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biografica, discografica e fotografica: Linksanremo.it
già al Festival di Sanremo nel 1988 (con i
Denovo), 2004 e 2006 (con gli Arancia Sonora)
I destini di alcuni di noi
paiono segnati sin dalla nascita. Quando Mario Venuti con la sua band di
allora, i Denovo, mette piede per la prima volta nel mercato
discografico è il 1984 e lui è un ragazzino appena 21enne. Tutto
deve ancora accadere eppure tutto è già successo.
Mario Venuti è nato il 28 Ottobre del
1963, a Siracusa – ma ha vissuto anche a Messina, a Palermo e,
ovviamente, a Catania, che è tuttora la sua città.
Quello che accade è che da bambino scopre i dischi dei Beatles: li trova
in casa e poi li ascolta in radio, in tv ed è una specie di
folgorazione. Non solo per la band di Liverpool, soprattutto per la
musica come per l’arte in genere. Così, finite le scuole medie, si
iscrive all’Istituto d’Arte.
Non si accontenta di
ascoltare. Inizia a studiare e suonare il pianoforte, poi tocca a
chitarre, sassofono e flauto traverso. A 17 anni ha già scritto
le sue prime canzoni.
Agli inizi degli anni ’80,
c’è un fermento di cose nuove che attraversa la musica, e in Italia. una
“nuova ondata” di artisti raccoglie e rilancia l’eccitazione di quei
giorni. Mario è a Catania dove incontra tre giovani musicisti con cui
forma i Denovo. Lui suona la chitarra, canta (alternandosi a
Luca Madonia) e scrive. Nel 1982 partecipano al Festival
Rock Italiano di Bologna: arrivano secondi, dietro a una band
fiorentina, i Litfiba.
Le cantine e i garage si
riempiono di amplificatori, microfoni e chitarre, ragazzi che provano e
ci provano. È il nuovo rock italiano. Otto anni di onorata carriera per
la band catanese che mescola leggerezza e intelligenza, pop britannico e
aromi mediterranei; sfornando canzoni quali – Niente insetti su Wilma o
Se tengo il passo, giusto a citarne due– e cinque album che proclamano i
Denovo culto del pop italiano. Passano anche per il palcoscenico
di Sanremo: Sanremo Rock, la prima volta; il Teatro Ariston,
la seconda. Si scioglieranno nel 1990, ma il tempo non ne ha mai spento
il culto.
Siamo ai primi anni ’90,
Mario Venuti scrive sempre canzoni. È curioso, pieno di stimoli musicali
e culturali, ha bisogno di arricchirsi, come uomo e come musicista,
viaggia e arriva sino in Brasile, dove gusta e annusa l’aria e i colori
della terra del samba e della bossanova. Caetano Veloso diventa un’altra
sua personalissima icona.
La sintesi di questo nuovo
percorso la ritroviamo nel suo primo disco da solista, Un Po’ di
Febbre (1994). Un disco, eclettico e originale in cui Mario offre
una prova di grande maturità e canzoni di alto livello, in cui il pop si
riempie di fragranze e suggestioni brasiliane. I testi si mescolano alla
musica diventando suono essi stessi, creando un risultato avvolgente e
magico. Il singolo Fortuna si rivela una vera e propria hit radiofonica,
tanto convincente da fruttare persino una cover in portoghese dei
Brazilian Love Affairs, entrata in classifica anche in Italia.
Di Mario se ne accorgono in
molti anche quando collabora all’album d’esordio di una giovane artista
catanese - scoperta dal suo ex manager, Francesco Virlinzi. Si
chiama Carmen Consoli e il disco è Due Parole: lui
co-firma Amore di plastica, presentato a Sanremo Giovani nel 1996, e La
semplicità.
In quell’anno, esce anche
il secondo album solista di Mario, Microclima. Dieci episodi di
pop evoluto in un particolarissimo mix di elementi diversi,
inconfondibilmente marchiati dalla sua penna e dalla sua voce.
Già il titolo, esprime
tutto il mondo di Mario Venuti, autore di una musica che trova le
proprie radici in paesaggi sonori tanto diversi quanto affascinanti. Il
Mediterraneo si mischia ai Tropici , e il pop inglese compie escursioni
nella tradizione afro-brasiliana.. È un disco che conosce ancora le
suggestioni world del precedente ma le presenta come sottili venature.
Sempre nel 1996, a
pochi mesi di distanza dall’uscita di Microclima, Mario Venuti
riceve il Premio Max Generation, in occasione della
manifestazione Milano Vende Musica. Nel 1997 partecipa a
Sanremo Giovani con un brano di grande intensità e immediatezza, Il
più bravo del reame, preludio a un nuovo album che sposa insieme passato
e presente della sua produzione, accostando alcuni classici dei
Denovo ai principali momenti artistici della sua carriera solista.
L’album, intitolato Mai
Come Ieri (Giugno ’98) frutta a Mario un nuovo grande successo con
il brano che dà il titolo al lavoro, cantato in coppia con Carmen
Consoli.
Il successo del singolo Mai come ieri e
dell’album portano Mario, verso un lungo tour italiano in cui rimette a
fuoco la sua identità musicale.
Nel Maggio del 2001,
dopo la scomparsa di Francesco Virlinzi, discografico di Mario e
proprietario della Cyclope Records e in attesa di pubblicare il
suo nuovo lavoro, firma un contratto editoriale che lo lega alla BMG
Ricordi.
A Gennaio del 2003,
grazie all’etichetta discografica indipendente Musica & Suoni di
Nuccio La Ferlita, viene pubblicato Grandimprese.. 10 canzoni
anticipate dal singolo Veramente tra cui spicca anche una cover di
Monnalisa di Ivan Graziani. La popolarità di Mario esplode
attraverso la radio e le televisioni che trasmettono, senza sosta,
Veramente e il relativo videoclip.
C’è come una caratteristica di fondo nelle canzoni e nei dischi di
Mario, quella “leggerezza pensosa” di cui scriveva Italo Calvino:
che non è banalità, ma la capacità di restituire la semplicità e
l’esattezza delle cose. Grandimprese è il disco che segna un
ritorno più marcato alle chitarre, a un suono più rock e immediato.
A Marzo 2004, Mario
sale sul palco di Sanremo, per la 54° edizione del Festival della
Canzone Italiana. La sua Crudele vince due premi importanti e
prestigiosi: il Premio Mia Martini /Premio della Critica, e il Premio
Radio e TV Private.
Crudele è una piccola
gemma, che racconta il risvolto masochistico che spesso esiste nei
sentimenti e frutta una seconda vita al già lusinghiero Grandimprese
che, viene ripubblicato arricchito da tre inediti (Canzone stupida,
Nella fattispecie, Per causa d’amor) da Musica & Suoni e
distribuito da Universal.
Il pubblico, critica e
colleghi gli regalano elogi e apprezzamenti sinceri e continui. Scrive
canzoni per Raf , come per Sirya e la sua Echi
d’infinito vincerà Sanremo 2005, nella sezione donne, cantata da
Antonella Ruggiero. Segue il Grandimprese tour nel 2004 e
contemporaneamente partecipa al Coca Cola Live MTV e al Festivalbar.
Nel 2005 comincia a
preparare il nuovo disco ma lo abbiamo visto anche suonare a Roma, il 1
Maggio, dove canta La guerra di Piero di De Andrè insieme
alla PFM. È inoltre fra i protagonisti del tributo all’artista genovese
a Cagliari e del progetto Stazioni Lunari.
A luglio debutta al Teatro
Greco di Taormina nel musical Datemi tre caravelle – con Alessandro
Preziosi e Nicky Nicolai.
In mezzo a tutto questo ci sono le nuove
canzoni, 12, che compongono il nuovo disco e un contratto discografico
con Universal.
L’
album si chiama Magneti ed è anticipato dal singolo
Qualcosa Brucia ancora, una canzone scritta d’istinto,
dove la coscienza del proprio star bene non impedisce, appunto, che
qualcosa bruci ancora, ultrasuonato da tutte le radio, così come il suo
video trasmesso in alta rotazione su tutte le reti musicali e Un altro
posto nel mondo che, proposto a Sanremo 2006, suonato
insieme ad Arancia Sonora, la band con cui suona da oramai tre anni,
incontra i difficili favori sia della critica che del pubblico.
Magneti musicalmente chiude un po’ il cerchio di quanto
avvenuto nei precedenti dischi, suonato come Tropicalismo Mediterraneo;
dal punto di vista di temi e liriche (e anche questa volta c’è lo
zampino di Kaballà) è segnato dall’inquietudine di chi vuol vivere senza
lasciarsi sfuggire alcuna possibilità e dalla consapevolezza che i
rimorsi sono da preferire ai rimpianti.
Per
Magneti Mario ha scelto un tour per la prima volta interamente teatrale
che ha girato l’Italia tutta e non solo. Così le sue note, che hanno
prima viaggiato da Torino a Genova, Catania e Palermo, così come Milano,
Napoli, Bari, Roma e Cagliari, non si sono più fermate: nel Novembre
sono arrivate in Argentina e in Uruguay e Mario in prima persona ha
avuto il piacere e il privilegio di incontrare artisti e personalità di
spicco del mondo musicale sudamericano, l’amato Caetano Veloso su tutti.
A
suggello di un momento artistico così florido, ha ricevuto il
premio Lunezia per Sanremo 2006, assegnato per il valore
musicale e letterario alla sua Un altro posto nel mondo.
Ha partecipato alla XVII edizione del Musicultura
Festival di Recanati insieme a Niccolò Fabi ed ha partecipato alla
serata conclusiva, quella storica, all’Arena di Verona, del Festivalbar
2006, così come alla tappa di Trieste.
Senza per questo smentire il suo carattere discreto e riservato, Mario
Venuti è anche intervenuto nel palinsesto televisivo: Pop Life gli ha
dedicato una puntata sul canale satellitare Leonardo e sulla Rai è
andata in onda “La notte delle Sirene”, in cui è stato
ospite.
Instancabile, appena tornato, presenta MATERIA VIVA.
MATERIA VIVA è il primo DVD registrato da Mario per mettere nero su
bianco una stagione tanto lunga e intensa e i suoi punti (che possiamo
chiamare canzoni) più importanti.
È un
live registrato in una delle cornici teatrali più importanti al mondo,
quella del Teatro Antico di Taormina, in chiusura della tournèe estiva.
Il
DVD presenta l’intero concerto, ma anche zoomate precise e illuminanti
all’artista come all’uomo Venuti: che dalle interviste e dai contenuti
extra risulta, come sempre, una persona di cui c’è ancora molto da
scoprire.
Non a
caso il nuovo tour: Sulu, partito il 30 Marzo 2007 che
si è concluso contando oltre 50 date nei teatri e club di tutta Italia
con uno spettacolo intenso e raffinato, come tutta la musica di Mario
Venuti.
A fine 2007, Mario Venuti ritorna in studio a registrare nuove canzoni
tra cui la splendida “A Ferro e Fuoco” con la
complicità di un grande autore e musicista amico di sempre Pippo Kaballà
e con la regia di un insuperabile Claudio Guidetti, produttore e
arrangiatore del nuovo album in pubblicazione a Marzo 2008.
Grazie ad Enza di Musica & Suoni |