», titolo della canzona proposta. Il brano in gara per Sanremo Nuova Generazione si può ascoltare sul sito internet della Rai, come del resto tutti gli altri in gara per questa categoria del festival. In passato Cristel aveva scritto anche canzoni in inglese, come nel caso di «I promise», il cui video è reperibile su YouTube.

 

IL RESTO DEL CARLINO

Sanremo, la nuova generazione
di MARCO MANGIAROTTI

Sanremo, 13 gennaio 2010 - Saranno la Nuova Generazione del Festival numero 60, quello di Antonella Clerici e Gianmarco Mazzi, che ha scelto con Andrea Lo Vecchio, Massimo Cotto, Mariolina Simone e Gigio D’Ambrosio gli otto, due in più, finalisti del cast. Lavoro ancora migliore ha fatto SanremoLab con Paolo Giordano, perché Jacopo Ratini ha la canzone più emotiva, adulta e interessante di questa sezione di Sanremo. E Romeus non sfigura.
Nomi non particolarmente noti, a parte Tony ('X Factor'), e i rumors su Jessica Brando. Prodotti su cui sta lavorando la discografia, da Universal a Sugar. Anche con progetti internazionali: Mattia De Luca, diplomato a Berkeley e prodotto da Phil Palmer; Romeus, registrato fra Oakland e New York. Trasversali come Nina Zilli, esperienze globali e un brano nella colonna sonora del nuovo film di Ferzan Ozpetek che sarà presentato a Berlino (in contemporanea a Sanremo).
Niente per cui tagliarsi le vene ma cose inutili o brutte neppure. Qualche brano è esilino, lessicalmente o musicalmente banalino. Non stupidino. Sito Rai intasato e piccola classifica di gradimento con Jessica, Mattia, La fame di Camilla, Jacopo, Romeus e Toni. Nicola Bonazzi, bolognese, 27 anni, è un cuoco laureato prodotto da Celso Valli. Titolo azzeccato, 'Dirsi che è normale', è un indipendente intelligente. Jessica Brando, 15 anni, formazione soul jazz, ricorda in 'Dove non ci sono ore' una giovane Nada. Addomesticata. Teen sono i Broken Heart College con 'Mesi'. Luca Marino, 28 anni, di Varese, con 'Non mi dai pace' ha chitarre e ambizioni antiche (giacche usate). Delude Tony, nonostante abbia la Maionchi e Salerno alle sue spalle. 'Il linguaggio della resa' non ci sorpende. Mai.
Impegnati. Mattia De Luca tira fuori il suo lato femminile e virile, acustico e rock, in 'Non parlare più' ma per ora non è Nutini. Cult è la band barese La Fame di Camilla con il cantante albanese Ermal Meta. In 'Buio e luce' è uno Shell Shapiro selvatico e nudo (già segnalati dal Premio Videoclip Italiano). Hanno collaborato con John Davis (R.E.M., U2) e si sente. Jacopo Ratini, romano, 27 anni, laureato in Psicologia del Lavoro, scrittore minimalista e poeta. Vincitore di Musicultura e SanremoLab, canta una filastrocca appassionata contro un mondo video degli orrori. Propone: 'Noi non guardiamo e giochiamo a biglie'. 'Su questa panchina' cerca oggetti e valori perduti. Romeus, 22 anni, leccese, firma 'Come l’autunno' con Tricarico, ha suonato da migrante, lo manda Rustici (Corrado). Vitale. Anche Nina Zilli ha molto viaggiato e cantato (con Giuliano Palma “50mila”). Vibrato fastidioso alla Giusy Ferreri. E una citazione cinefila mancata in 'L’uomo che amava le donne'.

 

AFFARI ITALIANI

"Sanremo Nuova Generazione": giallo nel web

Gli internauti si scatenano su uno dei 10 cantanti che hanno vinto "Sanremo Nuova Generazione". "Dirsi che è normale", la canzone che Nicolas Bonazzi porterà all'Ariston, non sarebbe nuova. LEGGI TUTTI I PARTICOLARI SUL CASO CHE 'SPACCA' I FAN NEI BLOG
Finalmente si conoscono i 10 nomi che saliranno sul palco del prossimo Sanremo, nella categoria "Nuova Generazione". A fronte dell’arrivo di 988 proposte, gli organizzatori hanno deciso di portare da 6 a 8 gli artisti che, insieme ai 2 vincitori di SanremoLab, Romeus con "Come l'autunno" e Jacopo Ratini con "Su questa panchina", comporranno il cast. Ed ecco l’elenco completo degli artisti vincitori, pubblicato come previsto alle 16 sul sito ufficiale del Festival:
-Nicolas Bonazzi - "Dirsi che è normale", Jessica Brando - "Dove non ci sono ore", Broken Heart College - "Mesi", Mattia De Luca - "Non parlare più", La fame di Camilla - "Buio e luce", Luca Marino - "Non mi dai pace", Jacopo Ratini - "Su questa panchina", Romeus - "Come l'autunno", Tony - "Il linguaggio della resa" e Nina Zilli - "L'uomo che amava le donne".
Gli artisti sono stati selezionati dalla commissione Sanremo Academy, presieduta dal direttore artistico Gianmarco Mazzi e composta dagli esperti di musica Andrea Lo Vecchio, Massimo Cotto, Mariolina Simone e Gigio D’Ambrosio.
Ma c'è un giallo: sul blog http://festival.blogosfere.it si mette in dubbio la partecipazione alla gara di uno dei '10', Nicolas Bonazzi, con "Dirsi che è normale". Si cita infatti un'intervista rilasciata dal cantante a TgCom il 7 novembre 2008, nella quale si legge: "Su MySpace (Bonazzi, ndr) ha un solo brano, 'Dirsi che è normale', che colpisce subito per timbro, testo e soprattutto arrangiamento...". Visitando lo spazio MySpace di Bonazzi, però, si scopre che la canzone non c'è più. Ma sempre nel blog sopra citato, c'è chi giura di aver ascoltato nel 2008 il brano in questione più volte sul MySpace di Nicolas (ad esempio, Screativo scrive: "Ragazzi ne sono certo: era sul suo space e l'ho sentito a palla per due settimane nel 2008! Il pezzo di Bonazzi è edito! Bel pezzo e lui è bravo ma è edito!"). Della vicenda parla anche il blog Dove c'è musica
Ma qual è il problema? Le canzoni di "Nuova Generazione" per il regolamento ufficiale devono essere "nuove". Il punto b) del regolamento recita a questo proposito: "è considerata 'nuova' la canzone che, nell’insieme della sua composizione o nella sola parte musicale o nel solo testo letterario, fatte salve per quest’ ultimo eventuali iniziative editoriali debitamente autorizzate, non sia già stata pubblicata e/o fruita, anche se a scopo gratuito, da un pubblico presente o lontano o che comunque non abbia già avuto un impiego in una qualsiasi attività o iniziativa direttamente o indirettamente commerciale o abbia generato introiti derivanti da un eventuale sfruttamento, riscontrabili e verificabili presso gli enti preposti alla riscossione di diritti d’autore e/o editoriali. A titolo esemplificativo e non esaustivo, sussiste la caratteristica di “canzone nuova” nell’eventualità che l’insieme o la parte musicale o il testo letterario della canzone: · siano stati eseguiti soltanto all’interno della cerchia privata degli autori o dell’artista o tra gli “addetti ai lavori” della casa/etichetta discografica o editrice o tra altri operatori del settore; · siano stati trascritti su stampati o altri supporti simili oppure registrati su dischi e nastri fonografici o analoghi mezzi anche audiovisivi mai posti in circolazione all’esterno degli ambiti suddetti".
Il brano è "nuovo" o no? In attesa del Festival lasciamo che gli internauti continuino a scervellarsi nella soluzione di questo giallo in cui, però, mancano 'tecnicamente' le basi per accertare la sua stessa esistenza.

 

 

IL MATTINO

Talent Tony va a Sanremo: «Metto il pop nel mio r‛n‛b»
di Federico Vacalebre

NAPOLI (13 gennaio) - Come previsto, sono 10 e non 8 i giovani di Sanremo Nuova Generazione che, con i pezzi già on line a sfatare il tabù dell’inedito, completano il cast in gara del sessantesimo Festival della canzone italiana, al via il 16 febbraio. Tony (Maiello), ventenne di Castellammare di Stabia , è l’unico reduce di un talent show («X Factor» edizione 2008) sopravvissuto alle selezioni della commissione presieduta dal direttore artistico Mazzi, che ha lasciato a casa anche la figlia d’arte Kristel Carrisi, ma non ha placato le polemiche in rete.
Giovani i cantanti, banalmente giovanilistiche le loro canzoni: Nicolas Bonazzi, ventisettenne bolognese, ci proverà con «Dirsi che è normale» prodotta da Celso Valli; la quindicenne toscana Jessica Brando dice di amare jazz e soul, anche se non c’è traccia delle sue passioni in «Dove non ci sono ore»; i due Broken Heart College con la cantilenante «Mesi» si atteggiano a Jonas Brother italiani; il varesino Luca Marino mette una bella voce al servizio di versi come «tu per me sei sole cielo e lacrime».
Volano un po’ più alto Mattia De Luca («Non parlare più», testo di Tricarico), che ha studiato a Berkeley, lavorato con Phil Palmer e guarda al mercato internazionale; i baresi La Fame di Camilla guidati dalla voce dell’albanese Ermal Meta verso il pop-rock di «Buio e luce»; la cantautrice Nina Zilli («L’uomo che amava le donne»), presente con un pezzo nella colonna sonora del nuovo film di Ozpetek.
Non va malaccio nemmeno con i due promossi da Sanremolab, che pure non replicano l’effetto Arisa: Jacopo Ratini, ventisettenne romano laureato in psicologia e songwriter nostalgico con «Su questa panchina», e soprattutto Romeus, 20 anni, che britpoppeggia, anche lui con l’aiuto di Tricarico, in «Come l’autunno».
Maiello punta sull’ugola black, e sulla produzione della sua madrina Mara Maionchi, in «Il linguaggio della resa»: «È la storia di un silenzio, quello che segue la fine di un amore», racconta il ragazzo da Castellammare, dove ha festeggiato con i genitori la notizia dello sbarco a Sanremo. «Come sempre ero partito dal mio amato r’n’b, ma poi con Fio Zanotti abbiamo virato verso il pop». Perché Sanremo è Sanremo.

 


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