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LE ULTIME DAL FESTIVAL DI SANREMO 2006







 

L'attesa di Alberto Giordano

DOMENICA 26 FEBBRAIO 2006 - Ci siamo. Tanto inchiostro versato (anche se meno del solito), tante chiacchiere, tante interviste, tutte esattamente uguali. Ma ora si farà sul serio. E così ci si ritroverà come sempre a gestire polemiche per le eliminazioni, a snocciolare ogni giorno dati Auditel più o meno positivi, a dibattere su ospiti internazionali che non arrivano e ospiti gettati sul palco all’ultimo secondo. Questo sarà Sanremo.

Ma quali sono le premesse con cui si avvia la 56a edizione del Festival della canzone italiana? Certamente il tono dell’evento è minore rispetto allo scorso anno quando il mattatore dello spettacolo fu un grande personaggio come Paolo Bonolis, che ha realizzato uno show eccezionale. Panariello è sì bravo, ma non è un presentatore di professione; ce la farà per cui a non essere monotono senza proporre i suoi personaggi? Inoltre il comico toscano arriva da un programma che non andò bene come “Ma il cielo è sempre più blu” dove fu appunto più accentuato il suo lato di artista a tutto tondo, quello stesso profilo che ci si aspetta di vedere sul palco dell’Ariston. Nonostante ciò la sua assenza dalla tv da una stagione può essere un buon punto di vantaggio.

Capitolo vallette. Ilary Blasi non ha dimostrato ancora pressoché nulla. Letterina sculettante prima, presentatrice pseudo-giovanile a Top Of The Pops prima e a Cd:Live dopo, e annunciatrice quasi muta da Fazio. La bellezza è indiscussa, il curriculum è un po’ misero. Nelle interviste si è però dimostrata spigliata. Speriamo continui così sul palco. Meglio sicuramente come scelta della Felini l’anno passato, forse l’unico punto debole del Festival targato Bonolis. Victoria Cabello è un’eccezionale donna di tv, amata da tutti gli intenditori. Gli spettatori di MTV la conoscono per la sua sfacciataggine ma anche per la competenza musicale e per l’intelligenza. Potrebbe essere la sorpresa, sempre che il pubblico nazional-popolare di RaiUno sappia capirla.

Tra i cantanti non c’è un super favorito come era stato Gigi D’Alessio l’anno scorso, ma un trio/poker di probabili vincitori: sono Dolcenera (chi ascoltato le canzoni giura che la sua sia la migliore), i Nomadi (che se arrivassero alla serata finale avrebbero un’altissima probabilità di vittoria vista la grande popolarità, sempre che il pubblico che li segue, di solito distante dal Festival, si decida a televotare per loro), Alex Britti (2 volte su 3 sul podio al Festival, in cerca di rilancio dopo un bell’album maltrattato dalle charts) e Ron (i critici dicono abbia una canzone molto emozionante; e poi, dopo “L’Uomo Volante” e l’“Angelo” toccherà forse a “L’Uomo Delle Stelle” vincere la competizione?).

La categoria uomini vede anche la presenza di Gianluca Grignani (che sembra che “vascheggi”; il testo è banalotto; inoltre i piazzamenti festivalieri non lo hanno gratificato mai, anche se poi vola in classifica; rischia subito l’eliminazione martedì sera), Luca Dirisio (è bravo, ma dicono abbia un pezzo deboluccio distante dal suo repertorio sbarazzino; scommettiamo che sarà l’uomo ad uscire giovedì?), Michele Zarrillo (un bravo cantautore spesso sottovalutato, interprete dello stile musicale da Festival; tuttavia Tozzi l’anno scorso uscì al primo round con la canzone più festivalieria…) e Povia (riuscirà a staccarsi dal suo tormentone e a regalarci un altro momento di pura poesia come l’anno scorso?). Una bella categoria, varia e di qualità.

Il girone delle donne non ha grandi nomi ma può riservare delle sorprese: Anna Oxa sembra pronta a regalare l’ennesimo shock popolare (va bene l’immagine ma la canzone?), Dolcenera è data per favorita assoluta (come reagirà però la giuria alla sua parolaccia?), Nicky Nicolai è una sicurezza dopo l’ottimo esordio dell’anno passato (anche se le parole non sono molto brillanti), la Tatangelo ha il testo meno bello della rassegna (e pensare che l’ha scritto un certo Mogol; se la musica sarà sullo stesso livello credo che la bellissima Anna ci saluterà già martedì), Simona Bencini, sconosciuta ai più, si candida al ruolo di outsider, forte del successo che riscuote il soul all’Ariston, e Ivana Spagna, che ritorna sulle scene dopo alcune iniziative anche extra-musicali che non hanno goduto dei favori dei riflettori dei media (è lei a rischiare di più giovedì sera, anche perché le sue ultime partecipazioni non furono molto apprezzate dalla classifica della giuria).

Il girone gruppi, che anche al secondo anno vede gruppi costruiti ad arte per la partecipazione al Festival (cosa parrebbe di dividere le categorie per generi musicali?) vede al suo interno i già citati Nomadi, l’ottimo Mario Venuti accompagnato dalla sua band (Arancia Sonora) con un testo eccellente come al solito, Carlo Fava e Noa con i Solis String Quartet, hanno parole meravigliose (se la musica sarà degna potrebbe scattare la sorpresa), i Ragazzi di Scampia con Gigi Finizio (questi piccoletti sicuramente susciteranno commozione fra i giurati; la musica a detta di alcuni ascoltatori è ritmata e coinvolgente), gli Sugarfree (sono bravi anche se i giovani tra i big vengono sempre maltrattati; probabile l’immediata esclusione) e gli Zero Assoluto (anche loro molto interessanti, ma candidati all’eliminazione di giovedì; il Festival non è certamente il loro palco, anche se potranno farsi conoscere alle masse).

Tra i giovani occhio a Cristicchi (il suo cd è davvero bello, è un grande provocatore, il suo testo farà discutere), L’Aura (il suo primo pezzo in italiano, il singolo “Una Favola”, è davvero eccezionale), Deasonika (il loro è il testo più bello di tutto il Festival), Ivan Segreto (il suo esordio Porta Vagnu è indubbiamente un capolavoro) e Ameba4 (la coppia Caselli-Rustici pronta a colpire ancora dopo i Negramaro; testo però decisamente essenziale; qualche critico li ha definiti “imbarazzanti”). Chissà che non stupiscano anche Andrea Ori (per immagine sembra lo Zucchero degli esordi), Helena Hellwig (la parole non sono per niente male) e Riccardo Maffoni (un rocker tutto chitarra acustica). Virginio, Tiziano Orecchio, Antonello e Monia Russo interpreteranno il pop, speriamo non in modo trasparente come i loro testi.

Vorrei però lanciare un allarme: i 3/4 degli artisti in gara faranno uscire versioni repackaged dei loro dischi (addirittura la Tatangelo riproporrà l’album già presentato l’anno scorso). Dispiace quindi vedere Sanremo solo come un occasione per rilanciare dischi andati male in classifica. Ma questa sembra la direzione che si sta prendendo negli ultimi anni.

Un invito finale: godiamoci questo Festival, evento che è atteso a volte per 358 giorni. Giorni fatti di indiscrezioni, chiacchiere, chi parteciperà, chi è stato escluso, chi presenterà, chi saranno le vallette… Ci siamo.

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