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già al Festival di
Sanremo nel 1995, 1999 e 2002
Daniele Silvestri (18 agosto 1968, Leone)
"Quando entro in
casa e sento musica, so che ci sei, perché sei fatto di musica.
Come per sua madre, tua madre era di jazz; e per mio padre, io
teatro e penna. Tua madre è ancora jazz, io sono ancora penna:
spero che tu resti musica ogni giorno" sono le parole di
Alberto, papà di Daniele, in occasione del suo diciottesimo
compleanno.
Daniele cresce
artisticamente in una cover band ispirata ai Duran Duran dopo
aver rinunciato al motorino in cambio di una tastiera e fino ai
vent’anni gira l’Europa in Interrail. Nel 1994 pubblica il suo
album d'esordio, intitolato semplicemente "Daniele
Silvestri". Vince il Premio Tenco come migliore opera
prima dell'anno; fa il bis nel referendum della rivista "Musica
& Dischi" (sempre come miglior esordio) e partecipa a "Sanremo
giovani" con il brano "Voglia di gridare", che lo
porta sul palco del Teatro Ariston.
Partecipa nella
sezione "Giovani" del Festival di Sanremo 1995 con "L'uomo
col megafono": canta seduto su uno sgabello, mostrando
alcuni cartelli colorati con le frasi più significative della
canzone. Come spesso succede a Sanremo, l'ultimo posto in
classifica, sarà sinonimo di successo discografico: il suo
talento viene riconosciuto subito da una giuria di autori, che
assegna il Premio Volare a "L'uomo col megafono" come miglior
testo letterario della gara sanremese.
Il secondo album,
"Prima di essere un uomo", conquista il disco
d'oro e viene segnalato da "Musica & Dischi" fra i dieci
migliori del 1995. Il singolo estivo "Le cose in comune",
uno dei più programmati dalle radio, vince il Premio Tenco come
miglior canzone dell'anno. Secondo nella stessa classifica
"L'uomo col megafono".
Nel 1996 firma la
sua prima colonna sonora ("Cuori al verde" di
Giuseppe Piccioni, con Margherita Buy e Gene Gnocchi) e incide
"Il dado", diviso in due cd. A giudicare
dall'accoglienza del pubblico nei concerti, la canzone manifesto
di quel disco è "Cohiba", dedicata a Ernesto Che
Guevara, che però non uscirà mai come singolo.
Nel cd "Il dado" (esattamente 6 minuti e 41 secondi dopo
"Aiutami", l'ultima traccia della "facciata B") è
presente una ghost-track intitolata "Rappresaglia":
Silvestri suona la batteria e Max Gazzè il basso. Lo stesso
Gazzè figura nella band che lo accompagna nel tour italiano
durato un anno intero. Le esibizioni dal vivo sono soprattutto
un mezzo per offrire il proprio contributo alle cause in cui
crede, a partire dal raduno musicale contro le mine antiuomo (a
Roma nel novembre '96) dove canta "La bomba".
Nel 1997 sale sul
palco del Primo Maggio a Roma; partecipa a Milano al concerto
per Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani; si
esibisce al Premio Città di Recanati e ad Arezzo Wave; quindi il
31 luglio vola a l'Avana (Cuba) per il Festival della Gioventù
Comunista. Il teatro offre nuove forme d'espressione al suo
talento poliedrico. A maggio ricopre il triplice ruolo di autore
(a quattro mani con Rocco Papaleo), attore (sempre al fianco di
Papaleo) e cantante nello spettacolo "Rosso fiammante
bloccato neve dubbio vetro tesi infinito". La
collaborazione con Papaleo prosegue nel disco di quest'ultimo
("Che non si sappia in giro") con il duetto "Foca". Pochi mesi
più tardi (21 ottobre '97) va in scena a Cesena la prima di "Frankensteinmusical",
un musical di Antonello Dose, Marco Presta e Tullio Solenghi.
Daniele Silvestri è autore delle canzoni. Firma anche "Al
fratello che non ho" e "Il fiume e la nebbia", due brani
contenuti nel disco di Fiorella Mannoia "Belle speranze" (uscito
in quei giorni).
Nel 1998 partecipa
al primo album dei Tiromancino nella duplice veste di co-autore
e co-interprete del brano "La storia" e come
autore di "Dying Again".
Riceve il Premio Ciampi e il Premio Mariposa (sezione giovani)
per i testi dell'album "Il dado". Scrive i testi di due canzoni
("Iolanda" e "Sete") per la commedia teatrale "Domani
notte a mezzanotte qui" di Angelo Orlando. Dopo il
teatro, si cimenta anche nel cinema: compone le musiche del film
"Barbara" (con Valerio Mastandrea), nel quale
appare in un cameo recitando la parte di se stesso.
Torna in gara al
Festival di Sanremo nel 1999 (sezione big) con il brano
"Aria" contro la pena di morte. La classifica migliora
sensibilmente, si piazza fra i migliori otto. Riceve il Premio
della Critica, intitolato a Mia Martini, e quello della giuria
per il miglior testo. Le radio trasformano poco dopo il nuovo
singolo "Amore mio" in una strepitosa hit
radiofonica. Il primo aprile '99 esce "Sig. Dapatas", il
suo quarto album. Il titolo è l'anagramma delle iniziali delle
singole canzoni contenute nel disco. Un mese più tardi è di
nuovo protagonista del Concerto del Primo Maggio con "Aria",
"Amore mio" e "Cohiba". In estate arriva un altro
riconoscimento: il Premio Lunezia, infatti, gli conferisce la
Laurea De Andrè per "Aria". In autunno esce l'album "Microchip
emozionale" dei Subsonica: Daniele canta nel brano "Liberi
tutti". Nel 2000 suona "Aria" e "Cohiba" in un live contro la
pena di morte (il 7 luglio a Pescara) e firma il testo di cinque
canzoni ("La rivoluzione", "K.N.A.", "Automaticamente", "La
quiete che verrà" e "Polvere") contenute in "Serendipity", il
disco della P.F.M. uscito in autunno. Rinfrescando il suo
passato da busker, breve ma intenso, il 23 settembre partecipa
alla quarta edizione di Stradarolo - Festival Internazionale di
Musica, Teatro e Arte su Strada, una manifestazione curata dai
suoi amici del gruppo Têtes de Bois. Un mese più tardi pubblica
il greatest hits "Occhi da orientale" con tre
brani inediti: la title track, "Testardo" e
"Cuore di cera".
Compone le musiche di "Tango", lo spettacolo di
Francesca Zanni ispirato al dramma dei desaparecidos argentini.
Nel 2002 inizia a
registrare il nuovo disco che lo vede per la terza volta sul
palco del Teatro Ariston e nel quale torna a incrociare la
strada degli amici Têtes de Bois. Sta per uscire, infatti, il
loro nuovo disco, "Ferrè, l'amore e la rivolta", nel quale
Silvestri ha tradotto in italiano e co-interpretato il brano
"Non si può essere seri a 17 anni". La partecipazione
a Sanremo con “Salirò” è segnata dalla serata
finale in cui Silvestri porta sul palco l’attore-ballerino Fabio
Ferri per un indimenticabile esibizione a sorpresa, a metà
strada tra la canzone d’autore e la “Febbre del sabato sera” .
"Unò-duè", il suo sesto album uscito in
concomitanza con il Festival staziona tra i primi posti delle
classifiche per molte settimane mentre “Salirò” è il singolo più
suonato in radio del 2002 e si aggiudica ben quattro premi agli
Italian Music Awards: miglior singolo, videoclip, arrangiamento
e composizione musicale. L’anno si conclude con un concerto a
Praca da Independencia a Maputo in Mozambico (1 novembre) in cui
Silvestri, invitato dalla ONG Movimondo, suona davanti a
migliaia di mozambicani.
Nel 2003 è di
nuovo al concerto del Primo Maggio a Roma suonando “Il Mio
nemico”, con cui vince il Premio Amnesty ed esce il suo primo
libro “L’autostrada”.
A Gennaio del 2004
esce il doppio CD Live "Livre Transito" preceduto
dal singolo "Kunta Kinte" scritto a 4 mani con
Frankie Hi-Nrg. Il 4 ottobre torna a Maputo per il secondo
concerto in Mozambico, questa volta insieme all’amico ed ex suo
bassista Max Gazzè. Negli ultimi tre anni si dedica
all’attività di papà di Pablo Alberto e Santiago.
Nel 2007 torna a
Sanremo con un nuovo singolo intitolato “La paranza”
e il 2 marzo uscirà il nuovo cd di inediti.
Enzo Miceli
è da oltre 10 anni il produttore di tutti i dischi di Daniele
Silvestri: una collaborazione artistica mai interrotta in cui
ha accompagnato "l'uomo col megafono" in tutta la sua carriera.
Grazie a Elena
Tosi (Parole & Dintorni)
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