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ECCO I TESTI PIÙ
BELLI DI SANREMO 2008
(Fonte: Stefania Schintu - Comunicazione e Promozione) - Il
Direttivo della Redazione Musical-Letteraria del PREMIO LUNEZIA decreta
e relaziona i testi più belli di Sanremo 2008, giudicati quindi per la
sola parte letteraria offerta in anteprima da TV Sorrisi e Canzoni.
Anche se il merito
“Musical-Letterario” delle canzoni, così coniato e celebrato dal Premio
Lunezia, non può prescindere dal magico sodalizio fra musica e parole –
in questo vive la letterarietà della canzone, che quindi è più giusto
chiamare “musical-letterarietà” –, possiamo però esprimerci sui testi,
già resi pubblici, delle canzoni di Sanremo. È come osservare le linee
del disegno di un quadro impressionista, aspettando di commuoversi con
un tuffo al cuore vedendone anche i colori. Perché la canzone,
sopratutto quella italiana, è un’arte complessa e affascinante.
Ed ecco il parere di Paolo
Talanca, responsabile della Redazione Musical-Letteraria del Premio
Lunezia, sulla qualità dei testi delle canzoni del 58° Festival di
Sanremo.
«Si può citare una canzone
come quella dei Tiromancino – già Premio Lunezia della Critica 2005 –,
Il rubacuori, che gioca su una geniale ambiguità tra il titolo che
richiama una situazione da Don Giovanni, disimpegnata e ammiccante, e la
tangibilità di cui parla la canzone: la drammatica e tutt’altro che
disimpegnata realtà della perdita del lavoro nella descrizione delle
azioni di un manager che licenzia trentacinque persone di un’azienda. Il
“rubacuori” diventa così, nella pragmatica testuale, un soggetto che con
quest’azione ruba la vita della gente, delle famiglie che campavano con
quello stipendio. Molto riuscita è anche la citazione di Friedrich
Nietzsche nel passo “Il modo in cui dirglielo, la faccia da fare/ sono
al di là del bene e del male”, apparentemente buttando lì con noncuranza
il titolo dell’opera nicciana, ma catturandone sapientemente tutta la
valenza di forma e contenuto.
Merita un occhio di
riguardo, inoltre, l’atmosfera del testo della canzone A ferro e fuoco,
di Mario Venuti, che sembra rispolverare lo stile dell’amor cortese
medievale, della “fin’amor” cavalleresca dei trovatori provenzali, con
“duelli di cappa e spada”, per combattere il fato e guadagnarsi l’amore
della bella. I rimandi testuali ammiccano a questo stile ad esempio nel
passo “Se mi battessi per avere un tuo sorriso/ a singolar tenzone”.
Sarà curioso ascoltare la musica di questo brano, musica che, a detta
dello stesso Venuti, mescolerà sonorità rock allo stile medievaleggiante:
l’arte che nasce dall’unione della diversità, perfetta complicità, tanto
ricercata dal Lunezia, tra musica e testo.
E ancora il Premio Lunezia
non può non prestare viva attenzione a un brano come quello di Eugenio
Bennato, Grande sud, dal testo che esprime già tutta la magia del
miscuglio di particolarismi di tutti i sud del mondo. Il testo unisce
buone immagini poetiche a metafore riuscite, come la voce dei braccianti
che diventa canzone, canzone del vivere che nel testo diventa memoria
storica tramite l’uso del dialetto: e si trova una grande varietà di
dialetti, dal sud dell’Italia – il napoletano e il pugliese – allo
swahili del Mozambico, fino alla lingua araba. La lingua si fa musica
del cuore, della sofferenza e già vengono fuori mille colori e ritmi
frenetici: l’uso dei diversi dialetti rappresenta un metodo
meta-poetico, in cui il messaggio di fratellanza nella sofferenza e la
visceralità dell’essere uomini si racconta nell’arma che permette alle
persone di comunicare – la lingua, appunto –, facendolo con ciò che
meglio descrive le proprie radici, la propria terra, il proprio essere.
L’esempio di uso sapiente
della lingua si ha anche nella canzone di Frankie Hi-Nrg MC. Il testo di
Rivoluzione, infatti, è tutto giocato nei paradossi della società,
denunciandoli tramite le immagini e tramite dei giochi semiotici degli
stessi termini: passi come “Afa tutto l’anno – più brevemente affanno” o
“Non si fa la rivoluzione, l’hanno detto in televisione… chi c’è andato
che delusione! Era chiuso anche il portone” in cui la forza della frase
idiomatica “Si chiude una porta, si apre un portone” dà per scontata la
prima parte spiazzando così l’ascoltatore, che comprenderà d’impatto
solo a livello inconscio il gioco di parole.
Questi stratagemmi servono
come le frasi chiare per rendere la sensazione di paradosso e denuncia
che è presente in tutto il testo e per temi importanti: il nepotismo, la
corruzione, l’egoismo, espressi anche in modo ben più diretto come nel
passo “Mettiamo al bando i vertici politici”.
I tre livelli di
espressione – di costruzione inedita; di partenza dall’edito e abusato
per creare l’inedito; di costruzione edita e abusata – dimostrano una
forte padronanza del mezzo espressivo.
Infine va segnalato anche
il bel testo di Colpo di fulmine, canzone che sarà cantata in coppia da
Giò Di Tonno e Lola Ponce, scritta da Gianna Nannini. Il testo è un
duetto che descrive lo scoccare della scintilla d’amore tra il
personaggio della Commedia di Dante Pia de’ Tolomei – delicatissima
figura del V del Purgatorio – e il marito Nello dei Pannocchieschi. Il
duetto descrive la nascita dell’amore, il fuoco che avvampa
all’improvviso e ciò che davvero lo rende unico è la consapevolezza che
quell’amore finirà male, col marito che ucciderà la moglie,
probabilmente rinchiudendola in una torre della Maremma: è un dettaglio
imprescindibile perché in questo senso assume maggior valore la dolcezza
voluta dal testo, l’estasi sognante di un amore che si è voluto fermare
alla descrizione dell’attimo. Il testo sembra rivendicare l’inimitabile
momento fotografico della nascita dell’amore, alchimia sempre
inspiegabile – importante e inequivocabile l’inizio: “Il cuore è
chimico/ la notte è magica” – e sempre preziosa, anche in una storia
finita così atrocemente. Qui si descrive l’amore e, anche se solo per
questo attimo, l’amore vince, come a dire: “Anche in tutta questa
inumanità, quest’attimo d’amore ha tutta la bellezza del fiore che
sboccia, di un momento eterno”.
Ciò che noi del Lunezia
abbiamo cercato di catturare sono dei momenti che ci sembravano
interessanti ...»
Paolo Talanca
Responsabile Redazione Musical-Letteraria
Premio Lunezia
Stefano De Martino
Autore Premio Lunezia
Lunezia - Sito ufficiale:
www.lunezia.it
Lunezia - Official MySpace:
www.myspace.com/premiolunezia
SANREMO: BAUDO, NON PIU' SOLO TRADIZIONE E LENTEZZA
(Fonte: ANSA) - ''Abbiamo cercato di migliorare l'appeal per un
pubblico giovane in tutto il festival, almeno sul piano della
freschezza''. Intervistato da Il Giorno, Pippo Baudo anticipa le
caratteristiche di Sanremo 2008. E assicura: ''Sanremo quest'anno non e'
piu' solo tradizione, passatismo, lentezza, ripetitivita'''. La presenza
di Chiambretti, sottolinea Baudo, ''e' fulminante. Elio e le storie
l'altra faccia della luna. Io mi sento un anziano allegro in una gabbia
di giovani matti molto creativi''. Con Pippo, dice a sua volta
Chiambretti, anche lui intervistato da Il Giorno, ''e' una continua
partita a scacchi in cui lui e' la Regina ed io il Re, io l'Alfiere e
lui la Torre. Non si puo' mai sapere come andra' a finire con gli
sforamenti, le telepromozioni e le critiche, ma la partita e' stata
preparata bene''.
Finley, dai campetti di periferia fino a Sanremo
(Fonte: La Gazzetta dello Sport di Max Cavallaro) - Alla 58°
edizione del festival della canzone italiana ci saranno anche loro. Il
quartetto rock che si è saputo imporre nelle classifiche dscografiche ma
che fino a poco tempo fa giocavano nei campionati dilettantistici di
Legnano, la loro città
MILANO, 18 febbraio 2008 - Rock giovane. Animo ribelle. Un po’ come
quello dei campioni in erba del momento. Enfant prodige. Stare in campo
non è come stare su un palco. Ma quasi. Quel senso di esaltazione che
arriva dal tifo o dai fans innamorati infatti, è molto simile. Pura
energia. Sia se suoni in un concerto, sia se giochi una partita. E c’è
poi chi, queste esperienze è riuscito a viverle entrambe. Davvero. E
anche se il Legnano 2 o l’Arconatese non hanno supporter tali da
riempire un decimo di San Siro, sono bastati comunque, a far tirar fuori
la giusta "adrenalina", a quattro future rock star. I Finley. Pedro
voce, Ka alla Chitarra, Ste al basso e Dani alla batteria. Tutti
ventenni (classe ’85). I golden boy della musica italiana. Già tra i big
di Sanremo 2008. I Paloschi e Balotelli delle sette note. E chi lo
avrebbe mai detto? Non di certo i loro ex allenatori.
MUSICA E PALLONE "Fare il calciatore? Non mi sarebbe dispiaciuto. —
Racconta Pedro, cantante della band —. Ero sì, un buon giocatore ma mai
come Pirlo. Lui è un talento incredibile. L’unico al mondo per me, che
da solo sa dare un gioco a una squadra. Però — continua — quando ho
iniziato a giocare, mi avevano assegnato il ruolo di libero e Franco
Baresi era il punto di riferimento. Mio nonno poi, mi ha fatto
innamorare anche del Toro. Anni fa riuscii persino ad avere la maglia di
Maltagliati. Ma tutti questi campioni, per un ragazzo che giocava nell’Arconatese
sembravano irraggiungibili". "Giocavo con Pedro — interviene Ste — era
forte! Io invece, avevo cominciato come fluidificante. Quanto
correvo...". Tanto calcio, già, ma il nome del quartetto deriva però da
un celebre cestista: Michael Finley. "Cercavamo un nome dal respiro
internazionale — spiega Pedro — e Finley suonava bene. Lo abbiamo scelto
perché siamo appassionati anche di Nba". "E poi perché noi siamo in
quattro — interviene ancora Ste — e lui sulla maglia, porta il medesimo
numero. In più Finley, è un giocatore che esprime tanta energia come
quella che noi mettiamo sul palco".
GIOCO DI SQUADRA Prende la parola Ka, il chitarrista: "Noi però, ci
sentiamo una squadra. Come succede nello sport. Io ho giocato nel
Legnano 2 insieme al nostro batterista Dani, ma ho cominciato a soli 8
anni nel Santi Martiri. Ero un calciatore alla Tacchinardi se proprio
devo fare un paragone. Proprio lui che giocava insieme al nostro amico
Gianluca Pessotto. Impazzivo però per Fabrizio Ravanelli. Si capisce di
che squadra sono tifoso...". Pedro poi aggiunge: "Abbiamo tutti un
ricordo indelebile del calcio dilettantistico di provincia. E stata per
noi una scuola di vita". "Sì, ma io non giocavo mai — commenta Dani —
ero sempre in panchina. Meno male che avevo l’iPod. Qualche partita a
carte nell’attesa di entrare in campo ci sarebbe stata bene...
scherzo!". "Noi siamo molto amici — spiega Ste —, ma i ragazzi che
tentano di emergere nel calcio secondo me, non hanno tempo di instaurare
rapporti umani profondi. Sono così intenti nella ricerca di
un’affermazione personale che passano sopra ogni cosa. Anche sui
compagni, pur di farsi notare e strappare un contratto con un grande
club". "Noi Finley siamo invece molto uniti — chiosa Ka — ma i
calciatori hanno sempre le ragazze più belle! Dimenticavo, a proposito
di girls, per me Sanremo lo vince la Tatangelo!".
SANREMO: DA CAVALLI ABITI SU MISURA PER BIANCA GUACCERO
(Fonte: ANSA) - Saranno abiti disegnati appositamente per la
sensualita' esuberante di Bianca Guaccero quelli di Roberto Cavalli per
una delle serate del festival di Sanremo. Lo stilista fiorentino ha
immaginato abiti seducenti ed eleganti, caratterizzati da motivi
floreali, pensati per esaltare la femminilit… mediterranea e solare di
Bianca Guaccero, che con Andrea Osvart sara' sul palco dell'Ariston dal
25 febbraio al 1 marzo per la 58/ma edizione del festival di Sanremo
presentato da Pippo Baudo e Piero Chiambretti.
ELIO E LE STORIE TESE, NUOVO CD E DOPOFESTIVAL
(Fonte: ANSA di Paolo Biamonte) - ''Il lavoro di Elio e le storie
tese non e' facile, ma ci vuole qualcuno che lo faccia perch‚ in Italia
e' necessario. Costa fatica perch‚ bisogna mettere d'accordo tante teste
ed e' per questo che ci abbiamo messo cinque anni prima di fare il nuovo
cd''. Elio, insieme alle Storie Tese, e' a Sanremo a preparare il
Dopofestival. Nel frattempo c'e' da parlare di 'Studentessi', il nuovo
cd che esce mercoledi' allegato a La Repubblica. La band e' sempre stata
incline a ospitare nei loro dischi 'colleghi', come tengono a chiamarli,
ma in questo caso fanno le cose in grande chiamando Claudio Baglioni,
Giorgia (''sono un suo fan, sono convinto che se fosse stata americana
sarebbe stata famosa in tutto il mondo''), Antonella Ruggiero, Paola
Cortellesi, Claudio Bisio, Irene Grandi e perfino Carla Fracci in veste
di voce narrante. Parte dei brani e' affidata alle cure musicali di Demo
Morselli. '''Studentessi' continua la nostra tradizione sia di copertine
con immagini forti che di ospiti. Abbiamo cominciato dalla mucca con I
piedi di donna e dalla faccia di un nero mescolata a una di una bianca
bionda e siamo arrivati a oggi con la lumaca al posto delle labbra -
spiega Elio - Il nostro primo disco e' del 1989 e andando avanti nel
tempo sono cresciute qualita' e quantita'. E anche la tecnologia, al
punto che gli ospiti noi non li abbiamo mai incontrati, abbiamo fatto
tutto attraverso il telefono e il computer''. Il principio che ispira la
musica di Elio e le storie tese e' spiegato bene nelle esilaranti note
su 'Heavy samba', dove ci sono la Fracci e Irene Grandi e dove si legge
che ''la bossa nova e' bellissima ma alla lunga soprattutto quando
diventa lounge rompe le balle''.''Il nostro limite, se e' un limite, e'
che ci annoiamo presto, da qui la varieta' di generi e situazioni che
proponiamo''. 'Parco Sempione', dedicato alla chiusra del parco milanese
da parte del governatore Formigoni, e' il singolo gia' adottato dalle
radio. Con 'Il pippero' la band fini' prima in classifica ma, dice Elio,
''bisogna esserci nati per fare i singoli''. A proposito di singoli,
Faso aggiunge: ''il downloading e l'Mp3 mi sembra che ci abbiano
riportato all'epoca del 45 giri: I ragazzi ascoltano canzoni, non
succede piu' come accadeva a noi all'epoca del vinile che si impazziva
per una band e ci si comprava tutti i dischi, tipo Police, Genesis,
Gentle Giant. Proprio per questo faremo uscire 'Studentessi' in vinile a
tiratura limitata''. Quanto al Dopofestival, Elio anticipa che sara'
''una nostra interpretazione che partira' dall'idea di non puntare sulle
chiacchiere ma sulla musica. Vogliamo approfittare della presenza
contemporanea di tanti cantanti per fare ascoltare della musica, magari
in chiave di parodia: come ha detto Max Gazze', di solito ci incontriamo
negli autogrill, quando ci ricapita piu' di stare tutti qui?''. Proprio
con la parodia delle canzoni del Festival del 1990 suonate live in un
club di Sanremo, Elio e le storie tese si sono fatti conoscere dalla
stampa italiana. ''E' sotto gli occhi di tutti che nella musica c'e' una
crisi di creativita': si tende a fare delle fotocopie e a produrre
dischi un tanto al tocco. Vogliamo far vedere che le nostre fotocopie
sono piu' varie''.
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