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30 GENNAIO 2008

 

SANREMO: FIMI,GRATUITE E INFONDATE ACCUSE BAUDO A DISCOGRAFICI
(Fonte: AGI) - L'industria discografica scende in campo a muso duro: non ha gradito le dichiarazioni di Pippo Baudo sui presunti complotti per impedire la pubblicazione del brano di Federico Zampaglione ("Il rubacuori") in gara a Sanremo. Le affermazioni del direttore artistico del festival - sostiene la Fimi, l'associazione che raccoglie l'industria discografica - "sono gravi, lesive e prive di qualunque fondamento". L'attacco e' frontale. "Pippo Baudo - precisa il presidente della Fimi, Enzo mazza - ha voluto trasformare quella che e' una semplice disputa contrattuale tra un'etichetta e un artista in un caso, dando in pasto alla stampa informazioni distorte e lontane dalla realta' al fine non ben chiaro di attaccare le stesse aziende che peraltro tengono in piedi il festival con oltre il 30% degli artisti in gara e il 100 % dei super ospiti italiani e internazionali". Aggiunge Mazza: ""Le presunte teorie 'complottiste' presentate da Pippo Baudo, secondo le quali le aziende discografiche non vorrebbero che si parlasse della crisi e dei tagli nel personale, sono smentite dai fatti. Proprio Fimi ed altre associazioni di categoria lo scorso 22 novembre, insieme ai sindacati, hanno lanciato l'allarme sulla crisi con comunicati, dati di mercato e appelli alle istituzioni che spesso e volentieri la stampa ha ignorato. Se Baudo intendesse affrontare seriamente il problema, e non con strumentali polemiche, inviti i politici di entrambe le coalizioni ad un pubblico dibattito al Festival di Sanremo, per parlare della crisi ed offrire soluzioni ad un settore che da oltre 10 anni attende una norma di sistema." Quanto alla crisi del mercato discografico, dal 2004 ad oggi sono stati registrati - e' sempre la Fimi a parlare - "cali del 30% nel mercato e del 20% negli impiegati del comparto, oltre alla contrazione degli investimenti. La forte presenza del fenomeno della pirateria, che copre oltre il 23% del mercato, aggravato sul fronte digitale, il lento decollo dell'offerta online non ancora in grado di compensare il declino del mercato dei supporti fisici, hanno portato a drastiche riduzioni dei livelli occupazionali e a consistenti cali di fatturato che hanno colpito l'intera filiera, dalla grandi alle piccole e medie aziende".

Sanremo, la bionda e la bruna vallette a sere alterne

(Fonte: Il Giornale di Paolo Giordano) - Sanremo - Pronti, via, qui al Casino i comandanti del Festival la sanno lunga prima ancora di scendere in campo: da sinistra al tavolo della conferenza stampa di presentazione ecco Piero Chiambretti (terza partecipazione, un dilettante al confronto degli altri), il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce (sesta volta, record tra i direttori) e poi Pippo Baudo (tredicesima, record assoluto e bye bye Mike Bongiorno). Non fosse per le due vallette, Bianca Guaccero e Andrea Osvart, sarebbe la sagra del già visto e fin qui poco male: il Festival di Sanremo deve essere rassicurante, non è più tempo di sperimentazioni e difatti ci sarà pure una celebrazione dei 50 anni di Volare. Però, oddio, qualche novità non guasterebbe. E allora Baudo precisa: «Il Festival non diventerà la solita liturgia». Seguiamola (e poi amen).
Vallette intercambiabili Per non farsi mancare nulla, si inizia lunedì 25 febbraio perché al mercoledì ci sarà la pausa calcio (e Baccini e Povia faranno il loro beato controfestival a due passi dall’Ariston). La novità è che le vallette arrivano col contagocce: Bianca Guaccero, che ballerà e canterà, sarà forse la primadonna della serata d’esordio, poi al martedì toccherà alla Osvart, che è ungherese ma parla l’italiano meglio di tanti presentatori e solo al giovedì le vallette si riuniranno insieme sul palco. Loro due, così giovani così spaurite, fanno tenerezza, forse non sanno che cosa le attende ma se ne accorgeranno senz’altro al martedì mattina ore 10: quando arriveranno i dati Auditel della prima serata. Comunque il loro ritratto più bello l’ha già fatto Chiambretti: «La Osvart sembra Mata Hari, la Guaccero ha un volto neorealista tipo Anna Magnani». Meglio di così.
Gli ospiti poco kolossal Baudo, che se ne intende, ha citato Concetto Marchesi: «Tutto è perduto, tranne l’ospite d’onore». In attesa di conoscere gli ultimi nomi, ieri è stato confermato l’arrivo di Leona Lewis, di Lenny Kravitz e della rinata Kylie Minogue con tanto di balletto e piume di struzzo. E al conto finale ne mancano ancora un paio (oltre ad Annie Lennox con i Tiromancino e forse Michael Bolton con Anna Tatangelo per i duetti). Poi gli italiani. Saranno tutti o quasi al venerdì: Jovanotti, Antonello Venditti, Giorgia, probabilmente Gianni Morandi e Fiorella Mannoia più un altro ancora da confermare. Insomma, non ci sarà quella grandeur che tante volte ha appesantito lo show. Baudo dice: «È roba da provinciali», e quindi niente divi del cinema, che sono hollywoodiani anche nel cachet. Viva l’orgoglio italiano (almeno qui).
L’attualità Il Festival è lungo cinque giorni cioè «dura di più di un governo di centrosinistra» come dice Piero Chiambretti. Che, se le cose andranno bene, non festeggerà con «i cannoli» come Totò Cuffaro ma con «gli agnolotti». Ma nel frattempo, annuncia Baudo, «faremo uno spettacolo intelligente perché siamo in un momento politico particolare». Lo disse persino alla sua prima conduzione, nel ’68, pensate un po’.
La polemica Lasciate perdere quella di Baccini e Povia, esclusi e felici. La polemica di quest’anno la fa Federico Zampaglione dei Tiromancino in un’intervista su Repubblica. In sostanza ha detto: ho un brano contro le aziende che licenziano personale, la mia casa discografica Emi, che sta licenziando, non lo voleva ma io andrò a Sanremo lo stesso anche se la canzone Il rubacuori non sarà nella compilation. Baudo dispiaciuto parla di «interpretazione riduttiva», di attacco alla «libertà di espressione» ai danni dei Tiromancino e tira in ballo addirittura Bob Dylan. Vedremo. Oggi si chiuderanno le liste delle compilation festivaliere, quindi ci sarà il verdetto finale. E i Tiromancino sono già in trattative con l’etichetta Edel per pubblicare il loro cd. Di sicuro oggi va di moda prendersela con le major, Emi in testa. Ma, più che per una battaglia libertaria, gli artisti sembrano agitati per una questione economica. Una noia. Che volete, non ci sono più le popstar di una volta.


PIPPO BAUDO, DALLA FIMI ASPETTAVO GRATITUDINE HO SEMPRE DIFESO GLI INTERESSI DELLA MUSICA ITALIANA
(Fonte: ADNkronos) - "Dalla Fimi mi sarei aspettato gratitudine, invece che dichiarazioni offensive: sono sempre stato un difensore degli interessi della musica italiana, lo dimostrano i miei programmi dove ospito per la maggior parte artisti italiani contribuendo, credo, a fare da cassa di risonanza ai loro dischi". Pippo Baudo replica cosi' alla Federazione dei discografici italiani. ''Sono venuto a conoscenza da dichiarazioni rilasciate da Federico Zampaglione che i 'Tiromancino' hanno trovato difficolta' perche' la loro casa discografica gli ha impedito di partecipare al Festival di Sanremo e che le case discografiche -aggiunge Baudo- si sarebbero messe addirittura d'accordo per non inserire il brano nella compilation degli artisti. Ho espresso solidarieta' a Zampaglione, non ho fatto accuse alla Fimi. Sono contento che a Sanremo in gara ci sia il 30% degli artisti iscritti alla Fimi, sarei felice che ce ne fossero anche di piu'". E che sia un sostenitore della musica italiana lo dimostra, aggiunge il conduttore del festival di Sanremo "anche la serata del venerdi' dove a Sanremo ci saranno i superospiti italiani. Se poi Enzo Mazza parla di opportunita' e delicatezza, ricordo che e' stata la Fimi a dichiarare inopportunamente la morte del Festival di Sanremo quando il nostro debutto era alle porte.''

SANREMO: MINGHI, BISOGNEREBBE FARNE DUE L'ANNO
(Fonte: ANSA) - ''Di Festival di Sanremo ce ne vorrebbero due l'anno, perche' cosi' daremmo 60 canzoni al mercato discografico, la gente canterebbe i brani sanremesi come faceva una volta e la nostra musica arriverebbe anche all'estero'': a lanciare la proposta e' Amedeo Minghi, a margine della presentazione della serata Cuori di pace in Medio Oriente, in programma sabato 2 febbraio all'Auditorium, promosso dalla Provincia di Roma per festeggiare i 40 anni di carriera dell'artista. Pippo Baudo ieri a Sanremo ha affermato che in un'Italia in crisi dal punto di vista politico, e discografico, il festival e' destinato a resistere: ''Come si dice, lo spettacolo va avanti - commenta Minghi, in gara con il brano Cammina Cammina -. Noi non ci fermiamo. Non e' che se il governo cade smettiamo di cantare o la gente non va piu' a lavorare. Anzi, mi piacerebbe che la mia proposta di fare due festival l'anno venisse accolta''. A Sanremo 2008 Minghi ritrovera' Mietta, anche lei in gara tra i Big: ''Diciotto anni fa a Sanremo eravamo in coppia con Vattene amore, che ormai cantano tutti e che tratta un tema serissimo. Poi ognuno lo vive come vuole'', aggiunge riferendosi al celeberrimo refrain 'Trottolino amoroso'. Anna Tatangelo al festival porta un pezzo, Il mio amico, che tratta l'omosessualita': ''Ognuno fa come vuole - risponde -. Cantare d'amore, per me, e' sociale. La mia canzone e' una promessa d'amore, con quelle parole semplici che ogni donna vorrebbe sentirsi dire''. E conclude: ''Aveva ragione John Lennon quando cantava All You Need is Love, tutti hanno bisogno d'amore''.

 

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