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già
al Festival di Sanremo nel 1996, 1997 e 1999
Sono nata il 5 giugno 1969 da genitori musicisti: Vincenzo Restuccia, mio
padre, è un batterista; Anna Giordano, mia madre, una violista.
Non ho mai capito quanto la musica e i suoni che ascoltavo in casa mentre
crescevo mi siano rimasti “incastrati” dentro e quanto essi abbiano
influenzato nel tempo le mie scelte artistiche. So però con certezza che
il jazz e la musica classica sono la causa del contrasto che mi porto
dentro da sempre, suoni che sono stati colonna sonora della mia vita e
della mia adolescenza.
A 18 anni ho iniziato a pensare di volermi liberare dagli schemi e dai
vincoli della famiglia e di voler conquistare una indipendenza artistica
e, forse, una chiarezza di idee che mi permettesse di prendere una strada
musicale totalmente mia. Formai un gruppo e da quel momento prima di
riuscire a mettere a fuoco il reale obiettivo che inseguivo, ci sono
voluti tanti anni di lavoro.
Fu in questo periodo che registrai un disco in inglese come artista dance,
disco che riscosse un buon successo in Giappone; e fu proprio in questo
periodo che iniziai a suonare nei locali. Ho sempre amato la sensazione
che solo un concerto può regalare.
Per firmare un contratto con una Major ci sono voluti ben 7 anni nei quali
ho continuato a studiare percussioni e a suonare dal vivo. Firmai
nel settembre 1994 con la Virgin anche grazie all’aiuto di Paolo
Micioni che all’epoca era il mio manager e con il quale continuai a
lavorare per altri 7 anni.
Nonostante non fosse il primo contratto della mia vita, quello con la
Virgin mi portò a pubblicare il primo mio singolo importante (“Sola”,
aprile 1995), a fare il mio primo Festival di Sanremo (1996
con “Al di là di questi anni” che vinse il
premio della critica) e a registrare il primo album in italiano,
“Marina Rei”, realizzato con la produzione di Frank Minoia.
Dal giorno della firma di quel contratto è passato molto tempo e sono
cambiate tante cose, compresa me e il mio modo sempre diverso di guardare
lo stesso obiettivo. Cambiamento od evoluzione che siano stati, è stato
difficile trovare la serenità e la consapevolezza che mi hanno permesso di
prendere coscienza della mia musica: da allora fino ad oggi ho intrapreso
strade nuove nelle quali ho potuto sempre mettermi alla prova.
Ai tempi del mio secondo album, “Donna” (1997),
il meccanismo discografico è stato impegnativo e logorante: convivevo con
la netta sensazione di avere bisogno di più tempo da dedicare alle mie
canzoni, alla musica e ai testi. Avevo bisogno di riflettere, ma nello
stesso tempo mi costringevo a fare ciò che credevo fosse necessario per
convivere con il mondo della discografia. Così partecipai anche al
Festival di Sanremo per la seconda volta, ma in quell’occasione subii le
conseguenze di una scelta affrettata voluta soltanto e fortemente dai miei
discografici.
Il primo segnale di questo mio forte desiderio di cambiamento e di questa
mia necessità di pace, usciti fuori già in “Anime Belle”
(1998) e soprattutto nel brano “Un inverno da
baciare”, sono esplosi e si sono meglio definiti
nell’album “Inaspettatamente” (2000), il primo lavoro di cui ho
scritto completamente musica e parole e nel quale prevalgono suoni rock e
testi crudi (“I miei complimenti” è una delle canzoni
contenute nell’album).
Negli ultimi anni ho cercato di mettere ordine alla mia vita e di
consolidare le mie scelte; ho combattuto per avere il mio tempo, per
poterlo seguire e per riuscire a prendermi cura delle cose veramente
importanti.
Così nel 2000, per allontanarmi da decisioni e team di lavoro che non
riuscivano più ad appartenermi, ho cambiato casa discografica, passando
dalla Virgin alla BMG. Nello stesso periodo iniziai la collaborazione ad
un nuovo progetto con Daniele Sinigallia. Stimavo già da tempo Daniele
come produttore e accorgermi che i nostri tempi e il nostro bisogno di
esprimerci liberamente coincidessero perfettamente non ha fatto che
arricchirmi e regalarmi grandi momenti. Dalla forte intesa instaurata con
lui è nato un album importante “L’incantevole Abitudine” (2002) e
nostro figlio Nico. Ho continuato a muovermi e a guardarmi intorno, ho
viaggiato molto con la voglia di suonare perchè la musica dal vivo
continua ad essere la cosa più importante e nel 2004, affiancandomi sempre
alla produzione di Daniele, ho scelto di lavorare con una etichetta
indipendente e ho così realizzato il mio nuovo album da cui è tratto il
singolo “Fammi entrare” che presenterò alla 55° edizione del
Festival di Sanremo.
Il 4 Febbraio 2005 si terrà la serata finale del Nastro
D’argento in cui il mio brano “And I Close my eyes”,
tratto dal film “Fino a Farti Male” di Alessandro Colizzi, è tra i 5 brani
candidati nella sezione “Miglior Canzone Originale”. Oggi ho la serenità
ed i sorrisi di una ricerca di una vita e la voglia di scoprire ancora in
compagnia delle persone che mi circondano. Ora in casa ci sono i nostri
suoni e la musica che nel tempo ho conservato dentro.
A cura
di OPM 2000
Grazie ad Alessia Savino
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