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già al Festival di
Sanremo nel 1992, 1993, 1994 e 1998
Nasce a Bologna da madre siciliana e padre bolognese.Divide
l'adolescenza tra passioni distanti tra loro: lo sport, la musica, il
cinema e il biliardo. Se grazie a quest'ultimo riesce a diventare
economicamente indipendente, con il calcio raggiunge la maglia da portiere
titolare della squadra giovanile del Bologna. Contemporaneamente inizia a
suonare la batteria e approccia alle prime esperienze jazzistiche che
dissolveranno in maniera incrociata col fenomeno del rock'n'roll.
A 18 anni fonda il primo complesso di Rock'n'Roll italiano che prende il
nome di Golden Rock Boys. Tra studio tradizionale e tutto il resto poco
compatibile, vince la passione per la musica e parte un interminabile "on
the road".
Tra Festival del jazz, rassegne blues e esperienze musicali variegate, si
sviluppano amori conseguenti e mai, anche se trascurati, dimenticati. Così
la pittura, quasi a dare un senso alle rare pause professionali, o il
cinema con il quale ha una esperienza, premiata come attore, al Festival
di Venezia, nel film "Flipper" di A. Barzini.
La sua natura nera e zappiana convive con un'immagine rugginosa e
spigolosamente sarcastica, ingredienti che rallentano un tipo di notorietà
nazional-popolare che giunge solo con le partecipazioni a Sanremo.
Nel tempo i sogni iniziali diventano muri sempre più solidi di una casa
alla quale non vuole rinunciare e così lo sport è un macrocosmo da vivere
e analizzare, la musica una prateria da percorrere senza steccati e la
vocazione figurativa vive di una fusione tra inquadrature fisse nella
memoria e oggetti e colori che hanno un significato, un ruolo di testimoni
nella sua vita, raccogliendo note, rantoli antichi, melodie inconsuete,
concentrandole in manufatti che, a volte, ci sforziamo di definire
semplicemente quadri.
Riduttivo chiamare
cantautore un personaggio resistente alle mode, uno dei pochi che
nell'arco di 25 anni di carriera non ricanta se stesso. E' un artista che,
oltre ad avere la grande capacità di raccontare se stesso e di esporre le
proprie idee sulle tematiche della vita, riesce a rendere personali
successi di altri autori e di altre epoche. Esempio di questa notevole
capacità interpretativa sono la versione di "Caruso" con la quale nel 1991
vince l'edizione di "Sapore di Mare" e "Io vivrò", interpretazione
del famoso pezzo di Mogol-Battisti, con la quale vince alla grande la gara
canora della trasmissione televisiva "Mina contro Battisti" nel
1995. La versione di Mingardi, sofferta e carica di pathos, consegna
all'artista il disco di platino.
Sempre nel 1995 Mingardi, al Festival "Viva Napoli", colpisce critica e
pubblico con la sua audace e rivoluzionaria versione soul di una delle
pietre miliari della canzone napoletana, "O' sole mio". Ci vuole del
coraggio per rendere nuova (e per di più di fronte al pubblico napoletano)
una canzone che ha reso grande in tutto il mondo la musica napoletana (lo
stesso Elvis Presley fece altrettanto con la sua versione "It's now or
never"). La versione di Mingardi riesce a conquistare anche il grande
pubblico giovanile, di solito così restio ad apprezzare il passato della
nostra tradizione musicale. Operazioni del genere erano riuscite solo ai
grandi come Ray Charles, Marvin Gaye e al già citato Elvis Presley.
Ma fra fra il 1991 e il 1995 ci sono tre grandi album del cantautore
bolognese: nel 1992 "Con un Amico Vicino" che viene presentato a
Sanremo in una performance che vede Andrea affiancato dall'indimenticato
Alessandro Bono. Nello stesso anno ottiene un'ulteriore e significativa
gratificazione da parte del pubblico e della critica ritirando il premio
Stella d'Argento quale migliore interprete maschile al Canzoniere
dell'estate, con il brano "Canterò". Nel 1993 un'altra
partecipazione a Sanremo con il brano "Sogno", che dà il titolo
all'intero LP; nel 1994 ancora a Sanremo Mingardi presenta il brano di
punta dell'album "6- al 2000", intitolato "Amare, Amare", un album
che affronta i temi sempre cari all'artista, ma con un'attenzione puntuale
e precisa a quest'ultino decennio di fine secolo. All'interno dell'lp
compare una canzone scritta apposta per lui da Jovanotti, "200 milioni
di posti".
Ma non finisce qui. Il 1995 riserva un'altra superba performance
dell'artista che vince alla grande la gara canora della trasmissione
televisiva "Mina contro Battisti", interpretando "Io vivrò
(senza te)" di Mogol-Battisti. Egli offre un'interpretazione sofferta,
carica e profonda toccando ancora una volta le corde più sensibili della
nostra anima. Tale successo è, evidentemente, il frutto di un lungo lavoro
preciso e meticoloso di un talento in continua evoluzione e di un'umanità
rara in un mondo dove l'effimero e la moda appaiono dettar legge.
Mingardi infatti è il solo artista in Italia a riprire il duplice ruolo di
interprete dei propri brani e di artista sapiente, in grado di
reinterpretare brani di altri artisti rendendoli propri, grazie ad un
paziente e puntuale lavoro di filologia musicale e sopra tutto grazie alla
grande capacità eclettica dell'artista bolognese, i cui interessi spaziano
dai grandi della musica bianca come Frank Zappa e Tom Waits al
caleidoscopico mondo della musica nera, che sia soul, R&B, funky, jazz,
gospel. È proprio il suo grande amore per la musica soul e gospel che si
concretizza in una serie di concerti con la cantante statunitense di
colore Robin Brown e la sua Band.
Nel 1998 arriva un altro grande album "Canto per te", dove Mingardi
approfondisce una serie di riflessioni già affrontate sul tema della vita,
proponendo anche due brani inediti, oltre ad una serie dei suoi grandi
successi.
In occasione del Natale 1998, a confermare la sua eccezionalità nel
panorama musicale italiano, Mingardi ha realizzato un singolo intitolato
"Anche quest'anno è già Natale", brano che Andrea ha voluto affidare solo
alla diffusione televisiva e radiofonica: l'indisponibilità di questo
brano sugli scaffali testimonia ed evidenzia il messaggio anticonsumistico
espresso già dal testo della canzone.
Infine nel dicembre del 2000, il lavoro più importante della sua carriera,
il cd dal titolo "Ciao Ràgaz", un "live" in dialetto pubblicato con
lo scopo di portare l'humus, lo spirito e l'ironia bolognese al di fuori
dei confini naturali, sprovincializzandoli, senza però rinunciare ai
suoni, alle radici e al mondo da cui parte. Questo albun si avvale della
presenza di amici di Andrea coinvolti nel testimoniare l'etnia,
l'appartenenza e lo spirito: Gianni Morandi, Lucio Dalla, Francesco
Guccini, Luca Carboni, Samuele Bersani, Paolo Belli, Gaetano Curreri,
Gianni Cavina, Ivano Marescotti, Paolo Mengoli e Gianni Fantoni.
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