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VIRGINIO A
LINKSANREMO.IT: "SANREMO? UNA 'FESTA COMANDATA' LA MIA CANZONE?
PARLA DEL RAPPORTO PADRE-FIGLIO"
26
Febbraio 2006 - (di Francesco Silvestri - Linksanremo.it) -
Potrebbe essere proprio lui la vera rivelazione del Festival di
Sanremo 2006. 21 anni, compiuti il 31 gennaio, Virginio Simonelli si
presenterà al Festival solamente con il suo nome di battesimo e una
canzone, "Davvero", che parla del rapporto tra padre e figlio. Chi
lo conosce esalta la sua splendida voce e la sua spiccata
sensibilità artistica che sicuramente ha coltivato frequentando
l'Accademia delle Belle Arti di Milano.
In occasione di Sanremo uscirà il suo primo album e il singolo del
brano sanremese prodotti da Massive Arts Records di Ivo Grasso e
distribuiti da Universal. Anche questa è una prova di come ci sia
tanta fiducia in questa giovane promessa della musica italiana. E in
attesa di vederlo e ascoltarlo direttamente al Festival di Sanremo
gli abbiamo fatto qualche domanda per farlo conoscere ai tanti
visitatori di Linksanremo.it....
Ciao Virginio! Cosa rappresenta per te la "conquista" del Festival
di Sanremo?
"Sanremo è stato totalmente inaspettato. Tutto è avvenuto in
pochissimo tempo, dall'album all'ammissione al Festival. Io non ero
inizialmente molto convinto. Anche perché non sono mai stato uno che
ama le "gare" nel loro senso più stretto. Mi rendo conto però che
Sanremo è davvero molto di più. E' una vera e propria "festa
comandata". Ed è comunque sempre un'enorme opportunità, soprattutto
per un emergente come me".
Come ti stai preparando alla tua esibizione sul palco del Teatro
Ariston?
"Cercando di pensare a divertirmi e a godermi quel momento come solo
mio. Credo che sentire la mia canzone totalmente sottopelle sia il
giusto modo per rendere fede a quello che ho provato quando ho
scritto l'ho scritta".
Cosa ci puoi anticipare del tuo brano sanremese "Davvero"?
"Che dire, penso che ormai si sappia che questa canzone parla del
rapporto padre-figlio. Potrei dire che spesso i muri invisibili
fatti di silenzi tra due persone sanno fare molto più male delle
parole. Diciamo che "Davvero" vuole essere un discorso aperto, una
'ruspa' contro il muro. Poi in realtà ogni canzone è la fotografia
di un momento. E, si sa, col tempo le cose cambiano".
Che effetto ti fa essere al Festival insieme a grandi big della
musica italiana? C'è qualcuno per cui "tifi"?
"Mi ha sempre incuriosito conoscere gli artisti per come sono nella
quotidianità. Quell'aspetto nascosto e più vero di ogni persona.
Direi che Sanremo può essere una buona occasione per prediligere più
le piccole cose del 'dietro le quinte' che lo spettacolo in sè, che
è visibile a tutti. Tra i big di quest'anno mi piace molto Mario
Venuti & Arancia Sonora. Trovo il suo pop molto elegante, ma sempre
con quel pizzico di sana ironia. Un bel mix".
Cosa ci racconti della tua esperienza al CET di Mogol? E' stata
importante per la preparazione alla gara?
"La verità è che inizialmente ero un po' smarrito. Tutto nuovo e
inaspettato. Ma più passa il tempo e più il ricordo di quei giorni
acquista il sapore dolce di una gita liceale. Sono stati dei bei
giorni. Strani perché nuovi e sconosciuti, ma davvero belli. Di
sicuro molte 'dritte' saranno utilissime nell'immediato avvenire".
Cosa ti aspetta dopo il Festival? Uscirà un singolo o il tuo
primo album?
"Entrambi. L'album, che uscirà il 3 Marzo 2006, è un bel viaggio
nelle mie 'variopinte interiora'. Contiene brani che ho scritto in
diversi momenti, lontani e recenti. C'è racchiuso dentro un po' di
quello che sono, un po' di quello che sarò. Ti confesso che ho
difficoltà a descriverlo. E' come un padre che parla del proprio
figlio".
Cosa pensi della formula del Festival targato Giorgio Panariello?
Che ruolo avrete voi giovani?
"L'impressione di questo Festival che ho avuto finora è sempre stata
molto positiva. Mi sembra che quest'anno si sia dato molto più
spazio alla musica e ai giovani. Poi in fondo Sanremo non è ancora
cominciato ed è tutto ancora da vedere. Io personalmente ho molta
fiducia nella riuscita di questa edizione, anche perché Giorgio
Panariello mi sembra una persona molto in gamba, semplice e
soprattutto mai banale. E questa è davvero una grande qualità".
Qual'è il tuo augurio per i tanti giovani cantanti come te che
sognano il Festival?
"Auguri non ne faccio. Posso solo dire che non importa dove, come e
quando. L'importante è riuscirci. Determinazione è la parola chiave.
Se poi 'San Remo' da lassù ci da' una mano... Scherzo!"
Grazie Virginio per la disponibilità! Buon lavoro!
"Grazie a te che hai saputo ascoltarmi. Un saluto a tutti. Stay
tuned!"
intervista di Francesco
Silvestri
Grazie a
Virginio Simonelli e
Ivo Grasso
Massive Arts Studios
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