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Arriva al Festival
Simone Cristicchi,
il “caso” Simone Cristicchi, la “rivelazione” Simone Cristicchi,
il “tormentone” Simone Cristicchi ( “tormentone sì, ma per
caso”, precisa lui ), il pluripremiato Simone Cristicchi. Ci
arriva idealmente con quella sua valigetta da commesso
viaggiatore, quasi fosse una delle tante tappe della sua lunga
tournée che dalla scorsa estate colleziona successi in tutte le
città italiane. Ma che si tratti di folle oceaniche o delle
attente platee di piccoli locali, teatri, università, questo
cantautore che mette in scena i paradossi della vita, o forse
questo bizzarro attore prestato alla canzone, si mette a
parlare/cantare nel suo modo stralunato eppure tremendamente
lucido. Lo farà anche sul palcoscenico del Teatro Ariston dove
porterà “CHE BELLA GENTE ”, una canzone scritta
insieme ad una sorta di alter ego femminile (anche nel nome:
Simona Cipollone), nata nel clima del suo spettacolo a metà
tra teatro e canzone (evidente il riferimento ad uno dei suoi
grandi maestri, Giorgio Gaber ) “Centro di igiene
mentale”. E così come lo spettacolo è spiazzante,
divertente e provocatorio, anche questa canzone lo è con una
direzione obbligata: quella di far riflettere. Che bella questa
gente che capisce tutto e che ha pistole con proiettili di
malignità…questa gente che ti fa un mucchio di domande per
usarle poi contro di te…questa gente che aspetta soltanto un tuo
passo falso. Ma chi è questa “bella gente” ? I “normali”,
naturalmente, tutti noi. Allora meglio “i matti che dicono
quello che pensano e non accettano ricatti e compromessi e non
si confondono con gli altri/ nel bene e nel male rimangono se
stessi”. Puro Cristicchi style.
Simone Cristicchi
nasce a Roma
nel 1977 nel popoloso e popolare quartiere Tuscolano, nei pressi
di Cinecitta’. Con lui cresce il suo cespuglio di capelli sotto
il quale maturano parallelamente la passione per il disegno e il
fumetto ( è stato allievo del grande Jacovitti ), e un amore
autentico per la canzone d’autore e non solo italiana: infatti
oltre a Franco Battiato, Ivano Fossati, Giorgio Gaber, Lucio
Battisti, Sergio Endrigo, Paolo Conte, Fabrizio De Andre’,
Vinicio Capossela, l’adolescente Simone ascolta Chico Buarque,
Caetano Veloso, Nick Drake, Jeff Buckley e Syd Barrett inquieta
anima dei primi Pink Floyd.
Nel 1998, a 21 anni, il nome di Simone Cristicchi inizia a
circolare tra gli addetti ai lavori e nell’estate incontra il
suo produttore Francesco Migliacci. Per la sua profonda
conoscenza del repertorio e della poetica di Jeff Buckley, il
cantautore americano morto nel 1997 in circostanze drammatiche
come il padre, il leggendario Tim Buckley, Simone viene
invitato ad esibirsi nel 1999 a Milano in una serata tributo
insieme a Morgan dei Bluvertigo e Cristina Dona’.
Nel settembre del 2003 vince a Crotone il Cilindro d’ Argento,
premio per cantautori emergenti nell’ambito del Festival “Una
casa per Rino” dedicato a Rino Gaetano nella sua citta’
natale. Da qui inizia, al seguito dei CiaoRino, ottima cover
band romana del cantautore del “nonsense”, una intensa attivita’
live destinata a continuare con Max Gazze’, Niccolo’ Fabi,
Marlene Kuntz, artisti dei quali apre i rispettivi concerti.
Il 2005 e’ l’ anno dell’ affermazione: in gennaio la firma del
contratto discografico con Sony Bmg; ad aprile l’uscita del
fortunatissimo singolo “Vorrei cantare come Biagio”
(e relativo video realizzato da Gaetano Morbioli), anticipata
dall’anteprima che lo stesso Biagio Antonacci –
intelligentemente – decide di offrire il 12 aprile al giovane
Simone cedendogli il palcoscenico del Palalottomatica di Roma
per questa curiosa canzone “presa in giro” che in realta’ e’ un
ironico e raffinato j’accuse ai meccanismi dell’industria
discografica.
La canzone arriva rapidamente nelle zone alte della classifica
radiofonica e di vendita dei singoli: si aprono le porte del
Festivalbar, e dopo quattro esibizioni arriva, di fronte ad
una platea immensa, la serata finale del 14 settembre all’ Arena
di Verona in diretta televisiva.
Nel corso del 2005 arriva una vera e propria pioggia di premi e
riconoscimenti: vince il Premio Musicultura ( gia’ Premio
Recanati ) e anche la Targa
della critica
con il brano “Studentessa universitaria” che verrà
inserito nell’album di debutto; e’ tra i vincitori del Premio
Giorgio Gaber nell’ambito del Festival del Teatro
Canzone di Viareggio. Vince ancora il Premio Carosone
come migliore canzone ironica; si rivela “artista dell’anno”
nel Festival “Dallo Sciamano allo Showman” (
Premio Renzo Bigi Barbieri); vince, nell’ordine,
il Premio Nielsen, il Premio Charlot ( migliore
canzone comica), il Premio Mei (Artista rivelazione ), il
Premio Internazionale delle Arti Leone d’Argento di
San Marco, il Premio della critica di Musica e Dischi
per il Miglior album di debutto.
Il 23 settembre, preceduto dal secondo singolo “Studentessa
universitaria”, momenti di vita e solitudine di una
“fuori sede” descritti con grande sensibilita’, esce il primo
album “Fabbricante di canzoni”.
Simone ha finalmente modo di rivelare, in una generosa manciata
di canzoni di immediata comunicazione, le sue due anime: quella
gia’ nota, irriverente, ironica, e quella intima, poetica,
osservatrice dei sentimenti, diretta erede della sua formazione
legata alla grande canzone d’autore. Una appartenenza che nel
disco si dichiara a livelli altissimi nel duetto con Sergio
Endrigo “Questo e’ amore”, una emozione pura
firmata dal grande artista istriano che purtroppo scompare prima
di potersi riascoltare nel disco di questo giovane intelligente
che ha la rara qualità di essere autenticamente trasversale in
senso generazionale. Nel disco compare anche, nella ghost
track, il suo alter ego Rufus, creatura orribile che si
impossessa del Cristicchi “buono” e romantico per rivelarsi in
tutto il suo cinismo e malvagita’. Il personaggio talvolta
irrompe, non atteso, negli spettacoli di Simone: un Mr.Hide
comico, fantasma di un palcoscenico che Simone domina a
meraviglia.
“Fabbricante di canzoni”
riceve critiche lusinghiere in Italia e all’estero, tra cui una
in particolare, quella del settimanale americano “Stylus
Magazine” che, selezionato il disco come “album of the week” (
non accadeva dal 2003 per un disco italiano), così si esprime
attraverso la recensione del critico Edward Oculicz: “Mentre
la maggior parte degli artisti ha bisogno di guest-DJ, di un
guest-rapper o di una sezione di archi per diversificare la
musica ed introdurre un elemento di novità, Simone Cristicchi
sembra creare entrambe queste cose praticamente dal nulla,
attingendo dal folk, dal rap, dallo swing, dalle radio fm, dalle
radio pop ed anche da ballate non sdolcinate e con leggero e
spensierato abbandono, per realizzare uno dei più originali ed
affascinanti album di debutto di cui si ha memoria recente. E
realizza tutto ciò essenzialmente con una chitarra ed una
fisarmonica, sintomo questo di inventiva, se non di genialità.
Il pop mediocre di tutto il mondo trova facile successo nelle
classifiche italiane. Se ci fosse giustizia, questo sublime ed
originale pop trascenderebbe la lingua e scalerebbe le
classifiche di tutto il mondo. Se così non sarà, sarà un vero
peccato. Simone Cristicchi è un talento
sorprendente il cui cammino artistico sarà
interessante e divertente tenere sott’occhio se la consistente
qualità di “Fabbricante di canzoni” avrà un qualche seguito”.
Al di là dei Festivalbar, delle suonerie scaricate a centinaia
di migliaia e dei premi, parallelamente cresce la fama del
Simone Cristicchi comunicatore. Il 17 ottobre è a Cinecittà
Campus, la “palestra dello spettacolo” promossa da Cinecittà
Entertainment e Maurizio Costanzo per un incontro con gli
allievi dell’accademia. Poco più di un mese dopo inizia una
sorta di mini tour in varie Università Italiane (Catania,
Arezzo, Bologna, Perugia) iniziando da Roma dove è invitato
dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione
dell’Università La Sapienza per una lezione dal titolo “L’anima
dei poeti. Quando la canzone incontra la letteratura”, una bella
occasione di confronto con una platea di studenti che lo
sommergerà di domande sul come nasce un testo di successo, da
dove arriva l’ispirazione, come ha elaborato la sua passione per
la canzone d’autore.
Il 2006 si apre nel segno di un maestro incontrato e perso
troppo presto: Sergio Endrigo. Quel maestro che Simone si è già
trovato ad omaggiare in ottobre a Domenica In con una sua
bellissima versione di “Io che amo solo te”. L’11 gennaio
Simone Cristicchi è infatti sul palcoscenico della Sala
Sinopoli dell’Auditorium di Roma per la serata
tributo al grande artista per cantare “Questo è amore”,
la “loro” canzone. Simone è nel cast stellare della serata
insieme a Gianni Morandi, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Morgan,
Sergio Cammariere, Tetes de Bois, Nada, Mariella Nava, Renato
Zero, Roberto Vecchioni con Patrizio Fariselli, Bruno Lauzi,
Marisa Sannia.
Fin qui la folgorante ascesa di un ragazzo portato al successo
dalla sua autoironia e dalla sua intelligenza. Siamo pronti ad
un dopo-Sanremo altrettanto ricco di eventi.
Grazie a Maria
Antonietta Mille
Ufficio Stampa Local Repertoire & Catalogue BMG Records
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