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di Paolo Perlotti - Pronti, anzi,
prontissimi per la puntata centrale del Festival di Sanremo. Altro avviso: non dirò se i giovani sono “in & out” ma, per rispetto, farò semplicemente una media tra i voti delle due esibizioni. Per i big, invece, continuerò con il solito sistema. Filippo Perbellini e Riccardo Cocciante: visivamente, con quei capelli cotonati, sembrano padre e figlio. Anche la voce è molto simile: Cocciante ha accanto a sé persone simili a lui a livello vocale (vedasi, ad esempio, Giò di Tonno). Avrei osato di più, perché la canzone e Filippo hanno grandi potenzialità. Apprezzato l’utilizzo dei due pianoforti, simbolo dell’intesa tra il giovane cantante e l’icona big. 6 (voto precedente: 7+) media: 6,6 Silvia Aprile e Pino Daniele: non mi è piaciuto molto il modo in cui sono stati presentati: forse un po’ troppo sotto tono rispetto ai primi. Il tocco di classe di Pino si sente -eccome!- basti pensare allo straordinario assolo verso la parte centrale del brano. Eppure la canzone non mi arriva, è una delle candidate ad essere dimenticate già il giorno dopo. Ciò mi disturba e causa molto dispiacere. 5 (voto precedente: 6.5) media: 5,75 Karima, Mario Biondi e Burt Bacharach: la performance, a livello vocale, è più convincente rispetto a ieri, merito soprattutto di Barry Whi… ops! Mario Biondi. Però: perché ci si ostina a cantare in inglese al festival della canzone italiana?! Sembra di sminuire la nostra tradizione! Questo mi porta ad abbassare il voto. Burt Bacharach è a dir poco straordinario: a lui 10 e lode, a Karima 5 anzi… five! (voto precedente: 7-) media: 5,9 Irene, Zucchero, Battaglia, Vandelli e Zanotti; molto carina la versione riproposta stasera. Già martedì avevo avuto modo di palesare il mio piacere legato all’ascolto del brano. Mi sarei aspettato qualcosa di più da parte di Zucchero, ma forse è meglio così: avrebbe oscurato la figlia, vera protagonista dell’esibizione. Ottimo l’ultimo segmento, in cui il Fornaciari interviene anche localmente. Buono. 7 (voto precedente: 7+) media: 7,1 Chiara Canzian e Roberto Vecchioni: l’emozione gioca brutti scherzi, si sa. Gli acuti sembravano più che altro grida. Vecchioni ha iniziato leggermente troppo grave, ma si è ripreso immediatamente. Ottimo l’ultimo acuto: forse la Canzian doveva riscaldarsi un po’. La modulazione della voce rimane sempre e comunque lirica. 5,5 (voto precedente: 7,5) media: 6,5 Iskra e Lucio Dalla: la canzone mi suggerisce tranquillità, pace, forse grazie al capace coro e alla voce straordinaria della cantante. Ottimo Lucio Dalla, la canzone è proprio nelle sue corde (non a caso figura tra gli autori del brano). Tra i due c’è un’intesa pazzesca, che dura da molti anni. Ci sono state alcune lacune vocali, ma piccolissime in confronto alla difficoltà dell’insieme. Memorabile. 7,5 (voto precedente: 7,5) media: 7,5 Simona Molinari e Ornella Vanoni: una delle interpretazioni migliori dell’intera edizione del festival (l’altra è Arisa). C’è un buon feeling tra la giovane interprete e la Vanoni, che mi ha divertito molto in questa esibizione. L’estensione e la modulazione vocale di Simona non sono per niente male, anzi! C’è chi pensa che il festival non generi più belle voci… pazzi! 8 (voto precedente: 7.5) media: 7,75 Arisa e Lelio Luttazzi: magnifico. Non ho altro da dire, davvero. Quando la storia della canzone si unisce al futuro della canzone, si ottiene una miscela talmente esplosiva da essere quasi indescrivibile. 8 (voto precedente: 8) media: 8 Barbara Gilbo e Massimo Ranieri: se l’avesse cantata solo Ranieri sarebbe stata da vittoria, addirittura nella categoria big. Il problema sta alla base: Barbara deve riuscire a capire la differenza tra “alzare di un’ottava” la voce e “urlare”. È un vero problema, perché Massimo ha sottolineato ancora di più la straordinaria capacità del brano. Se però eseguito in maniera migliore. Voto: 5+ (voto precedente: 6) media: 5,6 Malika Ayane: la voce forse un po’ troppo nasale disturba l’intera esecuzione. Eppure sposa bene il tono di Gino Paoli… il che non è da poco! Buono il pianoforte-carillon che, ogni tanto, fa capolino nell’arrangiamento. 7 (voto precedente: 6,5) media: 6,75 A rigor di cronaca, comincio ad avere veramente
sonno. Va beh, svegliamoci un po’ riassumendo la mia, personalissima,
classifica. E voi, lettori, mi raccomando! Commentate tramite
mail, diventerete
protagonisti dell’articolo di domani! La sezione big ha iniziato a cantare quando, contemporaneamente, cantava il gallo del mio vicino di casa… è forse durata un po’ troppo la puntata? Nicky Nicolai e Stefano di Battista: non riesco a capacitarmi di come siano potuti finire in zona eliminazione. Eppure c’erano molte canzoni messe in situazioni ben peggiori! Ma, citando Simona Ventura “il pubblico è sovrano”! 6,5 (voto precedente: 7) OUT Iva Zanicchi: avrebbe fatto sicuramente molto più successo se presentata a Sanremo 1980. Purtroppo per la canzone siamo una trentina d’anni più avanti. È comunque meglio rispetto alla canzone portata da Iva nel 2003 (“Fossi un tango”). 6+ (voto precedente: 7+) OUT … e intanto il gallo ha cantato una seconda volta… Sal da Vinci: è vero, è la classica canzone con rime cuore-amore eppure la voce di Sal da Vinci è ben potente. Io gli do un buon 7. (voto precedente: 7+) = Albano: l’amore è sempre amore, e Albano è sempre Albano. Stasera, inoltre, ha cercato di sviluppare al massimo il proprio virtuosismo. La cosa è risultata, sia a me che, a quanto pare, anche in sala, seccante. Semplicemente perché la canzone è già abbastanza difficile. Non ha quindi bisogno di altre sovrastrutture esteticizzanti musicali. 6+ (voto precedente: 6+) = … “e il gallo cantò per la terza volta”… Afterhours: come già detto, è bellissimo averli all’Ariston ma si vede lontano un miglio che non sono a proprio agio. Anzi, secondo me si stanno chiedendo “ma chi ce lo ha fatto fare?”. Canzone buona, esecuzione discreta. Voto: 6,5 (voto precedente: 7) OUT Tricarico: a me il brano non dispiace per niente anzi, mi ha quasi svegliato dal torpore generale che solo un quarto canto del gallo potrebbe far scemare. Di Tricarico bisogna seguirne le espressioni durante le esecuzioni, a dir poco fantastiche. Voto: 7 (voto precedente: 7,5) OUT Scusate ma è d’obbligo votare anche lui: Il gallo (quello del mio vicino): è da circa dieci anni che, con una simpatia pari a quella di una tormenta di neve, mi sveglia. Eppure senza di lui le mattine sarebbero vuote. O meglio, senza di lui le mattine non esisterebbero, perché continuerei a dormire. 7+ Ma sì, ridiamo e scherziamo! Perdonatemi l’ultima birichinata.
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