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già al Festival di
Sanremo con i Timoria nel 1991 e nel 2002
Omar Pedrini nasce a Brescia il
28 maggio1967. «Nell’estate del 1967 c’è stata la Summer of Love di San
Francisco» - ricorda Omar - «Al grido di “mettete i fiori nei
vostri cannoni”, è nato il movimento hippie: mi piace pensare che quello
spirito abbia contagiato anche me, così piccolo e così lontano, e che mi
sia rimasto dentro ancora oggi». Altre influenze importanti, queste
per nulla inconsapevoli, arrivano dai suoi genitori: la madre Daria
discende da una famiglia di liutai e musicisti; il padre Roberto è poeta
per diletto e trasmette la passione per gli studi umanistici al figlio,
che si diploma al Liceo Classico Arnaldo di Brescia e frequenta la facoltà
di scienze politiche (indirizzo storico filosofico) all’Università Statale
di Milano, superando finora nove esami.
Dalla fine degli Anni 80 Omar Pedrini
è il leader assoluto dei Timoria: oltre a suonare la chitarra, infatti, è
autore dei testi e delle musiche. La sua leadership si completa nel 1998
(con l’album “Senza tempo”) quando diventa pure il cantante del gruppo al
posto del transfuga Francesco Renga. I Timoria di
Omar Pedrini hanno venduto 600
mila copie, conquistando due dischi d’oro (“Viaggio senza vento” del 1993
ed “ElTopo Grand Hotel” del 2001): nel 2002 la pubblicazione del doppio cd
dal vivo “Timoria Live” coincide con l’annuncio che il gruppo si ferma per
una pausa di cinque anni. In questo periodo Omar Pedrini coltiva il
suo progetto solista già sperimentato nel 1996 con l’album “Beatnik”:
scrive il libro di poesie “Acqua d’amore ai fiori gialli”, recita da
protagonista nello spettacolo teatrale “Il poema a fumetti” di Dino
Buzzati, compone la colonna sonora del film “Un Aldo qualunque” (al
quale partecipa anche come attore) e incide il secondo album solista “Vidomàr”,
che esce dopo il Festival di Sanremo 2004, al quale partecipa con il
singolo “Lavoro inutile”. Ma procediamo in ordine di tempo e
facciamo qualche passo indietro…
Dal 1997 Pedrini é direttore
artistico del Brescia Music Art, il festival della contaminazione fra le
arti: un importante crocevia di letteratura, cinema, teatro, pittura,
comunicazione e naturalmente musica, che oggi richiama affermati artisti
da tutto il mondo. L’esperienza del Brescia Music Art si riflette nel
programma settimanale “Contaminazioni” che Omar conduce nel biennio
1999-2000 sul canale televisivo via satellite Match Music. Pedrini apre
anche la casa di produzione musicale Omar Gru, con la quale ha già
prodotto cinque giovani gruppi rock dell’area alternativa.
Alla fine del 2001 Pedrini scrive
il libro di poesie “Acqua d’amore ai fiori gialli”,pubblicato da Stampa
Alternativa, e tiene una serie di performance e reading nei principali
club letterari italiani: accompagna celebri artisti americani, fra cui
Lawrence Ferlinghetti (il padre della Beat Generation e fondatore della
City Light Books), Jack Hirshman e Dan Fante (figlio di John Fante). Nello
stesso anno recita in teatro assieme alla compagnia milanese d’avanguardia
Sentieri Selvaggi: interpreta il ruolo di Orfeo nello spettacolo “Il poema
a fumetti”, che mette in scena il mito di Orfeo riletto da Dino Buzzati,
uno dei suoi autori preferiti. Il tour teatrale riscuote un discreto
successo e culmina con la rappresentazione al Festival della Letteratura
di Mantova nel 2002. Dal palcoscenico alla macchina da presa: sempre nel
2002, interpreta la parte di Don Luigi, un prete hippie, nel film “Un Aldo
qualunque” (con Fabio De Luigi e Neri Marcorè) e compone l’intera colonna
sonora della pellicola in chiave rock Anni 70.
Nel 2004 partecipa al Festival di Sanremo
con il brano “Lavoro inutile”. È la sua prima esperienza da solo
sul palcoscenico del Teatro Ariston: con i Timoria aveva gareggiato
al Festival di Sanremo due volte: nel 1991 con “L’uomo che ride”
(aggiudicandosi il Premio della Critica)e nel 2002 con il brano “Casa
mia”. Conclusa la gara sanremese, esce il suo secondo album solista: “Vidomàr”.
Da solo oppure assieme ai suoi Timoria,
Omar Pedrini vanta collaborazioni
con prestigiosi artisti italiani e stranieri di qualsiasi disciplina. Ecco
qualche nome: lo scrittore Aldo Busi, il pittore Marco Lodola, Matteo
Guarnaccia (il padre della psichedelia italiana), Leon Mobley (musicista
di Ben Harper), David Fuczynsky (chitarrista di New York del filone
jddish-jazz), il regista Alejandro Iodorowsky (osannato anche da John
Lennon e Marylin Manson, ha diretto capolavori come “La montagna sacra” ed
“El Topo”, che ha ispirato il quasi omonimo album dei Timoria), Bertrand
Cantat dei Noir Desir, Eugenio Finardi (duetto in “Verso oriente” del cd
“Viaggio senza vento”), Gianna Nannini (duetto in “Io vagabondo” nel
Tributo ad Augusto Daolio) e Ligabue (autore di “Male non farà” dell’album
“Storie per vivere”). Omar ha condiviso il palco con C.S.I., Jovanotti e
Nomadi nel concerto per il Dalai Lama. Si sono esibiti dal vivo con i
Timoria anche Fabio Volo e Isabella Santacroce, che hanno letto parti dei
loro libri, riportando in auge grazie alla passione di Pedrini le
performance Anni 70.
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