|
ricerca
biografica, discografica e fotografica: Linksanremo.it
già al Festival di Sanremo nel
1970, 1984, 1987,
1995, 1997, 2002
Nicoletta Strambelli nasce in una città d'acqua, e in
modo del tutto naturale acquisisce il fascino e la magia di
Venezia. I suoi primi anni trascorrono con i nonni paterni tra
disciplina da marines e splendida libertà, e i tanti amici di
famiglia. Alcuni di questi sono dei personaggi che anche senza
volerlo arricchiscono e formano la Strambelli. E' il caso
dell'attore Cesco Baseggio, del soprano
Toti Dal Monte e del
Cardinale Roncalli (futuro Papa Giovanni XXIII°). Sono loro il
primo pubblico davanti a cui Nicoletta si esibisce, e fa i suoi
primi inchini. Già da allora è particolarmente vivace e dimostra
di avere un forte senso dell'impegno riuscendo a portare avanti
molte attività. Frequenta le scuole pubbliche (dopo aver
rifiutato il collegio scappando per ben tre volte) dove instaura
un ottimo rapporto con la maestra che in classe fa cantare ai
suoi allievi "La Marsigliese"; contemporaneamente studia
pianoforte con la Nobildonna "disperata" Mazzin Crovato, danza
con Madame Turrito della Fenice di Venezia, e prende lezioni di
teoria solfeggio e armonia con il Maestro Amendola. Fuori corso
studia per direzione d'orchestra con il Maestro Ettore Gracis,
appassionandosi al punto da pensare che un giorno "da grande"
sarebbe diventata una delle sue professioni. A dieci anni viene
iscritta al Conservatorio Benedetto Marcello, supera un esame ed
entra direttamente al quarto anno. E' a casa di Peggy Guggenheim
dove spesso si trova a fare i compiti, mentre il tempo libero lo
passa con gli artisti della Biennale. Durante "le manche"
scolastiche (insegnatele dalla nonna) si diverte passeggiando e
mangiando il gelato con un anziano e saggio signore che poi
scoprirà essere Ezra Pound.
La morte del nonno la tocca profondamente e all'ottavo anno di
Conservatorio decide di lasciare Venezia e di andare in
Inghilterra per imparare l'inglese. Per le strade di Londra, a
Piccadilly, sente parlare di un locale romano che fa tendenza,
tra decidere di andarlo a vedere e ritrovarsi a ballare al Piper,
il passo è breve, e vestita di un abito di Emilio Pucci fregato
alla mamma, raggiunge Roma con una pseudo - macchina
improvvisata, prestata da alcuni amici. Immediato è l'interesse
che suscita nell'allora proprietario del locale Alberigo
Crocetta. Un amico di Padova di Nicoletta permette
all'impresario di avvicinarla. Crocetta le chiede subito: "Ma
lei sa anche cantare bene, così come balla?" "Certo" è
l'immediata risposta della Strambelli! Quella sera al
Piper
c'erano Gianni Boncompagni, Renzo Arbore e Luigi Tenco, e lei
non ebbe scampo, fu invitata a cantare e dopo due mesi era Patty
Pravo "la ragazza del Piper".
Volete sapere perché scelse questo nome? Al Conservatorio la
Strambelli studiava Dantismo con il professor Chiarini e l'unica
parte che amava era l'Inferno. Da qui Pravo (anime prave).
Quanto a Patty era un nome molto ricorrente in quel periodo … e
soprattutto suonava bene con Pravo.
Il disco del debutto è "Ragazzo triste", piace a critica e
pubblico ed è la prima canzone di musica leggera trasmessa dalla
radio Vaticana, mentre la Rai censura la frase "Il mondo che ci
apparterrà". L'ascesa continua con "Qui e là" e "Se perdo te" un
brano che mostra al pubblico una Patty totalmente diversa, una
vera interprete di classe dalla splendida voce. …E nonostante
tutto la Strambelli continuava a non considerarsi una cantante…
Di Patty Pravo si parla e si comprano i dischi nel mondo, per
lungo tempo è presente nelle classifiche mondiali con almeno tre
singoli. "La bambola" (canzone incisa senza convinzione) vende
subito 9 milioni di copie ed è prima in classifica oltre che in
Italia, in Spagna, Giappone, Francia, Germania e Sud America. Ad
oggi il brano ha venduto oltre 30 milioni di dischi. E' Patty
Pravo mania, i giovani la seguono, la imitano anche nel look, ne
fanno il loro manifesto di vita. Negli anni in cui i
protagonisti della musica leggera partecipano alle
manifestazioni canore per lanciare i propri dischi, lei propone
le sue canzoni direttamente al pubblico, dimostrando già di
saper fare scelte ben precise, fuori dai canoni, ma in sintonia
con la sua necessità di esprimersi in un certo modo. Spiazza
tutti facendo tournée in cui canta e balla, portando avanti
spettacoli alternativi e sperimentando per prima le tecnologie
più avanzate; riunisce artisti dalle diverse formazioni musicali
e anticipa le forme multimediali. Da ragazza bellissima e super
beat si trasforma in splendida interprete di canzoni raffinate,
e brani dei Beatles, di Jacques Brel, Leo Ferré, Vinicius De
Moraes e Neil Diamond, diventano con le sue esecuzioni delle
vere perle musicali. Se si osserva il suo nutrito repertorio
video, in alcuni brani eseguiti da lei poco più che ventenne, la
sua immagine appare addirittura "più grande" di quella del
presente; un esempio per tutti "La canzone degli amanti", un
brano "mai vissuto", improbabile per la sua giovane età, ma che
Patty eseguì magistralmente.
Negli anni Ottanta, dopo i trionfi di brani
come "Pazza idea" e "Pensiero stupendo", e di rock molto
avanzato per il nostro Paese, la Strambelli si allontana dalla
cultura musicale italiana "usa e getta" e da un linguaggio
televisivo che non ama e aspettando un giro di boa si
trasferisce negli States. Ogni suo ritorno sulla scena diventa
indelebile nel tempo: può provocare con apparizioni scioccanti,
ammaliare con esibizioni di classe, in ogni caso trascina dietro
di sé sempre più fans e anche la critica è dalla sua. Nel 1994
conquista la Cina. Si esibisce in una trasmissione televisiva
davanti a un miliardo e trecentomila spettatori, mette le sue
esperienze musicali a disposizione di gruppi famosi dando loro
la possibilità di confrontarsi con il rock. Incide "Ideogrammi"
un album di classe molto apprezzato dalla critica, che ha per
lei sempre più parole di stima. In Cina Patty è tutt'oggi amata
e richiesta.
Poi è ancora Italia. Siamo nel 1996, Patty fa
un warm up tour nei principali club italiani, tra cui il Piper
di Roma. Sono sold out e standing ovation ogni sera, il pubblico
è sempre con lei e con il suo entusiasmo la porta a partecipare
al Festival di Sanremo con "…E dimmi che non vuoi morire". E' un
grande successo, di pubblico, critica e premi, l'album che la
contiene vende 350 mila copie e Patty mette su una tournée
cantando tutte le sue canzoni più celebri (comprese quelle che
non avrebbe più voluto cantare), e facendo 120 concerti in un
anno. Da qui ogni momento è il presente, non ci sono più soste,
ma album, canzoni belle e romantiche miste a brani rock e
musicalmente innovativi, tournée in ogni parte del Mondo che
vedono partecipe un pubblico sempre più eterogeneo e composto da
tanti giovani.
Un disco cantato in arabo e francese uscito
in tutto il Mondo “Spero che ti piaccia … pour toi dove emergono
le straordinarie doti vocali e interpretative di Patty.
L’ultimo Tour, l’attuale, al momento ha visto
la partecipazione di 150 mila persone in 15 locations, e sold
out nelle principali Arene del mare e Anfiteatri. Protagonista
una Patty Pravo più che mai animale da palcoscenico, solare,
bella e in possesso di una grande voce in grado di passare
indifferentemente nello stesso concerto dal pop al rock, con
canzoni spesso accompagnate da standing ovation e tifo da
stadio. Un amore che la premia come protagonista indiscussa
della scena musicale di ieri e di oggi, e come l’unica artista
italiana insieme al Maestro Pavarotti ad aver venduto nel Mondo
oltre 100 milioni di dischi.
Ufficio Stampa Rossella Martini
|