LinkSanremo - 54° Festival di Sanremo - Sanremo 2004
dal 2 al 6 Marzo 2004


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Las Ketchup

gruppo abbinato a Danny Losito che è in gara con il brano "Single"

BIOGRAFIA

Lola, Lucia e Pilar Munoz sono nate a Cordoba, in Spagna. Le tre sorelle più famose dell'estate 2002 prendono il nome Las Ketchup in onore del padre chitarrista di flamenco "Tomate". Il loro brano d'esordio "Asereje ha conquistato le classifiche spagnole mantenendo la prima posizione per quattro settimane e vendendo ben 15.000 copie in un mercato dove 5.000 sono considerate il massimo. Il brano, scritto e composto dal produttore Manuel Ruìz "Queco", è uno scioglilingua incredibilmente orecchiabile che mette però a dura prova le capacità di apprendimento mnemonico. La canzone parla della storia di Diego, un gitano rasta, ballerino e amante della musica rap e dell'hip-hop. "Hijas del tomate", il primo album della "girls band", contiene tre versioni di "Asereje": oltre a quella d'apertura del disco, ce n'è una acustica ed una karaoke. L'intero lavoro è stato realizzato con la collaborazione di Tino Di Geraldo alla batteria, Antonio Ramos al basso, Ludovico Vagnone alle chitarre, lo stesso "Queco", Pedro Sierra e Luis Cortés alle chitarre spagnole.
 

ASEREJE JA DE JE DE JEBE TUDE JEBERE SEBIUNOUBA MAJABI AN DE BUGUI AN DE BUIDIDIPI

Il fatto è che da quando esiste il genere “canzone estiva”, raramente ne è esistita una così ascoltata, ballata, canticchiata e fischiettata senza sosta. (Il suo ritornello, che consapevolmente controverte ogni regola stabilita, è un tremendo scioglilingua che mette a dura prova le facoltà di apprendimento mnemonico). Questa hit, scritta da un produttore e compositore di Córdoba, Manuel Ruíz “Queco”, racconta, in maniera realistica e senza fronzoli, la storia di Diego, una sorta di gitano rasta, gran ballerino e amante del rap e del hip hop. Figlie del chitarrista di Flamenco “Tomate” (da questo il titolo del loro album di debutto “Hijas del Tomate”, figlie di Tomate, e il nome stesso del gruppo nb. tomate vuol dire pomodoro in spagnolo), Pilar, Lola e Lucia, le tre componenti di Las Ketchup, con le loro espressioni allegre e un pò stupite, sono loro stesse le prime testimoni del "fenomeno" che hanno creato.
Sebbene Lola avesse già fatto i suoi primi passi nel mondo musicale, Lucia avesse realizzato un demo per un progetto del fratello compositore e Pilar stesse tentando la carriera cinematografica a Madrid, questo successo rappresenta il loro ingresso vero e proprio nel mondo dello spettacolo. Le loro voci così fresche, frizzanti e in puro stile andaluso le rendono assolutamente particolari e risulta impossibile confrontarle con le altre 'girls band' che imperversano nel mondo musicale, il tutto condito da una particolare coreografia e da testi molto personali. L’incredibile successo che sta avendo il singolo, al top delle classifiche spagnole e presente nell’album in tre differenti versioni (oltre a quella che apre il disco, ce n’è una più acustica e una a karaoke per chi vuole cimentarsi a cantare), non deve far dimenticare il valore delle altre canzoni del disco, che si avvale del lavoro di alcuni eccellenti musicisti quali Tino Di Geraldo (batteria), Antonio Ramos (basso), Ludovico Vagnone (chitarre elettriche ed acustiche), lo stesso Queco, Pedro Sierra e Luis Cortés (chitarre spagnole). Diamo un’occhiata alle canzoni.

KUSHA LAS PAYAS: naturale successore di Aserejé. Composta dalle sorelle Muñoz (in particolare da Pilar, più avvezza a scrivere canzoni rispetto alle sorelle), racconta la storia di alcune ragazze che se ne scappano lungo la costa per divertirsi, lontano dagli occhi di mamma e papà. Pop acustico in stile rumba con ritmi giamaicani.

UN DE VEZ EN CUANDO: Un altro ritornello da paura. Rumba pop-rock con un leggero tocco di femminismo. Splendida la miscela di chitarre spagnole e elettroniche.

LÁNZAME LOS TRASTOS, BABY: Un reggae festaiolo con alcuni accenni di sensualità leggermente masochistica condito con un po’ di rap.

SEVILLANAS PINK: Un’altra divertente spolverata di audacia da parte delle ragazze. Tutti in pista per ballare, con la rigorosa cassa in quattro, una “sevillana rosa” con tocchi di blues, un miscuglio mai prima tentato in musica. Marilyn Monroe, Greta Garbo e Marlene Dietrich popolano il testo di questa canzone che racconta la storia di Rosa, una ragazzina benestante e carina, che loro avevano conosciuto ai tempi della scuola, per poi scoprire anni dopo che era diventata un uomo fatto e finito di nome Pedro.

KRAPULEO: Il pezzo più dichiaratamente disco dell’album che racconta senza pietà la storia di un topo da discoteca, con tanto di capelli pieni di gel e iper profumato. Un’altra canzone, tutta da ballare, che può tranquillamente seguire il successo di Aserejé. La chitarra elettrica e gentilmente fornita dall’italiano Ludovico Vagnone.

ME PERSIGUE UN CHULO: Un altro ritratto del prototipo di maschio non proprio dotato intellettualmente. Questa volta si tratta di un bestione dai bicipiti in evidenza che si vuole mettere in mostra davanti alla sua possibile preda. Musica ska al femminile.

TENGO UN NOVIO TANTRIKO: Finalmente un uomo che esce bene dalle lingue taglienti delle sorelle Ketchup. Non è dato sapere chi di loro sia fidanzata con questo cultore delle filosofie orientali, dello yoga e della meditazione trascendentale.... Ma il ragazzo ha molte altre doti meno spirituali: le ragazze mettono infatti l’accento sulle sue doti cosiddette amatorie. Un’altra storia divertente che si apre con dei sitar indiani e si conclude in pop-rock anni ’70.
 

DISCOGRAFIA

The Ketchup Song (Asereje)
(Singolo - 2002)

Hijas del Tomate
(Album - 2002)

Kusha las payas
(Singolo - 2002)
 

FOTOGRAFIE

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