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Febbraio 2004 -
Nel 1996 ha conquistato il Cile vincendo il prestigioso Festival di Viña
del Mar e nell'estate scorsa è riuscito a conquistare definitivamente
anche il suo paese, l'Italia, grazie alla hit "Verofalso" che ha scalato
tutte le classifiche di vendita e radiofoniche.
Impossibile dimenticare poi il grande successo che tuttora sta avendo il
brano "Lei è" che dà il nome anche al nuovo album, uscito il 3 ottobre
scorso e giunto fino ai primi posti delle classifiche di vendita con oltre
50.000 copie vendute e un meritato disco d'oro.
Quest'anno Paolo ritornerà a Sanremo dopo il debutto nella sezione "Nuove
proposte" nel Festival del 2001. Da allora tante cose sono cambiate... è
cambiata la formula della kermesse musicale ma anche per lui è cambiato
qualcosa... leggete cosa ha raccontato a Linksanremo...
- Ritorni al Festival di
Sanremo dopo 3 anni di assenza e dopo il grande successo delle tue hits "Verofalso"
e "Lei è". Quali sono state le tue prime emozioni e sensazioni?
“Grande felicità soprattutto guardando il cast che è sicuramente giovane e
nuovo, questo perché è meglio per me stare insieme a tutti i giovani
piuttosto che trovarmi insieme ai cantanti storici della musica italiana.
Ed è meglio perché tutti porteremo una musica nuova e sicuramente diversa
l’una dall’altra. Per questo sono molto felice di esserci in questo
Sanremo!”
- Nel 2001 hai partecipato al Festival con "Ed io non ci sto più", ora
approderai a Sanremo 2004 con "Guardami negli occhi". Cosa è cambiato in
te in questi anni?
“E’ cambiata la cosa più importante… che presento una canzone mia! A
Sanremo 2001 purtroppo ho cantato una canzone che non era mia e che forse
non sentivo così tanto, senza nulla togliere ovviamente agli autori di
quel brano. Mi trovo molto meglio quando le canzoni che canto sono mie.
Anche in Sud America nel 1996 scrivevo le mie canzoni e probabilmente la
strada giusta è questa, poter cantare quello che sento”
- Infatti dal 1996 in Cile e in tutto il Sud America sei una vera star
molto conosciuta ed amata. Qual è il tuo rapporto con questo paese che ti
ha lanciato?
“Il rapporto continua ed è molto importante! Questo per me è stato il
primo passo verso la musica, l’inizio della mia carriera. E il Cile
soprattutto è stato la mia porta che si è aperta per la musica. Devo tanto
al Cile e a tutto il Sud America e sono felice di "esserci riuscito" anche
qui in Italia anche se devo dimostrare ancora tante cose”.
- Il 2003 si può considerare il tuo anno d'oro grazie a "Verofalso" che
è stata una delle hit dell'estate, a "Lei è" che è tuttora
programmatissimo in radio e al tuo album che ha scalato le classifiche di
vendita. Ci speravi in un successo così grande?
”Abbiamo lavorato tanto ed è da quando avevo 17 anni che faccio album in
Sud America, ho pubblicato quatto album in spagnolo e questo è il quinto
che uscirà in questa lingua. Perciò ce lo siamo sudato e forse anche
questo è il bello alla fine; fare una cosa sacrificandosi, dando tutto e
magari riuscire ad arrivare… questo è proprio il massimo! Sai, quando ti
arriva il successo troppo presto, anche come è successo a me nel 1996 a 17
anni in Sud America, lo vivi come una cosa molto facile, sembra che tutto
è fatto per te in quel momento e non ti rendi neanche conto cosa vuol dire
veramente sacrificarsi per un lavoro come è la musica e riuscire a sudarsi
le cose. Il successo mi ha colto impreparato in Sud America, ma non in
Italia dove comunque c’è un mercato molto più ostico e esigente. In Italia
la gente non ha solo la musica, mentre in Sud America è considerata quasi
come un bene primario.”
- Ora come ti preparerai al prossimo Festival di Sanremo? E cosa ci
puoi dire dell’esperienza al CET di Mogol?
”Avendo scritto la canzone del Festival per me è anche più facile
prepararsi, perché quando devi cantare una canzone di un altro devi
metterti lì anche a studiare come farla e qual è il modo migliore per
interpretarla. Invece quest’anno ho una canzone mia ed è sicuramente più
facile perché viene tutto spontaneo e anche se sto facendo molte prove è
tutto molto più facile. Per quanto riguarda il CET, credo sia stata
un’esperienza molto importante soprattutto per il bene del Festival di
Sanremo, perché ci hanno messo a disposizione tutti i mezzi per fare le
cose al meglio. L’idea è proprio di portare al festival non solo una
canzone, ma un vero e proprio spettacolo, e quindi non dover fare solo il
cantante. Durante quei giorni ci hanno dato la possibilità di capire
quanto è grande il palco, quali sono le esigenze tecniche e come muoverci
al meglio.”
- Puoi anticiparci qualcosa del tuo brano sanremese "Guardami negli
occhi"?
“E’ una lettera scritta in musica praticamente. Leggendola infatti sembra
quasi una lettera, come di quelle che si scrivevano una volta e che oggi
sono state soppiantante da sms e messaggini vari. E’ proprio una lettera
con una richiesta di perdono ad una persona che amavo.”
- Dopo il Festival cosa ti aspetta? Un nuovo album o una riedizione di
“Lei è”?
”Questo lo stiamo decidendo in questi giorni perché ci sono varie idee e
alternative, e tra pochi giorni decideremo esattamente cosa fare. Ci
potrebbe essere un repackaging, ci potrebbe essere un singolo, ci
potrebbero essere tante cose, ma per ora nulla di ufficiale.”
- Qual è il tuo rapporto con internet e le nuove tecnologie?
“Il mio rapporto è abbastanza distaccato, cioè le conosco tutte bene, però
devo dire che non amo particolarmente il mezzo tecnologico per arrivare
alla gente. Ovviamente ho il mio sito internet che è
www.paolomeneguzzi.it a cui sono
molto legato perché c’è una comunità, c’è una chat molto frequentata dove
anche io entro ogni tanto. Però alla fine preferisco sempre gli incontri
dal vivo e conoscere la gente personalmente.”
- Che messaggio vuoi lanciare ai visitatori del nostro sito e ai tuoi
fans internettiani?
“Consiglio a tutti di guardare Sanremo, soprattutto ai giovani, perché
sarà un Sanremo che cambierà molte cose, che potrà rappresentare il
ritorno della musica giovane, anche perché la musica giovane sta cambiando
in questo momento. E soprattutto la musica in Italia sta cambiando, basta
guardare le classifiche e troviamo che ai primi posti ci sono tutti i
giovani come Tiziano Ferro, Le Vibrazioni, Capareza… e questo è un segnale
forte! Portiamo avanti questo discorso e dimostriamo a tutti che Sanremo
può essere ancora Sanremo anche fatto dai giovani.”
di
Francesco Silvestri
Grazie a Paolo
Meneguzzi e Ginevra Gulinelli
Ufficio Stampa e Promozione Paolo Meneguzzi "Red&Blue s.r.l."
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