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biografica, discografica e fotografica: Linksanremo.it
già al Festival di
Sanremo nel 2006
Simone
Cristicchi nasce a Roma nel 1977 nel popoloso e popolare
quartiere Tuscolano, nei pressi di Cinecitta’. Con lui cresce il
suo cespuglio di capelli sotto il quale maturano parallelamente
la passione per il disegno e il fumetto ( è stato allievo del
grande Jacovitti ), e un amore autentico per la canzone d’autore
e non solo italiana: infatti oltre a Franco Battiato, Ivano
Fossati, Giorgio Gaber, Lucio Battisti, Sergio Endrigo, Paolo
Conte, Fabrizio De Andre’, Vinicio Capossela, l’adolescente
Simone ascolta Chico Buarque, Caetano Veloso, Nick Drake, Jeff
Buckley e Syd Barrett inquieta anima dei primi Pink Floyd.
Nel 1998, a 21
anni, il nome di Simone Cristicchi inizia a circolare tra gli
addetti ai lavori e nell’estate incontra il suo produttore
Francesco Migliacci. Per la sua profonda conoscenza del
repertorio e della poetica di Jeff Buckley, il cantautore
americano morto nel 1997 in circostanze drammatiche come il
padre, il leggendario Tim Buckley, Simone viene invitato ad
esibirsi nel 1999 a Milano in una serata tributo insieme a
Morgan dei Bluvertigo e Cristina Dona’.
Nel settembre del
2003 vince a Crotone il Cilindro d’ Argento, premio per
cantautori emergenti nell’ambito del Festival “Una casa
per Rino” dedicato a Rino Gaetano nella sua citta’
natale. Da qui inizia, al seguito dei CiaoRino, ottima cover
band romana del cantautore del “nonsense”, una intensa attivita’
live destinata a continuare con Max Gazze’, Niccolo’ Fabi,
Marlene Kuntz, artisti dei quali apre i rispettivi concerti.
Il 2005 e’ l’ anno
dell’ affermazione: in gennaio la firma del contratto
discografico con Sony Bmg; ad aprile l’uscita del fortunatissimo
singolo “Vorrei cantare come Biagio” (e relativo
video realizzato da Gaetano Morbioli), anticipata dall’anteprima
che lo stesso Biagio Antonacci – intelligentemente – decide di
offrire il 12 aprile al giovane Simone cedendogli il
palcoscenico del Palalottomatica di Roma per questa curiosa
canzone “presa in giro” che in realta’ e’ un ironico e raffinato
j’accuse ai meccanismi dell’industria discografica.
La canzone arriva
rapidamente nelle zone alte della classifica radiofonica e di
vendita dei singoli: si aprono le porte del Festivalbar,
e dopo quattro esibizioni arriva, di fronte ad una platea
immensa, la serata finale del 14 settembre all’ Arena di Verona
in diretta televisiva.
Nel corso del 2005
arriva una vera e propria pioggia di premi e riconoscimenti:
vince il Premio Musicultura ( gia’ Premio Recanati ) e
anche la Targa della critica con il brano “Studentessa
universitaria” che verrà inserito nell’album di debutto;
e’ tra i vincitori del Premio Giorgio Gaber nell’ambito
del Festival del Teatro Canzone di Viareggio.
Vince ancora il Premio Carosone come migliore canzone
ironica; si rivela “artista dell’anno” nel Festival “Dallo
Sciamano allo Showman” ( Premio Renzo Bigi
Barbieri); vince, nell’ordine, il Premio Nielsen, il
Premio Charlot ( migliore canzone comica), il Premio
Mei (Artista rivelazione ), il Premio Internazionale
delle Arti Leone d’Argento di San Marco, il Premio
della critica di Musica e Dischi, il Premio Lunezia ed
ultima arrivata la Targa Tenco.
Il 23 settembre,
preceduto dal secondo singolo “Studentessa universitaria”,
momenti di vita e solitudine di una “fuori sede” descritti con
grande sensibilita’, esce il primo album “Fabbricante di
canzoni”.
Simone ha
finalmente modo di rivelare, in una generosa manciata di canzoni
di immediata comunicazione, le sue due anime: quella gia’ nota,
irriverente, ironica, e quella intima, poetica, osservatrice dei
sentimenti, diretta erede della sua formazione legata alla
grande canzone d’autore. Una appartenenza che nel disco si
dichiara a livelli altissimi nel duetto con Sergio Endrigo
“Questo e’ amore”, una emozione pura firmata dal
grande artista istriano che purtroppo scompare prima di potersi
riascoltare nel disco di questo giovane intelligente che ha la
rara qualità di essere autenticamente trasversale in senso
generazionale. Nel disco compare anche, nella ghost track, il
suo alter ego Rufus, creatura orribile che si impossessa del
Cristicchi “buono” e romantico per rivelarsi in tutto il suo
cinismo e malvagita’. Il personaggio talvolta irrompe, non
atteso, negli spettacoli di Simone: un Mr.Hide comico, fantasma
di un palcoscenico che Simone domina a meraviglia.
“Fabbricante di
canzoni” riceve critiche lusinghiere in Italia e all’estero,
tra cui una in particolare, quella del settimanale americano
“Stylus Magazine” che, selezionato il disco come “album of the
week” ( non accadeva dal 2003 per un disco italiano), così si
esprime attraverso la recensione del critico Edward Oculicz: “Mentre
la maggior parte degli artisti ha bisogno di guest-DJ, di un
guest-rapper o di una sezione di archi per diversificare la
musica ed introdurre un elemento di novità, Simone Cristicchi
sembra creare entrambe queste cose praticamente dal nulla,
attingendo dal folk, dal rap, dallo swing, dalle radio fm, dalle
radio pop ed anche da ballate non sdolcinate e con leggero e
spensierato abbandono, per realizzare uno dei più originali ed
affascinanti album di debutto di cui si ha memoria recente. E
realizza tutto ciò essenzialmente con una chitarra ed una
fisarmonica, sintomo questo di inventiva, se non di genialità.
Il pop mediocre di tutto il mondo trova facile successo nelle
classifiche italiane. Se ci fosse giustizia, questo sublime ed
originale pop trascenderebbe la lingua e scalerebbe le
classifiche di tutto il mondo. Se così non sarà, sarà un vero
peccato. Simone Cristicchi è un talento sorprendente il
cui cammino artistico sarà interessante e divertente tenere
sott’occhio se la consistente qualità di “Fabbricante di
canzoni” avrà un qualche seguito”.
Al di là dei
Festivalbar, delle suonerie scaricate a centinaia di migliaia e
dei premi, parallelamente cresce la fama del Simone Cristicchi
comunicatore. Il 17 ottobre è a Cinecittà Campus, la
“palestra dello spettacolo” promossa da Cinecittà Entertainment
e Maurizio Costanzo per un incontro con gli allievi
dell’accademia. Poco più di un mese dopo inizia una sorta di
mini tour in varie Università Italiane (Catania, Arezzo,
Bologna, Perugia) iniziando da Roma dove è invitato dalla
Facoltà di Scienze della Comunicazione
dell’Università La Sapienza per una lezione dal titolo “L’anima
dei poeti. Quando la canzone incontra la letteratura”, una bella
occasione di confronto con una platea di studenti che lo
sommergerà di domande sul come nasce un testo di successo, da
dove arriva l’ispirazione, come ha elaborato la sua passione per
la canzone d’autore.
Il 2006 si apre
nel segno di un maestro incontrato e perso troppo presto: Sergio
Endrigo. Quel maestro che Simone si è già trovato ad omaggiare
in ottobre a Domenica In con una sua bellissima versione di “Io
che amo solo te”. L’11 gennaio Simone Cristicchi è infatti
sul palcoscenico della Sala Sinopoli dell’Auditorium
di Roma per la serata tributo al grande artista per cantare
“Questo è amore”, la “loro” canzone. Simone è nel
cast stellare della serata insieme a Gianni Morandi, Ornella
Vanoni, Gino Paoli, Morgan, Sergio Cammariere, Tetes de Bois,
Nada, Mariella Nava, Renato Zero, Roberto Vecchioni con Patrizio
Fariselli, Bruno Lauzi, Marisa Sannia.
Così arriva al
Festival Simone Cristicchi, il “caso” Simone Cristicchi,
la “rivelazione” Simone Cristicchi, il “tormentone” Simone
Cristicchi ( “tormentone sì, ma per caso”, precisa lui ),
il pluripremiato Simone Cristicchi. Ci arriva idealmente con
quella sua valigetta da commesso viaggiatore, quasi fosse una
delle tante tappe della sua lunga tournée che dalla scorsa
estate colleziona successi in tutte le città italiane. Ma che si
tratti di folle oceaniche o delle attente platee di piccoli
locali, teatri, università, questo cantautore che mette in scena
i paradossi della vita, o forse questo bizzarro attore prestato
alla canzone, si mette a parlare/cantare nel suo modo
stralunato eppure tremendamente lucido. Lo farà anche sul
palcoscenico del Teatro Ariston dove porta “CHE BELLA
GENTE ”, una canzone scritta insieme ad una sorta di
alter ego femminile (anche nel nome: Simona Cipollone ),
nata nel clima del suo spettacolo a metà tra teatro e canzone (
evidente il riferimento ad uno dei suoi grandi maestri, Giorgio
Gaber ) “Centro di igiene mentale”.
E così come lo spettacolo è spiazzante, divertente e
provocatorio, anche questa canzone lo è con una direzione
obbligata: quella di far riflettere. Che bella questa gente che
capisce tutto e che ha pistole con proiettili di
malignità…questa gente che ti fa un mucchio di domande per
usarle poi contro di te…questa gente che aspetta soltanto un tuo
passo falso…Ma chi è questa “bella gente” ? I “normali”,
naturalmente, tutti noi. Allora meglio “i matti che dicono
quello che pensano e non accettano ricatti e compromessi e non
si confondono con gli altri/ nel bene e nel male rimangono se
stessi”. Puro Cristicchi style.
Archiviata – ma
solo per il momento – la prima esperienza sanremese, Simone
Cristicchi continua per i primi mesi del 2006 il suo tour
teatrale che, data dopo data, fa diventare sempre più conosciuti
i protagonisti dei monologhi e delle canzoni del suo spettacolo
dal forte impatto civile e sociale. Persone incontrate realmente
nel corso di diverse esperienze di volontariato, altrettante
voci del disagio mentale e della vita manicomiale, portatori
“sani” di una sensibilità esasperata, talvolta disperata, quanto
tenerissima. Queste le parole di Cristicchi: “Centro di
Igiene Mentale” è per me una vera "Nave dei Folli" alla deriva,
in continuo mutamento, e me la vedo viaggiare fortunatamente
senza destinazione alcuna…”. Persone, non pazienti, che sono
anche al centro di un documentario sugli ex manicomi ideato
sempre da Simone, ma soprattutto del libro “Centro di
Igiene Mentale” che Mondadori pubblica in questi
giorni di febbraio 2007: un esordio narrativo brillante basato
su testimonianze “dirette”, su poesie e lettere mai spedite
(spesso censurate), su documenti preziosi, alcuni dei quali
risalenti ai primi del 1900, che ancora oggi mantengono una
straordinaria umanità e attualità.
In estate riprende
il tour “Fabbricante di Canzoni” legato all’album
di esordio che a fine anno porta al suo autore l’ennesimo
riconoscimento da aggiungere al suo medagliere: la prestigiosa
Targa Tenco 2006 per il miglior album di debutto votata
in modo quasi plebiscitario dalla numerosa giuria di
giornalisti.
Arriviamo così al
presente, a questa 57° edizione del Festival di Sanremo dove
Simone presenta “Ti regalerò una rosa”. Una
canzone non canzone in forma di lettera lacerante e commovente,
microstoria di quel microuniverso della follia che tanto lo
appassiona. Capolavoro senza tempo, brivido che non ci verrà
risparmiato.
Grazie a Maria
Antonietta Mille
Ufficio Stampa Local Repertoire & Catalogue BMG Records
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