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2008/2009
Francesco Silvestri

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Prima Serata

Aperta ufficialmente la 59esima edizione della kermesse canora
SANREMO E’ SEMPRE SANREMO

di Paolo Perlotti - Sono particolarmente d’accordo con Alfonso Signorini, direttore di Sorrisi e Canzoni TV, quando dice che Sanremo è un po’ come il panettone a Natale o l’uovo a Pasqua: fa parte del nostro DNA. Può stancare, può essere sicuramente modificabile, potrebbe coinvolgere maggiormente alcune fasce di pubblico, in molti lo biasimano. Eppure se dovesse scomparire sarebbe un tragico fatto: scomparirebbe la spina dorsale della musica italiana, la colonna portante, il festival dei festival.

Caro Alfonso, penso anche io che il Festival, oggi come ieri, eserciti una magia particolare. I problemi della politica, i terribili avvenimenti di cronaca e le brutte notizie sembrano scomparire in questi magici cinque giorni. E se proprio devono avverarsi, lo fanno quasi a tempo di musica, quasi a scusarsi del disturbo prodotto. Il festival non è solo una trasmissione: è l’Italia che canta, la potenza della musica, la gioia vera e propria. E non è facile trovare tanta felicità in questi momenti cupi.

A voi, affezionati lettori, auguro buon festival, dicendovi che quest’anno le mie pagelle saranno più pungenti e vi porgo anche l’invito di commentarle, mandandomi una e-mail. Il giorno dopo, risponderò a tutti tramite le pagelle, inserendo in queste anche alcune frasi tratte dalle vostre mail. Sinceramente spero che anche un difensore di Sanremo come Alfonso Signorini risponda alle mie votazioni (sono ben consapevole della mole di lavoro che avrà questa settimana!).

Bene… iniziamo.

Il festival numero 59 che si apre “con il botto” (è il caso di dirlo!): Mina! Era dal lontano 1978 che non la si vedeva in video. E torna sul palco che aveva lasciato malamente dopo la sua eliminazione, giurando di non tornarci mai più. A dirla tutta, ha mantenuto la parola: la cantante si è manifestata solo in video. Un video che ha lasciato comunque a bocca aperta. Voto: 10 e lode.

Complimenti anche a Beatrice, la bambina che ha aperto ufficialmente il festival: molto espressiva e straordinario l’attacco orchestrale! Molto interessante (anche se, naturalmente, resa fin troppo semplice) la lezione di storia della musica.

Paolo Bonolis: emozionantissimo ma comunque preparatissimo. Piccole scivolate all’inizio dettate dalla tensione… perdonabilissime! Apprezzabile la velocità dell’inizio della gara, senza troppi saluti ecc… Voto: 8.

Luca Laurenti: irriconoscibile la voce dello showman quando canta. Bravo, non sembrava nemmeno emozionato. Con la coppia Bonolis-Laurenti si va sul sicuro. 8
Pubblico: per una volta è caloroso! Non ci credo! Sono quasi commosso. Comincio a credere ai miracoli. 10.

 

Categoria Artisti

Dolcenera: brano che, grazie al “ah ah ah” permette di essere facilmente memorizzato. Ritmo travolgente che però otterrà maggiori consensi ad un secondo ascolto. Il problema è che, già stasera, 3 big saluteranno la città dei fiori. Dover ascoltare la canzone una seconda volta potrebbe essere fatale alla cantante. Voto: 6+

Fausto Leali: buonissimo inizio di pianoforte, molto malinconico. La voce di Fausto è sempre meravigliosa. Devo riconoscere che mi ha particolarmente commosso: la canzone si può ricollegare a quella che Leali portò nel 1993 intitolata “perchè”. Entrambe parlano infatti del tempo che scorre e che, ciclicamente, ritorna. Un tema mai banale. Complimenti. 7

Tricarico: molto più a suo agio rispetto all’anno scorso. Mi fa morire dal ridere e le sue canzoni le considero poesie. Molto apprezzati i violini durante l’inciso e il pizzicato nella seconda strofa. Spero che il pubblico e la giuria ne capiscano l’estro creativo. 7.5

Marco Carta: ritmo giovanile, brano semplice, arrangiamento canonico; in un’unica parola: radiofonico. Marco non ha bisogno certo di Sanremo per farsi conoscere. Apprezzabili le seconda voci nell’inciso. Perdoniamo anche le steccate, fanno parte del pacchetto-emozione. Il finale del brano è forse fin troppo classico: avrei osato di più. Comunque bravo. 6.5

Patty Pravo: quando Patty passa per Sanremo lascia il segno. E quest’anno è un segno particolarmente energico. Base quasi minimalista, brano in bilico tra il cantato e il declamato, performance veramente buona. Bellissima la risata liberatoria al termine del brano: è stata un’estemporanea di semplicità e naturalezza. 7.5

Marco Masini: l’inizio mi ha stupito: un rap molto soffuso, docile. Pian piano in crescendo, raggiungiamo una canzone tipica del repertorio di Masini. Devo riconoscere che, fino ad ora, è l’unico a non aver stonato in maniera appariscente. Il testo è d’impatto, ma necessito di un secondo ascolto (Attenzione, medesimo problema di Dolcenera!) 6

Francesco Renga: il ritorno. Con questa canzone mette l’ipoteca su una seconda vittoria. L’orchestra è stata fantastica, Francesco più ispirato che mai. Spero che il brano arrivi anche al pubblico più giovane. Sarebbe un segno molto forte, oltre che un indizio di come anche i giovani sappiano apprezzare la buona -pardon- l’ottima musica. 8

Pupo, Paolo Belli e Youssou N’Dour: all’inizio il trio mi ha ricordato la triade Tozzi-Ruggeri-Morandi del lontano 1987. Ritorno al tema del sociale (tanto caro all’edizione 2007), brano che colpisce molto per gli echi corali molto evocativi. Purtroppo l’esecuzione di Pupo e Belli mi è sembrata un po’ sottotono. Youssou N’Dour, invece, ha donato alla canzone grandissimo prestigio. Confido in una seconda esibizione. Per il momento 6

Gemelli Diversi: purtroppo il brano non mi ha colpito in maniera particolare. Le voci con troppi filtri e/o effetti risultano addirittura fastidiose. Malauguratamente non riesco proprio ad inquadrare l’esibizione. Posso solo sottolineare positivamente la marcia presente verso il termine del brano. 5

Albano: la voce è sempre imponente, capace di raggiungere estensioni incredibili. Magnifico e perfetto il tappeto di violini, soprattutto nel corso dell’inciso. Insieme a quella di Renga, è la canzone più “teatrale” ascoltata fino ad ora. Brano molto stimolante, anche se forse un po’ troppo didascalico nella prima parte. 6+

Afterhours: che soddisfazione vederli a Sanremo! Brano che comporta una straordinaria scossa emozionante, dettata soprattutto dalla voce a cappella della prima parte e dai repentini cambi sonori presenti nell’esecuzione. Per palati molto fini: probabilmente faranno la parte degli alieni del festival che l’anno scorso toccò a Tricarico. Guardiamo il lato positivo: lui quest’anno è tornato… 7
Iva Zanicchi: la sorpresa. L’atmosfera che si viene a creare riesce a sprigionare la sensualità con la quale è stato concepito il brano. La voce di Iva è ancora perfetta e, idealmente, associo questa esibizione a quella del 2007 di Nada (“luna in piena”). Sono soddisfatto. 7+

Nicky Nicolai e Stefano di Battista: come ha detto Paolo Bonolis, la canzone è un “invito alla leggerezza”. Si sente lo zampino di Jovanotti che, insieme alla voce di Nicky e al sax di Stefano, crea un brano molto orecchiabile e potenzialmente pericoloso per gli altri. 7.5

Povia: lasciamo perdere le querelle legate al brano. Il brano è orecchiabile, anche se mi sembra che il rap sia stato un po’ inflazionato in questi ultimi anni di festival (Moro, Cristicchi ecc..) e tutto ciò mi sta rendendo un po’ indifferente al genere. La canzone farà comunque successo. 6.5

Sal da Vinci: il ritorno del melodramma all’Ariston. La voce di Sal è veramente notevole, il ritmo travolge e riesce a rappresentare al meglio il travaglio del protagonista del brano. Interessante dal punto di vista dell’arrangiamento (soprattutto per quanto riguarda gli archi) l’inciso, molto enfatico. 7

Alexia feat. Mario Lavezzi: giro di chitarre molto ispanici, la voce di Alexia è sempre magistrale, sorretta da un buon testo (merito di Lavezzi e di Mogol). Le due voci si sovrappongono e si accompagnano particolarmente bene. Molto apprezzata l’idea del “senza te” detto da uno dei due artisti in contemporanea con l’esecuzione dell’altro. 7.5

 

Categoria nuove proposte

Malika Ayane: la voce non mi fa impazzire più di tanto, la canzone è però molto buona (non a caso Sangiorgi ne è l’autore). Ho un’incredibile voglia di vedere come sarà il duetto con Gino Paoli… voto: 6.5

Irene: canzone non semplice ma eseguita nel migliore dei modi. Ottimo anche l’ausilio dei cori femminili che hanno fatto da eco alle parole della Fornaciari. 7+

Simona Molinari: bellissima canzone, esecuzione perfetta, voce straordinaria. E non so più cosa dire, se non che secondo me vincerà la categoria (o, comunque, secondo me meriterebbe una posizione molto alta in una ipotetica classifica finale). 7.5

Filippo Perbellini: devo dire che il livello musicale della categoria “nuove proposte” è molto alto. Straordinario l’uso degli archi e la voce del ragazzo. Anche se mi ricorda troppo Febo di Notre Dame de Paris (opera di Cocciante), soprattutto la canzone “cuore in me” dell’opera teatrale. 7+

 

 

 Sanremo 2000

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