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ricerca
biografica, discografica e fotografica: Linksanremo.it
grazie a Emanuela Redaelli (Ufficio Stampa
Universal Music Italia)
“Oggi scrivo quello che canto. E mi
chiamo Nina Zilli”.
Nina Zilli è un tornado, un vulcano,
un’innamorata cotta di musica che ti inchioda con le sue
passioni & fantasie prima ancora che tu abbia il tempo di
ascoltare una sola delle sue canzoni. Nina che viene da un
paesino della Val Trebbia che ha lasciato presto per l’Irlanda,
gli Stati Uniti, dovunque la spingevano i sogni e le fantasie.
Nina che è partita dalla musica anni 70 “per
arrivare piano piano alla mia musica perfetta: la Motown, l’R&B
della Stax, il soul, il pop rock dei primi 60”, incrociato con
amori italiani di Mina e Celentano giovani e con la Giamaica che
le fa battere forte il cuore. Reggae, rocksteady, ska: quando
parla di Alton Ellis, di Phyllis Dillon, degli Ska-talites la
sua voce cambia intonazione, è tenera e smaniosa nello stesso
tempo.
Come mettere tutto questo in musica? E’ un
po’ che ci prova, da quando ha deciso di accantonare i sogni dei
15 anni e di impegnarsi sul serio. Ha studiato da soprano (“ma
preferivo di gran lunga il rock”), ha diviso il tempo fra
l’università e piccoli gruppi live, ha fatto la vee jay, è
entrata e uscita da una porticina laterale della discografia con
un 45 giri che ha rimosso (“non ne ho neanche una copia
d’archivio, giuro che l’ho rotto”). Nel 2001 ha
fondato un complesso, Chiara & Gliscuri, con cui è riuscita a
mettere a fuoco qualcosa della sua personalità: un inno alla
musica rocksteady, una lettura del mondo con quegli occhiali
prendendo dai repertorio più diversi, da Madonna ai Metallica,
dalla Giamaica vera a una di fantasia, partendo magari
dall’Australia degli AC/DC. Da quell’esperienza è nata la
collaborazione con i Franziska, con cui gira
l’Europa cantando reggae in inglese e patois. Ma è solo una
parte del suo mondo. Nina ha tempo e voglie anche per scrivere
canzoni, tanto, di tutto, e per proporsi come solista.
Eccoci a oggi. Dal suo cilindro sempre
zeppo, Nina Zilli ha estratto sei brani, ha aggiunto una cover
storica (You Can’t Hurry Love delle Supremes,
nella versione italiana – “L’amore verrà”) tutto in un ep uscito
lo scorso settembre. Ecco un disco che non finirà in frantumi:
perché Nina si è divertita un sacco e sente di essersi
presentata bene, con quell’aria fresca di canzoni di una volta,
con i fiati e un sacco di strumenti veri, in una dimensione
“vintage” che illustra come si deve il suo paesaggio immaginario
– una giovane e graffiante Mina a Detroit, reduce da un viaggio
musicale a Kingston. 50mila, il singolo di
lancio, con Giuliano Palma, è la canzone più
compiuta e un bell’esercizio sul tema di amore/dolore, Inferno
un rilassato “sha la la” che fa molto estate Sixties ; e
Penelope, con gli Smoke, il brano che più si avvicina
all’adorato rock steady.
Il singolo “50mila” che
così tanto successo ha avuto la scorsa estate, è stato scelto da
Ferzan Ozpetek per il suo prossimo film -Mine Vaganti- in uscita
il 12 marzo 2010.
Nina Zilli parteciperà al Festival di
Sanremo con il brano “L’Uomo che Amava le Donne”
scritto insieme a Kaballà che sarà incluso in
un nuovo album di studio previsto per Febbraio.
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