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di Paolo Perlotti - C’è una considerazione previa da fare: Bonolis è un vero e proprio animale da palcoscenico, nonché perfetto organizzatore di una macchina incredibile come il festival di Sanremo. Non lo dico io, lo dicono i fatti: basta osservare l’inizio scoppiettate di ogni puntata. E anche stasera non la si può esimere: dal filmato della pellicola Billy Elliott al balletto di Giuseppe Picone e Caroline Rice. Apre ufficialmente la Puntata la dolce e timida Arisa. Sono veramente felice della sua vittoria. Mi rende ancora più felice il calore del pubblico di ieri, al momento della premiazione e il fatto che gli altri cantanti della categoria Nuove Proposte gioivano, facevano il tifo per lei ma soprattutto cantavano la sua canzone. Questo è un bel festival: solidarietà, amicizia, gioia per gli altri. Non è semplice da vedersi oggigiorno in televisione. Bene. Iniziamo. Anche per i big, come ieri per le nuove proposte, farò la media e, successivamente, la classifica personale. Sal da Vinci: “Gigi d’Alessio la vendetta”. O, se preferite, “Da Napoli con Furore”. Scherzi a parte, la canzone ha comunque un arrangiamento buono, l’esecuzione stasera è stata discreta, meno pulita rispetto a quella della prima sera. 6,5 (voti precedenti: 6,5; 7+) media: 6,73 Pupo, Paolo Belli e Youssou N’Dour: canzone sottotono. Ora lo posso dire tranquillamente, siamo all’ultima puntata! Più che altro, a mio parere, Pupo e Paolo dovevano tentare qualche guizzo vocale, perché la canzone è troppo modulare: senza particolari sviluppi rischia di annoiare. Buono il finale, che alza un leggermente il voto. 5 (5; 6) media: 5,33 Povia: il brano non mi arriva al cuore: manca di qualcosa… di una logica, per esempio… ad ogni modo se dovessi valutare la cantante Monia Russo, darei al brano 10… ma devo votare solo Povia. 5 (5; 5) media: 5 Patty Pravo: una delle migliori cantante italiane presente ad una delle migliori edizioni del festival. Il successo è assicurato, magari non a livello di classifica, ma a livello di persistenza del brano nei cuori del pubblico. Emozionante, completa, ben equilibrata. Tanto di cappello. 8 (8; 8) media: 8 Francesco Renga: di difficilissima esecuzione, la canzone dona momenti d’intense emozioni. Magistrale l’ingresso del corpo orchestrale verso il termine del brano. L’unico problema è che potrebbe essere “troppo” per una larga parte di pubblico, quello che vorrebbe solo divertirsi. Farò una cosa mai fatta prima: darò il mio primo 10. (8,5; 8,5) media finale: 9 Prima considerazione della serata: perché Laurenti non ha partecipato come big con la canzone che ha portato all’Ariston? Marco Carta: ma che giacca ha indossato? Comunque: il brano non mi trasmette più di tanto. Non sarà così per le milioni di fan di Marco, ma la canzone mi risulta trasparente. La voce è, ad ogni modo, molto buona. 6 (7; 7) media: 6,66 Albano: virtuosismo al 100% ma sostanza della canzone molto bassa. È il problema di molti cantanti dotati di bella voce. Siamo lontani anni luce da “Nel perdono” portata al festival due anni fa. Rimandato. 5 (5; 6+) media: 5,4 Marco Masini: so di essere molto critico oggi, ma la qualità delle canzoni di quest’anno mi porta ad essere più rigido: è un compito molto difficile. Brano non troppo orecchiabile, a tratti esagerato negli acuti. 5,5 (6-; 5,5) media finale: 5,73 Fausto Leali: uno dei temi migliori di questa edizione del festival. Oggi lo premio, perché se lo merita. Si vede, inoltre, che a Sanremo Fausto ci va volentieri. Commovente, intenso, semplice. 7,5 (7; 7,5) media: 7,33 Alexia e Mario Lavezzi: miscela esplosiva la coppia Alexia-Lavezzi! Bravi, veramente bravi. La voce di lei, poi, è a dir poco ammaliante. Il ritmo è meraviglioso. Unico consiglio: avrei fatto sentire maggiormente (anche nella versione radiofonica) la chitarra spagnoleggiante. Bis! 8+ (8; 8) media: 8,06 Classifica Finale personale: Francesco Renga: 9
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