.

 

Le compilations e gli album di Sanremo in vendita su IBS!

in collaborazione con


18 FEBBRAIO 2008

 

ECCO I TESTI PIÙ BELLI DI SANREMO 2008
(Fonte: Stefania Schintu - Comunicazione e Promozione) - Il Direttivo della Redazione Musical-Letteraria del PREMIO LUNEZIA decreta e relaziona i testi più belli di Sanremo 2008, giudicati quindi per la sola parte letteraria offerta in anteprima da TV Sorrisi e Canzoni.

Anche se il merito “Musical-Letterario” delle canzoni, così coniato e celebrato dal Premio Lunezia, non può prescindere dal magico sodalizio fra musica e parole – in questo vive la letterarietà della canzone, che quindi è più giusto chiamare “musical-letterarietà” –, possiamo però esprimerci sui testi, già resi pubblici, delle canzoni di Sanremo. È come osservare le linee del disegno di un quadro impressionista, aspettando di commuoversi con un tuffo al cuore vedendone anche i colori. Perché la canzone, sopratutto quella italiana, è un’arte complessa e affascinante.

Ed ecco il parere di Paolo Talanca, responsabile della Redazione Musical-Letteraria del Premio Lunezia, sulla qualità dei testi delle canzoni del 58° Festival di Sanremo.

«Si può citare una canzone come quella dei Tiromancino – già Premio Lunezia della Critica 2005 –, Il rubacuori, che gioca su una geniale ambiguità tra il titolo che richiama una situazione da Don Giovanni, disimpegnata e ammiccante, e la tangibilità di cui parla la canzone: la drammatica e tutt’altro che disimpegnata realtà della perdita del lavoro nella descrizione delle azioni di un manager che licenzia trentacinque persone di un’azienda. Il “rubacuori” diventa così, nella pragmatica testuale, un soggetto che con quest’azione ruba la vita della gente, delle famiglie che campavano con quello stipendio. Molto riuscita è anche la citazione di Friedrich Nietzsche nel passo “Il modo in cui dirglielo, la faccia da fare/ sono al di là del bene e del male”, apparentemente buttando lì con noncuranza il titolo dell’opera nicciana, ma catturandone sapientemente tutta la valenza di forma e contenuto.

Merita un occhio di riguardo, inoltre, l’atmosfera del testo della canzone A ferro e fuoco, di Mario Venuti, che sembra rispolverare lo stile dell’amor cortese medievale, della “fin’amor” cavalleresca dei trovatori provenzali, con “duelli di cappa e spada”, per combattere il fato e guadagnarsi l’amore della bella. I rimandi testuali ammiccano a questo stile ad esempio nel passo “Se mi battessi per avere un tuo sorriso/ a singolar tenzone”. Sarà curioso ascoltare la musica di questo brano, musica che, a detta dello stesso Venuti, mescolerà sonorità rock allo stile medievaleggiante: l’arte che nasce dall’unione della diversità, perfetta complicità, tanto ricercata dal Lunezia, tra musica e testo.

E ancora il Premio Lunezia non può non prestare viva attenzione a un brano come quello di Eugenio Bennato, Grande sud, dal testo che esprime già tutta la magia del miscuglio di particolarismi di tutti i sud del mondo. Il testo unisce buone immagini poetiche a metafore riuscite, come la voce dei braccianti che diventa canzone, canzone del vivere che nel testo diventa memoria storica tramite l’uso del dialetto: e si trova una grande varietà di dialetti, dal sud dell’Italia – il napoletano e il pugliese – allo swahili del Mozambico, fino alla lingua araba. La lingua si fa musica del cuore, della sofferenza e già vengono fuori mille colori e ritmi frenetici: l’uso dei diversi dialetti rappresenta un metodo meta-poetico, in cui il messaggio di fratellanza nella sofferenza e la visceralità dell’essere uomini si racconta nell’arma che permette alle persone di comunicare – la lingua, appunto –, facendolo con ciò che meglio descrive le proprie radici, la propria terra, il proprio essere.

L’esempio di uso sapiente della lingua si ha anche nella canzone di Frankie Hi-Nrg MC. Il testo di Rivoluzione, infatti, è tutto giocato nei paradossi della società, denunciandoli tramite le immagini e tramite dei giochi semiotici degli stessi termini: passi come “Afa tutto l’anno – più brevemente affanno” o “Non si fa la rivoluzione, l’hanno detto in televisione… chi c’è andato che delusione! Era chiuso anche il portone” in cui la forza della frase idiomatica “Si chiude una porta, si apre un portone” dà per scontata la prima parte spiazzando così l’ascoltatore, che comprenderà d’impatto solo a livello inconscio il gioco di parole.

Questi stratagemmi servono come le frasi chiare per rendere la sensazione di paradosso e denuncia che è presente in tutto il testo e per temi importanti: il nepotismo, la corruzione, l’egoismo, espressi anche in modo ben più diretto come nel passo “Mettiamo al bando i vertici politici”.

I tre livelli di espressione – di costruzione inedita; di partenza dall’edito e abusato per creare l’inedito; di costruzione edita e abusata – dimostrano una forte padronanza del mezzo espressivo.

Infine va segnalato anche il bel testo di Colpo di fulmine, canzone che sarà cantata in coppia da Giò Di Tonno e Lola Ponce, scritta da Gianna Nannini. Il testo è un duetto che descrive lo scoccare della scintilla d’amore tra il personaggio della Commedia di Dante Pia de’ Tolomei – delicatissima figura del V del Purgatorio – e il marito Nello dei Pannocchieschi. Il duetto descrive la nascita dell’amore, il fuoco che avvampa all’improvviso e ciò che davvero lo rende unico è la consapevolezza che quell’amore finirà male, col marito che ucciderà la moglie, probabilmente rinchiudendola in una torre della Maremma: è un dettaglio imprescindibile perché in questo senso assume maggior valore la dolcezza voluta dal testo, l’estasi sognante di un amore che si è voluto fermare alla descrizione dell’attimo. Il testo sembra rivendicare l’inimitabile momento fotografico della nascita dell’amore, alchimia sempre inspiegabile – importante e inequivocabile l’inizio: “Il cuore è chimico/ la notte è magica” – e sempre preziosa, anche in una storia finita così atrocemente. Qui si descrive l’amore e, anche se solo per questo attimo, l’amore vince, come a dire: “Anche in tutta questa inumanità, quest’attimo d’amore ha tutta la bellezza del fiore che sboccia, di un momento eterno”.

Ciò che noi del Lunezia abbiamo cercato di catturare sono dei momenti che ci sembravano interessanti ...»

Paolo Talanca
Responsabile Redazione Musical-Letteraria
Premio Lunezia
Stefano De Martino
Autore Premio Lunezia

Lunezia - Sito ufficiale: www.lunezia.it
Lunezia - Official MySpace: www.myspace.com/premiolunezia

SANREMO: BAUDO, NON PIU' SOLO TRADIZIONE E LENTEZZA
(Fonte: ANSA) - ''Abbiamo cercato di migliorare l'appeal per un pubblico giovane in tutto il festival, almeno sul piano della freschezza''. Intervistato da Il Giorno, Pippo Baudo anticipa le caratteristiche di Sanremo 2008. E assicura: ''Sanremo quest'anno non e' piu' solo tradizione, passatismo, lentezza, ripetitivita'''. La presenza di Chiambretti, sottolinea Baudo, ''e' fulminante. Elio e le storie l'altra faccia della luna. Io mi sento un anziano allegro in una gabbia di giovani matti molto creativi''. Con Pippo, dice a sua volta Chiambretti, anche lui intervistato da Il Giorno, ''e' una continua partita a scacchi in cui lui e' la Regina ed io il Re, io l'Alfiere e lui la Torre. Non si puo' mai sapere come andra' a finire con gli sforamenti, le telepromozioni e le critiche, ma la partita e' stata preparata bene''.

Finley, dai campetti di periferia fino a Sanremo
(Fonte: La Gazzetta dello Sport di Max Cavallaro) - Alla 58° edizione del festival della canzone italiana ci saranno anche loro. Il quartetto rock che si è saputo imporre nelle classifiche dscografiche ma che fino a poco tempo fa giocavano nei campionati dilettantistici di Legnano, la loro città
MILANO, 18 febbraio 2008 - Rock giovane. Animo ribelle. Un po’ come quello dei campioni in erba del momento. Enfant prodige. Stare in campo non è come stare su un palco. Ma quasi. Quel senso di esaltazione che arriva dal tifo o dai fans innamorati infatti, è molto simile. Pura energia. Sia se suoni in un concerto, sia se giochi una partita. E c’è poi chi, queste esperienze è riuscito a viverle entrambe. Davvero. E anche se il Legnano 2 o l’Arconatese non hanno supporter tali da riempire un decimo di San Siro, sono bastati comunque, a far tirar fuori la giusta "adrenalina", a quattro future rock star. I Finley. Pedro voce, Ka alla Chitarra, Ste al basso e Dani alla batteria. Tutti ventenni (classe ’85). I golden boy della musica italiana. Già tra i big di Sanremo 2008. I Paloschi e Balotelli delle sette note. E chi lo avrebbe mai detto? Non di certo i loro ex allenatori.
MUSICA E PALLONE "Fare il calciatore? Non mi sarebbe dispiaciuto. — Racconta Pedro, cantante della band —. Ero sì, un buon giocatore ma mai come Pirlo. Lui è un talento incredibile. L’unico al mondo per me, che da solo sa dare un gioco a una squadra. Però — continua — quando ho iniziato a giocare, mi avevano assegnato il ruolo di libero e Franco Baresi era il punto di riferimento. Mio nonno poi, mi ha fatto innamorare anche del Toro. Anni fa riuscii persino ad avere la maglia di Maltagliati. Ma tutti questi campioni, per un ragazzo che giocava nell’Arconatese sembravano irraggiungibili". "Giocavo con Pedro — interviene Ste — era forte! Io invece, avevo cominciato come fluidificante. Quanto correvo...". Tanto calcio, già, ma il nome del quartetto deriva però da un celebre cestista: Michael Finley. "Cercavamo un nome dal respiro internazionale — spiega Pedro — e Finley suonava bene. Lo abbiamo scelto perché siamo appassionati anche di Nba". "E poi perché noi siamo in quattro — interviene ancora Ste — e lui sulla maglia, porta il medesimo numero. In più Finley, è un giocatore che esprime tanta energia come quella che noi mettiamo sul palco".
GIOCO DI SQUADRA Prende la parola Ka, il chitarrista: "Noi però, ci sentiamo una squadra. Come succede nello sport. Io ho giocato nel Legnano 2 insieme al nostro batterista Dani, ma ho cominciato a soli 8 anni nel Santi Martiri. Ero un calciatore alla Tacchinardi se proprio devo fare un paragone. Proprio lui che giocava insieme al nostro amico Gianluca Pessotto. Impazzivo però per Fabrizio Ravanelli. Si capisce di che squadra sono tifoso...". Pedro poi aggiunge: "Abbiamo tutti un ricordo indelebile del calcio dilettantistico di provincia. E stata per noi una scuola di vita". "Sì, ma io non giocavo mai — commenta Dani — ero sempre in panchina. Meno male che avevo l’iPod. Qualche partita a carte nell’attesa di entrare in campo ci sarebbe stata bene... scherzo!". "Noi siamo molto amici — spiega Ste —, ma i ragazzi che tentano di emergere nel calcio secondo me, non hanno tempo di instaurare rapporti umani profondi. Sono così intenti nella ricerca di un’affermazione personale che passano sopra ogni cosa. Anche sui compagni, pur di farsi notare e strappare un contratto con un grande club". "Noi Finley siamo invece molto uniti — chiosa Ka — ma i calciatori hanno sempre le ragazze più belle! Dimenticavo, a proposito di girls, per me Sanremo lo vince la Tatangelo!".

SANREMO: DA CAVALLI ABITI SU MISURA PER BIANCA GUACCERO
(Fonte: ANSA) - Saranno abiti disegnati appositamente per la sensualita' esuberante di Bianca Guaccero quelli di Roberto Cavalli per una delle serate del festival di Sanremo. Lo stilista fiorentino ha immaginato abiti seducenti ed eleganti, caratterizzati da motivi floreali, pensati per esaltare la femminilit… mediterranea e solare di Bianca Guaccero, che con Andrea Osvart sara' sul palco dell'Ariston dal 25 febbraio al 1 marzo per la 58/ma edizione del festival di Sanremo presentato da Pippo Baudo e Piero Chiambretti.

ELIO E LE STORIE TESE, NUOVO CD E DOPOFESTIVAL
(Fonte: ANSA di Paolo Biamonte) - ''Il lavoro di Elio e le storie tese non e' facile, ma ci vuole qualcuno che lo faccia perch‚ in Italia e' necessario. Costa fatica perch‚ bisogna mettere d'accordo tante teste ed e' per questo che ci abbiamo messo cinque anni prima di fare il nuovo cd''. Elio, insieme alle Storie Tese, e' a Sanremo a preparare il Dopofestival. Nel frattempo c'e' da parlare di 'Studentessi', il nuovo cd che esce mercoledi' allegato a La Repubblica. La band e' sempre stata incline a ospitare nei loro dischi 'colleghi', come tengono a chiamarli, ma in questo caso fanno le cose in grande chiamando Claudio Baglioni, Giorgia (''sono un suo fan, sono convinto che se fosse stata americana sarebbe stata famosa in tutto il mondo''), Antonella Ruggiero, Paola Cortellesi, Claudio Bisio, Irene Grandi e perfino Carla Fracci in veste di voce narrante. Parte dei brani e' affidata alle cure musicali di Demo Morselli. '''Studentessi' continua la nostra tradizione sia di copertine con immagini forti che di ospiti. Abbiamo cominciato dalla mucca con I piedi di donna e dalla faccia di un nero mescolata a una di una bianca bionda e siamo arrivati a oggi con la lumaca al posto delle labbra - spiega Elio - Il nostro primo disco e' del 1989 e andando avanti nel tempo sono cresciute qualita' e quantita'. E anche la tecnologia, al punto che gli ospiti noi non li abbiamo mai incontrati, abbiamo fatto tutto attraverso il telefono e il computer''. Il principio che ispira la musica di Elio e le storie tese e' spiegato bene nelle esilaranti note su 'Heavy samba', dove ci sono la Fracci e Irene Grandi e dove si legge che ''la bossa nova e' bellissima ma alla lunga soprattutto quando diventa lounge rompe le balle''.''Il nostro limite, se e' un limite, e' che ci annoiamo presto, da qui la varieta' di generi e situazioni che proponiamo''. 'Parco Sempione', dedicato alla chiusra del parco milanese da parte del governatore Formigoni, e' il singolo gia' adottato dalle radio. Con 'Il pippero' la band fini' prima in classifica ma, dice Elio, ''bisogna esserci nati per fare i singoli''. A proposito di singoli, Faso aggiunge: ''il downloading e l'Mp3 mi sembra che ci abbiano riportato all'epoca del 45 giri: I ragazzi ascoltano canzoni, non succede piu' come accadeva a noi all'epoca del vinile che si impazziva per una band e ci si comprava tutti i dischi, tipo Police, Genesis, Gentle Giant. Proprio per questo faremo uscire 'Studentessi' in vinile a tiratura limitata''. Quanto al Dopofestival, Elio anticipa che sara' ''una nostra interpretazione che partira' dall'idea di non puntare sulle chiacchiere ma sulla musica. Vogliamo approfittare della presenza contemporanea di tanti cantanti per fare ascoltare della musica, magari in chiave di parodia: come ha detto Max Gazze', di solito ci incontriamo negli autogrill, quando ci ricapita piu' di stare tutti qui?''. Proprio con la parodia delle canzoni del Festival del 1990 suonate live in un club di Sanremo, Elio e le storie tese si sono fatti conoscere dalla stampa italiana. ''E' sotto gli occhi di tutti che nella musica c'e' una crisi di creativita': si tende a fare delle fotocopie e a produrre dischi un tanto al tocco. Vogliamo far vedere che le nostre fotocopie sono piu' varie''.

 

ISCRIVITI ALLA NUOVA NEWSLETTER DI LINKSANREMO.IT







 

 

Sanremo 2000 Sanremo 2001 Sanremo 2002 Sanremo 2004 Sanremo 2005 Sanremo 2006 Sanremo 2007

.

Google
 

© 2007/2008 - Francesco Silvestri - All rights reserved