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a cura di Paolo Perlotti
www.myspace.com/paolofilippo
Finalmente si apre ufficialmente il Cinquattottesimo
Festival della Canzone Italiana di Sanremo!
Piero e Pippo: che spettacolo!
Dopo un anno esatto si riaccendono i riflettori sulla
manifestazione più importante d’Italia: il Festival di Sanremo. E
quest’anno lo fa proprio in grande stile: un inizio spettacolare, con
Piero Chiambretti che, in veste di secondo padrone di casa scalda un
pubblico che, per antonomasia, non è poi così caldo. Straordinaria la
gag con i dodici sosia di Pippo Baudo, ciascuno rappresentante una
conduzione del festival. Grandissima inoltre l’entrata di Pippo XIII
che, come un deus ex machina, appare dalle fondamenta del teatro. Sono
passati venti minuti dall’inizio della kermesse e tuttavia si capisce
che sarà un gran festival.
E grande lo è stato, soprattutto per le canzoni: livello molto alto e,
cosa molto importante, sono tornate ad essere le vere protagoniste della
serata. Prima di parlare di queste, tuttavia, permettetemi di
ringraziare pubblicamente Andrea Osvart: brava, bella, in un’unica
parola: perfetta. Complimenti!
Ma arriviamo alle canzoni. Quest’anno stilerò una classifica personale
che abbiamo deciso di chiamare “In e out”: ogni giorno mostreremo chi
sale e chi scende dall’olimpo delle posizioni, dando anche un parere e
una motiviazione. Contrariamente all’anno scorso, in questa prima
puntata sono stato abbastanza severo: in questo modo posso apprezzare al
meglio le prossime puntate. Si sa, le canzoni, per piacere, hanno
bisogno di ben più di un unico ascolto. Ma andiamo con ordine.
Paolo Meneguzzi: l’inizio è tipicamente “meneguzziano”, l’inciso forse
un pò troppo rindondante. Molto buono l’intervento dei violini. Attendo,
come detto poco fa, un secondo ascolto. Per il momento, il livello di
partenza è di 5/10 (in tendenza, naturalmente, a salire).
L’Aura: Canzone molto orecchiabile, dal buon inizio: ha molti elementi
d’innovazione rispetto alla classica melodia sanremese. Voce
meravigliosa, peccato che, a causa di un problema tecnico, fosse poco
presente. Livello di partenza: 7/10
Milagro: è come vedere una persona allo specchio: stessa voce, stesse
note eseguite, stessa gestualità. Forse bastava solo un cantante. La
canzone è un pò acerba, l’elemento migliore è stato il tappeto di archi
durante il secondo inciso. Livello di partenza: 5.5/10
Toto Cutugno: non male l’arrangiamento di chitarre e violini. Peccato
per le stonate, dettate forse dall’emozione. Livello di partenza: 5.5/10
Frankie Hi Nrg: stupendo l’inizio alla Morricone e l’ingresso delle
trombe. Testo con un profondo significato e arrangiamento molto
coinvolgente. Premio all’originalità dell’abito. Livello di partenza:
8/10
Andrea Bonomo: la voce c’è, peccato per l’arrangiamento che mostra i
limiti del brano: sembra che alla melodia manchi quella marcia, quel
colpo di coda che potrebbe lasciare il segno. E questo è stato notato
dalla giuria, che ha eliminato il brano. Peccato.
Fabrizio Moro: rispetto all’anno scorso, canzone molto più sommessa, che
forse deluderà un pò. In realtà è da riascoltare, perchè ha molte
potenzialità. Punto di forza: il testo. Livello di partenza: 6/10
Frank Head: er Piotta la vendetta. Ovviamente scherzo... ma è stato
simpatico vederli entrare. Ritmo divertente, consono al terzetto.
Peccato per il fatto che, a volte, non cantavano all’unisono. Inciso
molto semplice ed orecchiabile. Da radio (o da festa). Livello di
partenza: 6/10
Anna Tatangelo: Canzone da cui traspare la paternità di D’Alessio,
mentre l’interpretazione è tipicamente quella della cantante. Testo
ambivalente: parole e metafore azzeccate ma accostate a rime –purtroppo–
scontate. Livello di partenza: 5.5/10
Michele Zarrillo: Zarrillo è un cantante che non si smentisce mai:
poetico, mai scontato. Una delle canzoni più ritmate dell’artista
presentate fin’ora a Sanremo. Buono il testo e l’arrangiamento. Livello
di partenza: 6.5/10
Melody Fall: canzone che sicuramente piacerà alle teen-agers e che molto
probabilmente avrà successo in radio. Molto apprezzato l’utilizzo delle
trombe nell’inciso. Finalmente si odono le seconde voci al festival!
Peccato, però, che il gruppo non passa il turno.
Eugenio Bennato: peccato per il microfono basso, perchè altrimenti il
brano avrebbe reso il doppio. Ritmo travolgente, buona l’idea dei cori e
dei cantanti in sottofondo. Attendo un secondo ascolto, confidando in un
contributo migliore della tecnologia. Livello di partenza: 5.5/10
Daniele Battaglia: l’emozione gioca brutti scherzi: si è notato il suo
sforzo di portare di un tono superiore l’intonazione. Il risultato però
è molto scarso e il pubblico decide di non ammetterlo alla serata di
giovedì. Peccato per le numerose stonate ma Sanremo è anche questo:
tanta emozione!
Max Gazzè: inizio favoloso con lo squillo del telefono. La canzone, poi,
non è da meno: rime baciate ma mai scontate, parole azzeccate, finale
alternativo. Bravo! Livello di partenza: 8/10
Valerio Sanzotta: brano per nulla scontato, interessante
l’arrangiamento. Forse (per essere pignoli) ci voleva una voce meno
sottile. Consiglio per gli studenti: imparate il testo! Vi servirà per
le interrogazioni di storia! Livello di partenza: 7/10
Giua: canzone molto minimalista, agli antipodi della musica
baroccheggiante. Buona l’idea di unire il cantato al recitato.
Cristicchi docet! Livello di partenza: 6/10
Tricarico: uno dei migliori testi di questa sera: brillante, a tratti
malinconica, poetica. Arrangiamento meraviglioso. Qualche pecca
d’intonazione gliela perdoniamo. Come ha detto Baudo “il Festival può
stordire”. Livello di partenza: 7/10
Termino con l’applaudire, oltre che Pippo, Piero e Andrea, i quattro
giovani che passano il turno: Giua, Frank Head, Milagro e valerio
Sanzotta. A Daniele Battaglia, Andrea Bonomo e ai Melody Fall, invece,
faccio un grande in bocca al lupo per il futuro, sicuro che
raggiungeranno grandi soddisfazioni!
Ed ecco, per riassumere, la graduatoria Big e Giovani che vedrà gli In e
Out di queste sere:
BIG
Frankie Hi Nrg - Rivoluzione 8/10
Max Gazzè – Il solito sesso 8/10
L’aura – Basta! 7/10
Tricarico – Vita tranquilla 7/10
Michele Zarrillo – L’ultimo film insieme 6.5/10
Fabrizio Moro – Eppure mi hai cambiato la vita 6/10
Eugenio Bennato – Grande Sud 5.5/10
Toto Cutugno – Un falco chiuso in gabbia 5.5/10
Anna Tatangelo – Il mio amico 5/10
Paolo Meneguzzi – Grande 5/10
GIOVANI
Valerio Sanzotta – Novecento 7/10
Frank Head – Para parà ra rara 6/10
Giua – Tanto non vengo 6/10
Milagro – Domani 5.5/10
A domani!
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